La tabella H? Si chiama 'collegato' | Nuovi enti e contributi per tutti

La tabella H? Si chiama ‘collegato’ | Nuovi enti e contributi per tutti

Il disegno di legge stralcio che sarà esaminato martedì prossimo e che prevede anche l'acquisizione di alcuni immobili

PALERMO – Vale circa sei milioni e mezzo, crea nuove fondazioni e musei, consente l’acquisto e il restauro di immobili, ma soprattutto eroga risorse, contributi per tutti: dagli enti antimafia alla facoltà teologica passando per università, teatri e istituti regionali. È il disegno di legge collegato alla finanziaria che raccoglie gli emendamenti al Collegato generale e alla finanziaria che riguardano il mondo della cultura, del turismo, del lavoro e della formazione.

Città Unesco, archeologia e ricerca

L’articolo uno stanzia 250mila euro per i comuni in cui si trovano siti Unesco. Sono citati l’area archeologica di Agrigento, piazza Armerina e le ville del Casale, le isole Eolie, le città Barocche della Val di Noto, Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica. Le risorse dovranno servire per il recupero, la tutela e la valorizzazione dei centri urbani. A decidere dove fare gli intereventi dovranno essere i consigli comunali.

Il ddl prevede risorse per l’attività di ricerca archeologica. L’assessorato ai beni culturali dovrà decidere i criteri per assegnare le risorse: 50mila euro. Cento mila euro inoltre sono destinati all’incremento dei fondi per la ricerca tecnologica e scientifica.

Ville e complessi da acquisire

Due norme si occupano poi di acquisizione del beni. Una è la norma su Villa Deliella. Se la norma fosse approvata l’assessorato di Piazza Croci avrebbe a disposizione un milione di euro per acquisire l’ex villa Deliella e per realizzare il progetto che crei in quel luogo lo spazio museale sul Liberty e la Bella Epoque. Un’altra norma prevede invece l’acquisizione al patrimonio indisponibile della Regione del complesso Santa Margherita di Sciacca. Il monumento dovrà essere trasferito dall’Asp di Agrigento e dovrà essere destinato all’uso museale.

Potrebbe finire anche in questo ddl un’altra acquisizione che la giunta regionale ha approvato come emendamento da proporre all’Ars durante l’esame del Collegato ma che mai è stata esaminata: l’acquisizione di Villa Napoli dietro la cessione alla Fondazione dell’Orchestra sinfonica siciliana di un immobile di egual valore.

Nuovi enti e fondazioni culturali

Nel ddl è prevista la nascita di qualche nuovo istituto culturale. Ad Avola dovrebbe nascere “il museo del vino, del nero d’Avola e delle etichette del vino siciliano”. Per realizzarlo sono stanziati 200mila euro. A Licata nascerà la Fondazione culturale Rosa Balistreri: stanziati 100mila euro.

Infine è prevista la nascita di Fondazioni per la tutela dei beni archivistici storici. La Regione all’inizio dovrebbe contribuire con 100mila euro e, infatti, per il 2019 proprio questa è la somma stanziata. Al consiglio d’amministrazione della Fondazione parteciperanno: un successore del titolare della Fondazione, un rappresentante del Comune dove ha sede al fondazione, il presidente dell’Ars, il presidente della Regione, un rappresentante dell’ex provincia di competenza, il rettore dell’Università di Palermo e il direttore dell’Archivio di stato.

Contributi per tutti

La proposta di legge prova a risolvere una delle questioni che era stata sollevata dalle fondazioni antimafia a seguito del minore finanziamento da parte della Regione con i fondi della ex Tabella H. Così sono stanziati 130mila euro per la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, 120mila euro per il Centro studi Pio La Torre, 50mila euro per il centro studi Cesare Terranova e 40mila euro per la Fondazione Gaetano Costa.

Gli istituti beneficiati dalla legge dovrebbero essere numerosi: centomila euro dovrebbero andare all’istituto internazionale del Papiro di Siracusa, altri 100mila al sito archeologico di Chiafura di Scicli, e altri 100mila ancora al Polo regionale di Trapani per il sito archeologico Lilibeo-Museo Agostino Pepoli e per il Baglio Tamburello-Grignani di Marsala. Centomila euro non si negano a nessuno e così la cifra potrebbe rimpinguare anche i fondi per la Targa Florio. Sempre questa cifra sarà stanziata poi per autorizzare l’assessorato ai Beni culturali a realizzare manutenzioni e restauri nei castelli federiciani. Ancora: 50mila euro sono stanziati peri musei minerari e 150mila potrebbero essere erogati alla facoltà teologica e allo studio teologico San Paolo di Catania.

Maggiori risorse sono stanziate anche per l’ora di educazione civica e della cultura siciliana (247mila euro in più), per l’università Kore (500mila euro in più) e l’Istituti Florio e Salamone (100mila euro in più).

Teatri, ponti e spettacoli

L‘ultimo titolo della legge è dedicato al “Turismo allo sport e allo spettacolo”. Così 400mila euro dovrebbero essere destinati al Teatro Bellini di Catania per la stabilizzazione del personale, 100mila euro andrebbero al Comune di Sciacca per la riapertura e il riutilizzo del teatro popolare Samonà, 150mila euro dovrebbero servire per aumentare il contributo annuo per la manifestazione “Taormina Arte”. Non finisce qui: 50mila euro sarebbero stanziati per la valorizzazione e la fruizione del ponte dei Saraceni di Adrano, 150 mila euro andrebbero all’Ente luglio musicale e 50mila euro alle Oresteadi di Gibellina.

I contributi citati, però potrebbero essere solo alcuni di quelli che martedì prossimo l’Ars si troverà a discutere. La proposta di legge uscita fuori dalla quinta Commissione, infatti, dovrà essere rimpolpata. Bisognerà che venga aggiunto l’articolo stralciato dal Collegato con cui si darebbe un contributo di 300mila euro alla Fondazione Whitaker per realizzare a Villa Malfitano i convegni organizzati dagli assessorati e ci saranno probabilmente alcuni dei 200 gli emendamenti aggiuntivi presentati per il Collegato generale e che riguardano il settore interessato dal ddl.

Nei 48 articoli del ddl esitato dalla commissione Cultura però c’è già di tutto. E su questo disegno di legge arriverà anche una pioggia di emendamenti. Una vera e propria tabella H si direbbe, in cui come ai vecchi tempi ogni deputato “ha fatto il suo”.


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