L'Ars, l'antimafia e i colpi di scena | Saro, ma quanto ci sei mancato

L’Ars, l’antimafia e i colpi di scena | Saro, ma quanto ci sei mancato

L'ultima rappresentazione sul filo del verosimile al ristorante di Palazzo dei Normanni. E un soprassalto di rimpianti.

L'ultima di Crocetta
di
3 min di lettura

Quanto c’era mancato, in fondo. I fatti che provocano quel pizzicore della nostalgia sono (sarebbero) questi. Rosario Crocetta viene convocato dalla Commissione Antimafia regionale per essere audito circa il ‘sistema Montante’. Il suddetto chiede una seconda possibilità, in quanto dichiara di trovarsi all’estero. Non ancora rientrato, per la precisione, che è sempre l’altro corrispettivo dell’appena uscito.

Una indignata lettera di Claudio Fava, presidente dell’Antimafia, punta, invece, il dito: “Apprendo anche, nel ricevere la sua risposta alla nostra convocazione, che Ella si trova in Italia, a Palermo, e più precisamente al ristorante dell’Ars”. Punto.

Può essere?, uno si domanda in una ipotesi metafisica. Cioè, tu non ti rechi a Palazzo dei Normanni per l’Antimafia, presenti la giustificazione e, giusto giusto, dove vai: ai tavolini del medesimo luogo così ti beccano sicuro? Sarà veramente, verosimilmente, così? E restiamo appesi proprio al verosimile, al surreale,  tra quell”apprendo’ e la mail di Saro che, nulla ha più dichiarato a riguardo. Non interessa nemmeno la concatenazione minuziosa delle circostanze, basta l’eventualità per sussurrare a mezza bocca: Rosario, quanto ci sei mancato…

Intendiamoci, non come presidente, ma come animatore delle nostre giornate di cronisti e cittadini in attesa del sobbalzo. Ché il colpo di scena non mancava, sempre terremotando le attese in redazione: ora vediamo che combina. E tanti furono i segmenti del palcoscenico e del talento di Rosario Crocetta che, spesso, abbozzava – improvvisava, sì – ma il pubblico non lo lasciava a bocca asciutta.

Il catalogo, il catalogo! Eccolo, in sedicesimo. Quando Saro andava da Massimo Giletti e insieme – canto e controcanto – tratteggiavano il profilo di una Sicilia irredenta, forse irredimibile, che lui, solo lui – Saro, what else? – stava provando a riportare sulla via dei buoni propositi. Rappresentazioni scintillanti furono.

E quando compose una giunta che somigliava a una pregevole compagnia di giro in cartellone. E la risposta, senza nominarlo, a una frase eccessiva di Roberto Vecchioni sulla Sicilia con lo scatto in riva al mare, il bagnetto e il giornale, pudicamente steso, sulle sue privatissime parti.

E il cambio di consegne con il presidente Musumeci, in un riuscitissimo duo. Saro che prepara il terreno e Nello che risponde, da consumato apprendista delle quinte, stavolta di rito catanese: “Auguri di buon riposo”, mentre la platea di Palazzo d’Orleans tributa un applauso. E le litanie di certa antimafia da ritornello. E le lacrimucce esibite in qualche occasione di pathos. E le irruzioni nell’ovunque televisivo, con la fantasticheria delle cifre, con la lavagna dei buoni e dei cattivi. E quanto altro si potrebbe enumerare…

Non era cattivo, Rosario Crocetta, non lo è mai stato, lassù, sotto le luci. Pittoresco, sì. Non indossava la maschera del protervo. A certe laide frecciate non ha mai replicato con volgarità. A certe necessarie critiche non ha mai opposto l’acrimonia di chi si vendica. E’ stato, tutto sommato, un presidente ‘sportivo’, mentre, alla fiera della politica siciliana, assai più munite di denti sono le belve veramente feroci.

Adesso c’è Nello, domatore e governatore di quel serraglio sovente crudele, immerso in suo studiato aplomb della sobrietà, in una cautela del passo, in un colore sobrio, più appropriato per il capo di un’istituzione. Nello Musumeci, i tempi lo impongono, è un comandante in bianco e nero.

Ecco perché la nostra corda pazzerella ha vibrato ancora una volta a rileggere del variopinto Saro, dell’Ars e di Fava, quale che sia il nocciolo. Come per il mattatore che torna in scena e si affaccia per un momentaneo bis. E il rimpianto – è stato giusto un attimo – ha sfidato perfino il sollievo di chi lo vide, un giorno, voltare le spalle e  andare via.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI