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La famiglia ha diritto già da subito al rimborso delle spese legali, i ritardi non sono imputabili a loro. I termini legali non devono essere presi in considerazione in senso stretto, non devono cioè essere considerati. La verità va accertata accuratamente. I figli del defunto hanno diritto di sapere le cause della morte del loro padre. L'ordine burocratico dei magistrati si deve sempre ad una organizzazione politica..... Non bisogna demonizzarli. I casi di "mala sanità" devono essere sempre disbrigati celermente, siamo uomini non caporali. Mia opinione.
Sindaco ma quando verrà pulita la città dalla immondizia e dal diserbo???
CURE PALLIATIVE: TANTA INSISTENZA CONTRO I NUOVI ACCREDITAMENTI. CHE COSA SI VUOLE DIFENDERE? Il decreto regionale 588/2025 prevede il potenziamento dell'assistenza, la revisione degli accreditamenti, maggiore apertura, concorrenza e trasparenza. SAMO contesta proprio l'apertura del sistema, richiamando la tutela del non profit, la qualità e la continuità delle cure. Ma perché tanta resistenza all'ingresso di nuovi operatori? Si ha l'impressione che chi è già accreditato consideri il proprio modello assistenziale il migliore possibile, quasi che nuove competenze, tecnologie e modalità di cura non possano offrire risultati migliori. Difendere la qualità è doveroso; difendere le posizioni acquisite impedendo l'evoluzione dei servizi sarebbe inaccettabile. La Regione chiarisca le ragioni dei ritardi e acceleri l'attuazione del decreto. Le regole spettano alle istituzioni, nell'interesse dei malati, non a chi teme di perdere la propria posizione.
Caro Cateno siamo all'azzardo da Casinò (o forse senza accento). Non è però come giocare. Scegli e punta secco la fiche magari sul CDX. Dall'altra parte c'è il termine senza accento. Auguri
Non conosco il dr. La Vardera, ma mi dispiace molto che un Uomo , una Donna , una Persona in una Repubblica amata , debba vivere "in costrizione" per aver detto una probabile verità.....


Era una decisione da prendere senza pensarci troppo su. E’ evidente che un’essenza vegetale spontanea all’interno di un edificio ha carattere infestante e non decorativo. Ed invece si sono riunite una marea di persone, ognuna ansiosa di dire la propria, facendo a gara a chi la sparasse più grossa, Questa vicenda, apparentemente irrilevante, è fin troppo esemplare di come funzionano oggi i processi decisionali in Italia. Decisionali per modo di dire. Nessuno si assume più in proprio la responsabilità di nulla, manco di tagliare un albero cresciuto, in tutta evidenza, dove non avrebbe dovuto. E’ tutta una gara a condividerle, le responsabilità, se non, peggio, a scaricarle. Hai visto mai che l’ultimo analfabeta di questo mondo ti pianta ( è proprio il caso di dirlo!) un bell’esposto su cui la Procura, per come funziona adesso, è obbligata ad aprire un fascicolo? Sì, lo sappiamo tutti che finirà in una bolla di sapone, ma perchè rischiare? Ci sarebbe da ridere, magari Camilleri da vivo ne avrebbe potuto trarre qualcosa di spassoso, Invece c’è da piangere, perchè questo schema si è riproposto oggi con la pandemia. Nessuno si è voluto prendere la responsabilità di chiudere il bergamasco ed è finita com’è finita. E’ bastato che Confindustria lombarda alzasse il ditino..
Ma è sicuro che andava tagliato per pericolo di crollo? Dalle foto chiare dei pezzi dei tronchi essi appaiono vigorosi e in buona salute il legno vivo e colore vivace regolare e ben idratato,sarebbe opportuno approfondire a vista da parte dei botanici e sentire il giudizio degli esperti della forestale e degli stessi operatori delle ville e giardini che hanno tagliato l albero che hanno con bravura esperienza in materia.Almeno per curiosità considerati tutti i pareri espressi anche di “crollo”.
E allora? quello che vorresti tu sul piano della assunzione delle responsabilità in generale si potrebbe attuare in Italia solo con una dittatura militare come quella egiziana, cosa questa che gli italiani troppo legati all’attuale sistema democratico rifiuterebbero per tutto principio, e scommetto anche tu…
Bene
“Essenza vegetale infestante e non decorativa…”, la sparata più grossa è proprio la sua e, per educazione, non c’è bisogno di aggiungere altro.