Laboratori, stop alla "restituzione" | In bilancio "svaniscono" 150 milioni

Laboratori, stop alla “restituzione” | In bilancio “svaniscono” 150 milioni

Laboratori, stop alla “restituzione” | In bilancio “svaniscono” 150 milioni

Il Tar ha sospeso almeno fino a gennaio il mega-rimborso richiesto alle strutture private. Rischio "voragine" nei conti dell'assessorato.

PALERMO – I laboratori d’analisi non dovranno restituire all’assessorato le somme incassate col vecchio tariffario. Almeno fino a gennaio, infatti, il governo non potrà più chiedere un euro di rimborso alle strutture convenzionate. Lo ha deciso il Tar con una ordinanza che rischia di creare seri problemi al bilancio regionale.

Il tribunale amministrativo, infatti, ha accolto il ricorso avanzato dai laboratori, assistiti dagli avvocati Maria Gabriella Valenti, Giovanni Immordino e Giuseppe Immordino, sospendendo il recupero e rimandando tutto all’udienza di merito del 17 gennaio 2017. Fino ad allora le strutture non dovranno versare un euro all’assessorato. E adesso in bilancio rischia di crearsi una vera e propria voragine, visto che la somma complessiva da recuperare, secondo l’amministrazione regionale, ammonterebbe a circa 150 milioni di euro.

Soldi che i laboratori avrebbero “illegittimamente” incassato continuando a utilizzare il più remunerativo tariffario regionale al posto di quello introdotto dall’allora ministro alla Salute Rosy Bindi. Una vicenda assai complessa, che affonda le proprie radici addirittura a quasi vent’anni fa. Era il 1996, l’anno in cui la Regione Siciliana decise di adottare un proprio tariffario per le prestazioni di medicina di laboratorio rimasto in vigore fino al primo giugno dell’anno scorso. Da allora, anche in Sicilia è arrivato il famoso tariffario Balduzzi. Alla fine del 2007 però era entrato in vigore in Italia un altro tariffario, il ‘Bindi-Turco’, rimasto inattuato a causa di alcuni ricorsi che ne avevano sospeso l’efficacia. Fino a una sentenza del Cga che aveva invece confermato la legittimità del “Bindi”. E così già nel gennaio del 2013 un decreto di Lucia Borsellino aveva deciso il “ripristino con effetto retroattivo” di quelle tariffe. A quell’atto è seguita una direttiva inviata da Lucia Borsellino alle Asp siciliane per avvire il recupero delle somme. Una cifra complessiva di circa 150 milioni di euro, appunto. Una richiesta alla quale seguirono numerose proteste da parte dei titolari dei laboratori e ricorso al Tar e al Cga. Il Consiglio di giustizia amministrativa ha rimandato quindi al Tar. Che oggi ha emesso l’ordinanza: sospendendo sia il decreto della Borsellino che le direttive con cui è stato richiesto il recupero delle somme. Almeno fino a gennaio, insomma. Ma nel frattempo, alla Regione mancano in bilancio 150 milioni.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI