PALERMO – Sono stati approvati nel pomeriggio il bilancio della Regione siciliana e quello interno dell’Assemblea regionale siciliana. Un passaggio che segna, di fatto, l’avvio della sessione di bilancio che vivrà i giorni più intensi da domani, quando inizierà l’esame della legge di stabilità regionale.
In chiusura di seduta, però, proprio a proposito della Finanziaria, il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché ha lamentato il gran numero di emendamenti che sarebbero stati presentati al testo approvato nel fine settimana dalla commissione bilancio e incardinato ieri a Sala d’Ercole.
Un numero così alto che ha “obbligato” l’Assemblea a rimandare a domani, a partire dalle 11 il voto sulla legge di stabilità. Il clima, comunque, a Palazzo dei Normanni pare sereno. Le opposizioni, a cominciare dal Pd, hanno promesso “responsabilità”, ma molto dipenderà anche dall’atteggiamento delle forze di maggioranza e da cosa potrà finire nel testo. Le opposizioni hanno infatti chiesto più volte che si lavori a una Finanziaria quasi esclusivamente dedicata al Coronavirus.
Intanto, come detto, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato il bilancio interno, pari a 137 milioni di euro. Nella sua relazione, il questore Giorgio Assenza, ha spiegato che il taglio dei vitalizi comporta una riduzione della spesa pari a 2,150 milioni, due dei quali accantonati in un fondo a copertura di eventuali contenziosi. La spesa per gli emolumenti dei dipendenti è pari a 24,5 mln, a fronte dei 36,85 mln di sette anni fa. Assenza ha ricordato che il Consiglio di Presidenza ha deliberato lo stanziamento di 500 mila euro per le Asp siciliane con lo scopo di dotare medici di famiglia e pediatri dei dispositivi di protezione e sicurezza anti Covid-19. “Il clima di lavoro dell’ufficio di questura va preso ad esempio, qualsiasi decisione viene presa con senso di collaborazione ed equilibrio”, ha detto il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, che ha ringraziato gli uffici amministrativi per il lavoro fatto anche nell’emergenza coronavirus, apprezzando anche la collaborazione in Consiglio di presidenza delle opposizioni.

