La tragica morte del giornalista| "Non fu omicidio colposo"

La tragica morte del giornalista| “Non fu omicidio colposo”

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La rotonda di via Castelforte
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L'incidente avvenne tre anni fa. Assolta la donna  al volante della macchina

PALERMO – Un tragico incidente stradale senza colpevoli. Il giudice Nicola Aiello ha assolto Nadira Lotfi, imputa per l’omicidio colposo del giornalista Marco Sacchi. L’incidente avvenne nel 2016 in via Castelforte.

Secondo l’accusa, che non ha retto al vaglio del giudice, la donna avrebbe improvvisamente svoltato al volante della sua Volkswagen Lupo, impegnando la corsia dove sopraggiungeva Sacchi in sella ad uno scooter. A quel punto il povero giornalista, trovandosi la strada ostruita, avrebbe frenato finendo la corsa contro la macchina. Un impatto violento che provocò ferite mortali a Sacchi.

Il difensore della donna, l’avvocato Valerio Anastasio, si è rivolto ad un perito che ha ricostruito una dinamica alternativa a quella dell’accusa e che ha escluso ogni responsabilità dell’imputata. Non fu lui a impegnare la corsia con una manovra imprudente.

Resta il dolore per la perdita di un marito, di un padre, e di un telecineoperatore della Rai fra i più stimati. Era stato uno dei primi ad arrivare sul luogo della strage di Capaci, il 23 maggio del 1992, per documentare con la sua telecamera l’attentato al giudice Falcone.


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