PALERMO – Alla Regione è ora di tagliare le spese d’affitto per gli immobili che ospitano gli uffici. A deciderlo la giunta regionale che ha approvato la proposta dell’assessore all’Economia Gaetano Armao per ridurre, nei prossimi tre anni, il numero dei contratti d’affitto e le conseguenti spese. Il deliberato, al momento consta di un piano di razionalizzazione generale e di una proposta operativa per la centralizzazione in un unico edificio degli uffici regionali di Catania. Il governo regionale ha infatti autorizzato l’avvio delle procedure per acquisire l’ospedale dismesso “Ascoli-Tomasello” dell’Arnas Garibaldi di Catania. Lì dovrebbe sorgere la sede unica della burocrazia regionale catanese.
L’amministrazione regionale utilizza 137 immobili in affitto per i propri fini istituzionali. Trenta di questi immobili appartengono al Fiprs (Fondo di investimento pubblico Regione Siciliana ndr) il fondo immobiliare posseduto al 35% dalla Regione. E, il capitolo di bilancio che copre queste spese, secondo le previsioni di cassa per il 2018, ammonta a circa 41 milioni. Tanto la regione pagherebbe per i solo affitti dei suoi uffici. La delibera della giunta punta a far diminuire questo costo ma i passaggi sono numerosi.
Il piano di razionalizzazione prevede che, anzitutto, si definisca il numero totale dei dipendenti regionali a livello centrale e periferico. Non solo del personale direttamente dipendente della Regione ma anche degli ex Pip e dei dipendenti della Sas. Dopo il censimento dei dipendenti rimasti in Regione, a seguito della lunga stagione di pensionamenti, si avrà chiaro di quanti edifici sono davvero utili e quanti invece possono essere rilasciati ai proprietari.
Ma non finisce qui. Infatti il secondo punto del piano prevede che si verifichi la possibilità di utilizzare il patrimonio regionale attraverso contratti di comodato d’uso gratuito o mediante l’acquisizione della proprietà. Sarà al vaglio degli uffici anche l’ipotesi dell’utilizzo dei beni confiscati alla mafia nella misura in cui questi si possano destinare facilmente all’uso di ufficio. E, infine, il piano prevede la possibilità di cercare l’uso gratuito o a tassi agevolati degli immobili di proprietà degli enti pubblici. In ogni caso la Regione valuterà se conviene rimanere affittuario o investire delle risorse nel patrimonio pubblico.
D’altronde lo stesso documento della giunta giustifica il ricorso al mercato delle locazioni fatto in passato “in ragione della insufficienza e della inadeguatezza di immobili di proprietà della Regione” o “a causa della impraticabilità degli stessi”. Tale situazione aveva richiesto “importanti opere di adeguamento e riadattamento che, per i tempi e le risorse finanziarie occorrenti, compromettevano la convenienza economica che sarebbe dovuta conseguire dalla riduzione dei costi locativi”. Insomma, a una prima lettura sembrerebbe che ricorso agli affitti si è fatto necessario dato che il gran numero degli impiegati regionali aveva reso inadeguati gli edifici regionali. Ma oggi, complici la diminuzione degli impiegati ed anche una nuova visione politica, si torna indietro.
Tra le ultime iniziative del piano autorizzate dalla giunta, inoltre, c’è una revisione degli accordi contrattuali fra la Regione e gli altri soci del Fondo immobiliare Fiprs. “L’esistenza di clausole restrittive, contenute in taluni contratti stipulati, a suo tempo – si legge nel piano – non consentono il rilascio degli immobili in modalità tempestive e senza incorrere in contenziosi dagli esiti obiettivamente incerti ed antieconomici”. Dunque la Regione chiederebbe agli altri due soci di avere maggiore libertà di movimento nell’uso degli edifici.
Intanto alcune soluzioni operative sono già in campo. Infatti, se a Palermo si studia la realizzazione della nuova casa della Regione in via Ugo la Malfa nella sede dell’ex Ente minerario siciliano. Una situazione simile, e certamente più immediata, potrebbe essere adottata pure a Catania. L’Arnas Garibaldi di Catania ha infatti manifestato la propria disponibilità a cedere alla Regione in comodato d’uso gratuito il presidio ospedaliero dismesso “Ascoli-Tomasello”. Il dipartimento del Credito e delle finanze è stato autorizzato dalla giunta ad acquisire la disponibilità formale da parte dell’azienda sanitaria etnea. Il dipartimento tecnico regionale è stato autorizzato a verificare la possibilità che l’ex ospedale ospiti degli uffici e i costi necessari per la ristrutturazione e l’adeguamento dell’ex ospedale.
Se il progetto dovesse andare in porto, un’unica struttura ospiterebbe gli uffici diffusi in otto immobili di Catania, che alla Regione costano più di un milione all’anno. L’ “Ascoli-Tomasello” diventerebbe la sede dell’ispettorato dipartimentale delle Foreste, dell’ispettorato provinciale dell’Agricoltura, del servizio delle Attività produttive, del servizio provinciale della motorizzazione civile, della direzione territoriale del lavoro e dell’ufficio provinciale del lavoro.

