L'avvocatura si fa sentire |Il 3 giugno è 'FlashMobVerga'

L’avvocatura si fa sentire |Il 3 giugno è ‘FlashMobVerga’

L’avvocatura si fa sentire |Il 3 giugno è ‘FlashMobVerga’

Il manifesto con i cinque motivi "per non mancare" all'iniziativa.

GIUSTIZIA SOSPESA
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CATANIA – Il countdown è iniziato. Il 3 giugno (il giorno dopo la Festa della Repubblica, ndr) gli avvocati catanesi hanno deciso di organizzare una manifestazione davanti al Tribunale di Catania. E c’è un’iniziativa precisa che è intitolata “FlashMobVerga. La presenza è il segnale”. Un manifesto che parla di diritti, che devono essere tutelati. E tra i diritti essenziali di un Paese c’è il diritto di difesa, che è un pilastro del sistema giustizia. E se c’è una piccola crepa nella garanzia della difesa, questa diventa un buco nero nella garanzia delle libertà. Gli avvocati puntano i piedi e chiedono di poter svolgere il loro lavoro con dignità: dall’accesso al “Palazzo” alla partecipazione alle udienze. E poi i tanti intoppi con l’ufficio di Sorveglianza per le questioni inerenti i detenuti. Infine, il gratuito patrocinio. “La tutela di tutti passa da noi. L’educazione ai diritti passa dai doveri. Di tutti”, si legge nel documento che riassume i punti cardine del flashmob. Sono cinque. Eccoli, li pubblichiamo integralmente.

Uno. Accesso al Palazzo dei diritti e delle pene.

Tutti gli Avvocati devono avere accesso alla “casa comune”, previa esibizione del tesserino. Avvocati, Magistrati, personale degli uffici, infatti, fanno tutti parte del più ampio insieme degli operatori della Giustizia. Previa esibizione del tesserino, su richiesta del personale preposto al controllo degli ingressi. Non è consentito a nessuno interrogare in ordine alle ragioni dell’accesso al Palazzo dei soggetti sopra indicati.

Due. Accesso agli uffici e alle cancellerie.

L’accesso agli uffici e alle cancellerie deve essere sempre assicurato ai Difensori con modalità prestabilite dai competenti dirigenti. Devono essere rese chiare ed evidenti le ripartizioni di competenze tra i ruoli rivestiti dai Signori Magistrati e le specifiche responsabilità dei Signori Dirigenti del personale amministrativo di cancelleria. In nessun caso la gestione dei fascicoli da parte dei Magistrati competenti potrà comprimere il diritto dei Difensori ad accedere sempre ai fascicoli nelle cancellerie in momenti diversi dalle udienze in corso. Sarà onere dell’Amministrazione informare compiutamente gli avvocati in ordine alle udienze da trattare e a quelle da rinviare con indicazioni esaustive (numeri di ruolo n.r. e r.g., date di provenienza e data di destinazione del rinvio) e di rimuovere ogni ostacolo a garantire l’esercizio del continuativo diritto di accesso alle cancellerie oltre a segnalarne le cause.

Tre. Udienze. Accesso alle e tenuta delle.

L’accesso alle udienze -pur con le limitazioni straordinarie previste dalla legge- va sempre garantito ai Difensori. Assicurando loro spazi puliti e dignitosi per facilitare l’espletamento del loro mandato. Il giusto spazio alla scrivania e l’agevole accesso al microfono per intervenire tempestivamente nel corso della verbalizzazione. Gli avvisi afferenti alle modifiche del luogo e/o degli orari delle stesse dovranno essere portati a conoscenza dei Difensori con ragionevole anticipo e con mezzi adeguati (via pec). Eventuali ostacoli alla più agevole e dignitosa presenza in aula dei Difensori dovranno essere rimossi dalla competente amministrazione e i Giudici dovranno verificare la concreta sussistenza delle condizioni minime per lo svolgimento delle udienze nel rispetto delle norme sanitarie, ma anche della dignità e delle prerogative del Difensore. In mancanza di esse, su richiesta dei Difensori, dovranno sospendere l’udienza fino al ripristino di quelle condizioni. Per assicurare la corretta fruibilità degli spazi e delle aule dovranno essere sempre rispettati i protocolli già in vigore e dovranno essere previsti, in un range significativamente ristretto, gli orari delle singole trattazioni dibattimentali.

Quattro. Le inutili attese. Tribunale di sorveglianza e altre “criticità”.

Le condizioni e gli spazi di tutti i locali deputati a “ospitare” le attese dei Difensori in vista del loro intervento davanti agli organi giurisdizionali devono essere connotati da condizioni di igiene e dignità compatibili con il loro ruolo costituzionale (24 e 111). Anche in questo caso se, per un verso, la competente amministrazione dovrà individuare ogni soluzione idonea a salvaguardare il soddisfacimento delle condizioni minime richieste, per altro verso, gli Organi Giurisdizionali dovranno rimodulare le previsioni di trattazione dei procedimenti anche alla luce delle già delineate esigenze dei Difensori. Eventualmente anche predisponendo una casella mail presso la quale sarà possibile per i Difensori rappresentare sinteticamente tutte le criticità connesse alle attuali modalità di trattazione dei procedimenti al fine di individuarne di nuove e più funzionali, nell’ottica di una collaborazione tra tutti i soggetti attivi della giurisdizione, singoli o istituzionali, anche in mancanza di convenzioni specifiche con le istituzioni di categoria (COA) e/o con le associazioni di categoria.

Cinque. Patrocinio a spese dello Stato, la tutela per i non abbienti.

L’effettività del diritto di Difesa va tutelata garantendo la possibilità di emettere fattura alla fine dell’attività svolta (e non previa decisione degli uffici preposti) e di averne corrisposto il relativo pagamento senza alcun ritardo. Ove necessario, il personale preposto agli uffici dovrà essere integrato da altro personale che verrà applicato, su disposizione dei competenti dirigenti, fino allo smaltimento delle pratiche inevase. Gli avvocati vanno pagati subito dopo la presentazione della fattura corrispondente alla prestazione professionale svolta: basta (!) con il trasferimento degli oneri (e dei ritardi) connessi alle difficoltà dell’amministrazione sui non abbienti e sui loro Difensori, i quali, invece, devono essere messi sempre nelle condizioni di fornire una prestazione professionale all’altezza della loro preparazione, senza dover scontare le inefficienze degli uffici e anticipare le spese necessarie.

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