AGRIGENTO – Rischia di prendere risvolti drammatici la vicenda che riguarda i 400 dipendenti delle imprese dedite alla raccolta dei rifiuti ad Agrigento ed in altri 18 comuni dell’Ato Gesa Ag2. Gli operatori ecologici, che non ricevono lo stipendio dallo scorso maggio, hanno intensificato gli scioperi, reclamando i pagamenti degli arretrati. Ma la protesta non ha ottenuto i risultati sperati, i dipendenti si sono visti infatti recapitare la lettera di licenziamento collettivo da parte del raggruppamento temporaneo di imprese che riunisce l’Iseda, come capogruppo, Sap, Ecoin, Icos e Seap. Il raggruppamento provvisorio vanta quasi 12 milioni di euro di crediti nei confronti dell’Ato, ed aveva dato ad Ag2 una deadline, fissata per il 12 di questo mese, entro la quale estinguere il debito, pena la rescissione del contratto, l’interruzione del servizio di raccolta dei rifiuti ed il licenziamento di tutti i dipendenti ad essa adibiti.
“Le lettere di licenziamento collettivo – ha spiegato l’amministratore delegato dell’Iseda Giancarlo Alongi – sono una decisione che non abbiamo preso alla leggera. Siamo stati costretti a farlo. Il termine del 12 novembre è sempre più vicino e non sono ancora intervenuti fatti nuovi su quei quasi 12 milioni di euro di credito che vantiamo. Fra oggi e domani il soggetto attuatore ci liquiderà 27 giorni di lavoro che serviranno a pagare tasse ed obbligazioni nei confronti dello Stato che non abbiamo potuto saldare fino ad ora. Non saranno pertanto fondi che andranno a diminuire quel credito vantato. Ci dispiace rescindere il contratto e perdere il lavoro – ha concluso – . Ma con un lavoro in questi termini, con questi mostruosi ritardi, andiamo incontro al fallimento”. Intanto nella città dei templi e nei comuni limitrofi è emergenza igienico-sanitaria. I giorni senza raccolta hanno fatto sì che si creassero cumuli di rifiuti che hanno invaso strade e marciapiedi, destando l’allerta dell’Asp di Agrigento, che ha prontamente richiesto l’intervento del prefetto Francesca Ferrandino.

