La Pumex evita il fallimento, sì al concordato

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La società Pumex ha evitato il fallimento. I giudici del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto hanno sciolto la riserva e dato via libera al concordato preventivo. Dai soli immobili – che la società che fa capo a Enzo D’Ambra intenderebbe trasformare per finalità turistiche – si stima che possano essere incassate somme tali da soddisfare i creditori.

Il perito Cosimo Scilipoti ha stimato il valore dei beni aziendali ubicati a Porticello e ad Acquacalda, sede dell’altra società Italpomice che fa capo sempre a D’Ambra, in circa 30 milioni; mentre i debiti ammonterebbero a circa 10 milioni e comprendono i Tfr e altri emolumenti da corrispondere agli ex dipendenti e le esposizioni con le banche. Il tempo di ammortamento chiesto ai creditori dalla Pumex per ripianare i debiti è di massimo 4 anni. Il piano previsto dal concordato diventerà adesso operativo.

La Pumex era unica azienda italiana che si è occupata di estrazione e lavorazione della pietra pomice, venduta in tutto il mondo. Il mancato rinnovo delle concessioni ha portato alla chiusura della Pumex e 40 ex lavoratori sono transitati nel bacino degli Lsu, alle dipendenze del Comune di Lipari.


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