La Vardera scrive a LiveSicilia e replica a Barbagallo

La Vardera ‘invita’ Barbagallo: “La Sicilia viene prima di tutto, ma…”

Pubblichiamo la lettera del leader di 'Controcorrente'
LA LETTERA A LIVESICILIA
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3 min di lettura

Ismaele La Vardera, con questa lettera a Livesicilia.it, risponde al segretario del Pd

Gentile Direttore,
scrivo perché ho notato come la mia candidatura alla Presidenza della Regione abbia riacceso il dibattito interno al Partito Democratico. È un confronto che considero positivo: quando si parla di Sicilia e di futuro, il dibattito è sempre un segno di vitalità.

Riprendo una frase citata dall’onorevole Di Paola: “Da soli si va veloci, insieme si va lontano”. È un principio che condivido. Per questo ho apprezzato la presenza, al compleanno di Controcorrente, di tante forze politiche diverse: significa che esiste uno spazio di dialogo vero per costruire un progetto comune nell’interesse dell’Isola. Ringrazio anche chi, nel Pd, pur non presente, ha voluto confrontarsi pubblicamente sulla mia candidatura.

Al segretario Anthony Barbagallo rivolgo un invito sereno al confronto. Possiamo avere visioni differenti, ma il bene della Sicilia viene prima di ogni divergenza personale. Ritengo però doveroso chiarire alcuni punti. Sull’emendamento contestato, nessuno ha chiesto ad altri parlamentari di firmare: mi sono assunto io la responsabilità politica di quell’iniziativa, che voleva accendere un faro sul metodo con cui si legifera e sulle criticità da correggere.

Quanto ai sondaggi, respingo l’idea che un istituto autorevole possa essere influenzato da qualcuno: sono strumenti di analisi, non trofei da esibire. Se c’è interesse a misurare consenso e fiducia, lo si può fare in modo trasparente, senza polemiche.

Pertanto lo invito a fare lui un sondaggio magari sul Suo indice di gradimento. Accetterei con maggiore fair play l’esito e anzi ne sarei curioso.

Mi spiace se il segretario ha qualche rancore per via di alcuni sindaci o consiglieri che dal Pd stanno passando a Controcorrente, non li ho né cercati, né precettati. Li ho solo accolti consapevole che meglio restino nel nostro campo e non passino alla corte di Schifani.

Ricordo anche che, in passato, vi è stato un dialogo aperto su possibili percorsi comuni. Le strade poi non si sono incrociate, ma questo non cambia la mia convinzione: non cerco incarichi nazionali né posizioni personali, come lo stesso segretario del Pd può testimoniare, avendone avuto prova la mattina del 12 novembre scorso, nel suo ufficio alla Camera, ricordo bene cosa mi ha detto, e mi fermo qui, poche parole a buon intenditore.

L’obiettivo è uno solo, lavorare per cambiare la Sicilia. Ribadisco che la mia candidatura vuole essere inclusiva, aperta a tutte le forze che condividono valori di legalità, trasparenza e sviluppo. Non è una corsa solitaria, ma un percorso collettivo che guarda a un progetto più ampio. Per questo ringrazio chi ieri c’era e ha accolto il mio invito pubblico, pur non prendendo la parola. Nuccio Di Paola del M5S, Sonia Alfano di Azione. Matteo Halisey di +Europa, Carmelo Miceli di Progetto civico, i segretari di Avs Montalto, Giambrone e Minniti e Miguel Donegani di Per.

Insomma mancavi solo tu caro Anthony. C’è sempre tempo, io rinnovo l’invito al dialogo: confrontiamoci, costruiamo insieme una sintesi alta e credibile. La Sicilia merita unità, visione e coraggio. Io sommessamente ritengo di possedere queste caratteristiche, ma semmai si dovesse trovare uno che interpreta meglio di me questi connotati, caro segretario io sarei felice di fare non uno, ma cento passi indietro.

Un caro saluto alla Sicilia. Ismaele


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