PALERMO – Lo ha colpito con un coltello di quelli che usano i cacciatori. Tre, forse quattro fendenti per divincolarsi dal ladro che gli era piombato in casa, a Ramacca, in provincia di Catania.
Tutto fa pensare ad un caso di legittima difesa. Il procuratore della Repubblica di Caltagirone Rosanna Casabona ha aperto un’inchiesta.
Alle tre della notte fra giovedì e venerdì, il titolare cinquantenne di un distributore di benzina sta dormendo nella camera da letto della sua villetta dove vive da solo. Sente dei rumori. Qualcuno tenta di forzare la porta d’ingresso. Gli piomba addosso. Probabilmente era convinto che non ci fosse nessuno in casa. Inizia un drammatico corpo a corpo. Dalla camera da letto si spostano in altre stanze. La vittima recupera il coltello. Riesce a colpire il ladro, un trentasettenne di origine rumene, alla spalla e al torace. L’assalitore è costretto a scappare. ll padrone di casa chiama il 112. Quando arrivano i carabinieri lo trovano in stato di choc.
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I militari seguono le tracce di sangue che finiscono tra le sterpaglie. Trovano il rumeno ancora cosciente. Ha con sé gli utensili da scasso. Al momento sembrerebbe che non avesse altre armi, ma bisogna verificare se per caso se ne sia liberato durante l’inutile tentativo di fuga. Viene trasportato d’urgenza all’ospedale di Caltagirone per un delicato intervento chirurgico. La prognosi sulla vita è riservata. Si trova piantonato in stato di arresto per furto in abitazione e lesioni personali aggravate. Non ha un lavoro ufficiale con cui si guadagna da vivere e nella sua fedina penale ci sono dei precedenti penali per furto.
Anche il padrone di casa ha ripotato delle ferite. Per fortuna nulla di preoccupante.
Qualche ora prima del tentativo di furto sarebbero stati esplosi dei colpi di arma da fuoco in aria nella vicina contrada Monaci forse per sventare un altro furto.
C’è un collegamento fra i due episodi?
Le indagini sono affidate ai carabinieri di Ramacca, del nucleo investigativo di Catania e della Sezione investigazioni scientifiche.




