La senatrice M5s 'anti-Salvini': | "Nessuno può evitare un processo"

La senatrice M5s ‘anti-Salvini’: | “Nessuno può evitare un processo”

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Commenti

    Ma nessuno, anche se di sinistra. può inventarsi un processo.

    Vorrei ricordare a questa “statista” che Salvini ha agito in nome e per conto del Governo e non per fatti personali .D’altronde non è un caso che questi,la maggior parte,non sanno nemmeno dove stanno di casa.

    Se vota contro il governo.deve chiedere le dimissioni di tutta la compagine governativa ed andare al voto

    Cara signora, se Salvini deve essere processato, come dice lei, allora tutto il governo deve essere processato:presidente e ministri, a prescindere dal ministero di cui ogni ministro è a capo, perché le decisioni di un ministro è la concretizzazione dell’indirizzo del governo. Salvini non è imputato per corruzione, furto o altri reati simili, ma perché ha espletato le funzioni del suo dicastero, quindi imputato perché ha seguito le linee del governo. Lei sa benissimo che se Salvini sarà processato, cadrà il governo e non si riuscirà a farne un altro, quindi, accadrà come in precedenza, in cui sarà un governo del Presidente della Repubblica; e se si dovesse andare alle elezioni, il suo movimento, prenderebbe una bastona, al limite della scomparsa. Quindi mi chiedo: ma lei, rappresenta chi l’ha votata oppure solo se stessa?

    e dei cinque stelle che andavano rimossi come la lezzi ne vuole parlare?

    Ma questa da dove spunta . A mia memoria sono stati pochissini i deputati o senatori per i quali è stata concessa l’autorizzazione a procedere. Di cosa parla.

    Non spetta ai politici stabilire le proprie colpe. I poteri sono separati per un motivo ben preciso.

    E chi lo dice? Tu?

    Appunto. Sarebbe ora che si lasciassero processare per difendersi NEL giudizio, e non DAL giudizio.

    Volete vedere che in cambio della Tav il M5S blindera’ Salvini contro l’autorizzazione a procedere? Vergognatevi e dimettetevi

    NESSUNO E’ AL DI SOPRA DELLA LEGGE IN UN PAESE DEMOCRATICO, ANZI, FATE UN PASSO AVANTI E DATE L’ESEMPIO E INDOSSATE IL GIUBBOTTO DELLA LEGALITA’ ” ANCORA DA INVENTARE”

    Non è da escludersi questa ipotesi. Ormai anche i 5s hanno le mani in pasta… altro che honestà.

    Il M5S ricorda certa sinistra o il PCI di Berlinguer, di lotta e di governo in modo da prendere voti di qua e di là, essere nei Consigli di amministrazione, piazzare amici e parenti alla Rai e all’università, insomma senza vergogna ora come allora.

    EGREGIO FRANCESCO NON ESISTE IL REATO DI COLLETTIVITA’,I REATI LI COMMETTE L’INDIVIDUO E NE RISPONDE PERSONALMENTE, COME PERSONALMENTE NE RISPONDERANNO ALTRI SE COINVOLTI,SEMPRE SE MAI VERRANNO CONDANNATI.LA PERSONA CHE LEI INDICA, NON SARA’ UNA STATISTA,MA QUANTOMENO NON E’ UNA IGNORANTE COME LEI ,SEMPLICEMENTE PERCHE’ HA LETTO L’ART.27 DELLA COSTITUZIONE.SE NE E’ CAPACE O NON E’ AFFETTO DA BANFISMO DILAGANTE PURE LEI, SE LA LEGGA TUTTA.

    E’ INDAGATO PER AVERE SEQUESTRATO DEGLI ESSERI UMANI, IN SPREGIO ALLA COSTITUZIONE ED A TUTTI I TRATTATI INTERNAZIONALI.SE DIMOSTRERA’ CHE COSI’ NON E’ STATO VERRA’ ASSOLTO,MA NESSUNO DI NOI CITTADINI PUO’ ESIMERSI DALL’ ESSERE PROCESSATO,A MENO CHE CIO’ NON VALGA PER I NUOVI “UNTI DAL SIGNORE”.ESPLETARE LE FUNZIONI DI MINISTRO NON SIGNIFICA FREGARSENE DEL “DIRITTO”.

    La questione è semplice: Salvini lo statista si sottopone alla legge o fugge.
    Le cronache non smentite dicono che i suoi legali lo abbiano informato che tenere una nave della Guardia Costiera in rada, attraverso comandi verbali, per ottenere risultati politici attraverso la vita di persone tenute a bordo, non è il massimo. Salvini non ha tenuto al largo una nave di ONG, ma della Guardia Costiera …
    Secondo me si può anche evitare un processo, ma non si può sostenere che lo Statista abbia tenuto un comportamento da statista.

    Lo statista per definizione è Salvini: in politica dall’età di 16 anni, noto per le manifestazioni anti-napoletane, diplomato nel paritario, gran indossatore di maglie e giubbe, oggi fa il bullo (al pari del precedente matteo): uno statista.

    Salvini aveva detto che i processi sarebbero stati medaglie e ora se l’allifardia e non ci fa certo la figura del coraggioso come lui spesso ama definirsi.
    Più palle ha dimostrato Conte, che si è assunto, per conto di tutti il governo, la responsabilità/paternità dell’atto, quindi Salvini non è lasciato solo, anzi..
    Penso comunque, che m5s debba votare si al processo per coerenza.

    BRAVISSIMO!!! CONDIVIDO IN PIENO!

    Cosa c’entra un processo con la INQUISIZIONE TOGHE ROSSE???

    ESATTAMENTE

    Una volta al potere sono tutti gli stessi,non mollano le poltrone facilmente.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Un mandato per cambiare davvero Caro Direttore, Montalto dice una cosa essenziale: il primo passo deve farlo la politica. Allora una provocazione: e se la Sicilia fosse la prima a scegliere il mandato unico? Un solo mandato per governare e realizzare, senza un secondo mandato da preparare. L’“anno bianco di fatto” sembra già iniziato: bis, candidature, liste, alleanze e posizionamenti occupano la scena. Tempo ed energie che rischiano di essere sottratti ai problemi per consolidare la propria posizione. Con il mandato unico ci sarebbe una sola scadenza e un solo modo per prepararla: lasciare risultati consolidati. Risultati capaci di aprire la strada al partito che ha governato bene, non al singolo che vuole continuare a governare. Del resto, i partiti hanno sicuramente un numeroso vivaio di possibili presidenti. Sfruttiamolo. Cinque anni per governare, poi spazio a un altro. Il consenso premi i risultati e il progetto politico che li ha prodotti, non la permanenza di chi occupa la carica.

No. Non siamo nella condizione di fare, ma neanche pensare di fare tutto quello di molto interessante che ormai leggiamo quasi quotidianamente su Live. Ci pesa il culo, no nel senso di fortuna, ma nel senso vero e proprio della parola, quindi fisico, di dimensioni, di ingombro: il passato. Tanti anni fa mi è capitata fra le mani una “Storia di Sicilia” con il sottotitolo “come storia del popolo siciliano”. In realtà la nostra storia l'hanno fatta altri, noi siamo un popolo di conquistati che si è dovuto “adattare” agli invasori, ma che oggi si racconta d'essere stato un popolo accogliente, e udite, udite!, che è sempre stato tutt'uno col conquistatore di turno. In realtà, loro i padroni, noi... i servi. Questo spiega come sia possibile che distinti signori come Musumeci e Schifani siano ancora sulla breccia ad altissimi livelli e che il presidente del Consiglio e i suoi Fratelli siano intenti ad occupare Palazzi romani nonostante abbiano da un punto di vista astrologico come ascendente il Partito nazionale fascista, partito scomparso oltre 80 anni fa, ma soprattutto condannato dalla Storia, e come discendenti tutti gli altri a seguire senza soluzione di continuità. Con questo passato e questo presente non c'è futuro. *suono onomatopeico per dire no, “può essere accompagnato da un leggero e rapido movimento della testa all'indietro”.

Ovviamente la priorità non è il ponte sullo stretto di Messina considerato che il bene primario dell'acqua non è garantito ogni giorno a quasi la maggioranza dei Siciliani.. Spero che dopo tanto spreco di risorse si pensi a garantire l'acqua a tutti, come si garantisca a tutti il lavoro e la possibilità di vivere dignitosamente. Ma che accada è solo utopia. Se fossi un deputato dell'Ars mi vergognerei di percepire 12/13mila euro al mese quando ci sono troppi Siciliani in povertà assoluta

Sono i comportamenti che contano Caro Direttore, Pietro Bartolo merita qualcosa di più di una valutazione di programmi e numeri. Quando parla di dignità, accoglienza, salute e giovani, parla di ciò a cui ha dedicato concretamente una parte importante della propria vita. Alla fine sono i comportamenti che contano. E la Sicilia è ricca di persone che hanno dimostrato con i fatti cosa significhino responsabilità e impegno civile. Questa volta vorrei parlare soprattutto delle donne, forse meno ricordate di quanto meriterebbero: Elda Pucci, Pina Maisano Grassi, Letizia Battaglia. Tre donne diversissime che, ciascuna nel proprio campo, hanno trasformato convinzioni e responsabilità in comportamenti. Bartolo appartiene alla stessa Sicilia: quella di chi non si limita a dire ciò che dovrebbe essere fatto, ma lo testimonia con la propria vita. È una Sicilia ricca di donne e uomini capaci di autentica abnegazione civile. E forse dovremmo cominciare più spesso da loro quando cerchiamo di capire non soltanto quale Sicilia vorremmo, ma quale Sicilia esiste già.

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