L'emergenza incendi arriva all'Ars: opposizioni all'attacco - Live Sicilia

L’emergenza incendi arriva all’Ars: opposizioni all’attacco

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IL PARLAMENTO REGIONALE
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PALERMO – L’emergenza incendi arriva in aula dopo un’estate “rovente”. Il dibattito sul tema, richiesto in estate dalle opposizioni, si è tenuto stamane a Sala D’Ercole.  Il presidente Miccichè ha aperto la seduta mettendo le mani avanti e ribadendo i motivi che hanno portato al rinvio.

Miccichè mette le mani avanti

“Anche se avessimo voluto, ad agosto non avremmo potuto convocare l’aula per via dei lavori dell’impianto dei microfoni a Sala d’Ercole”, ha detto annunciando di voler avviare un’azione di coordinamento legislativo su tutti i ddl presentati sulla materia.  Duri gli interventi dei deputati di opposizione. Più di un onorevole ha fatto notare l’assenza di numerosi colleghi di maggioranza. A tenere banco è soprattutto l’affaire della programmazione degli interventi: un nervo scoperto in termini organizzativi più volte al centro delle polemiche che hanno scandito i mesi estivi.

“Serve una riforma del settore”

“Serve una riforma del settore della forestazione e dell’antincendio, serve una corretta programmazione basata su tempi certi, serve una corretta gestione delle risorse finanziarie che non possono essere recuperate ogni volta all’ultimo minuto”, ha detto il capogruppo dem Giuseppe Lupo. “Al tempo stesso servono investimenti per innovazione tecnologica, mezzi efficaci, e servono azioni coordinate in grado di ottimizzare il lavoro dell’attuale personale che comunque ha bisogno di essere supportato da nuove e giovani energie sia sul versante della manutenzione che per le attività di prevenzione e contrasto degli incendi”, ha argomentato.

M5S all’attacco

I deputati pentastellati (Giampiero Trizzino, Gianina Ciancio, Luigi Sunseri e Roberta Schillaci) non hanno lesinato critiche all’esecutivo. “Non è cambiato nulla da quando Musumeci, da deputato, nel 2017 denunciava inefficienze del governo Crocetta che oggi ci sono ancora”, ha affermato Sunseri, che ha sottolineato “la gestione fallimentare di un governo che non è stato in grado in affrontare degnamente una vicenda che è criminale ma anche di mancata gestione”.
Gli ha fatto eco il collega Trizzino. “Il M5S è disposto a lavorare su un ddl che metta al centro il patrimonio boschivo e allo stesso tempo valorizzi le risorse umane che sono chiamate a proteggerlo. La strada è una sola: ci vuole un corpo forestale di almeno 3000 uomini a disposizione e una classe di operai forestali presenti a tempo pieno sul territorio”. “Va creato un coordinamento di prossimità. È inammissibile che, come è successo nelle Madonie, che il via per gli interventi debba arrivare da Palermo”, ha detto Schillaci.
“Dopo 4 estati, dopo 4 emergenze, dopo un’infinità di ettari andati in fiamme – ha argomentato Ciancio – il governo Musumeci si comporta come se si fosse appena insediato, nonostante le nostre denunce. Un esempio? Nel 2019 ho presentato una mozione per impegnare il governo regionale ad intervenire (con nomina di un commissario) laddove i Comuni non abbiano approvato il cosiddetto catasto dei soprassuoli già percorsi dal fuoco; ma dopo due anni è tutto fermo. La prevenzione è l’unico modo per fronteggiare il problema”.

Uomini e mezzi: il nervo scoperto

Un altro punto debole della macchina organizzativa è finito sotto i riflettori dell’aula: la carenza di uomini e mezzi. “Il tema degli incendi è sempre più complesso, servono strumenti nuovi: innanzitutto bisogna distinguere tra ‘attività di manutenzione del verde’ che deve essere portata avanti durante tutto l’anno, dall’attività ‘antincendio’ che deve poter disporre di personale sufficiente, e mezzi e tecnologie all’avanguardia”, ha spiegato l’onorevole dem Antonello Cracolici. “Inoltre, se è vero che i cambiamenti climatici stanno incidendo, sembra ormai accertato che la maggior parte degli incendi sia dolosa: di fronte ad un fenomeno così massiccio ritengo sia arrivato il momento per le Forze dell’ordine e la magistratura di adottare strumenti speciali per contrastare ogni forma di speculazione che passa attraverso il fuoco”, ha aggiunto.

Il punto di Cordaro

La strada della programmazione sarà quella da seguire ha assicurato l’assessore Toto Cordaro che in aula, dopo avere fatto il punto sui roghi e sui mezzi messi in campo, ha difeso l’operato della macchina regionale sciorinando le varie azioni poste in essere dalla sala operativa attiva 24 ore su 24 passando per le convenzioni con le associazioni per monitorare il territorio fino al via libera per concorsi e assunzioni nel comparto forestale.

La nota

Ecco la sua nota successiva: “Il corpo forestale è competente degli incendi boschivi e d’interfaccia, ma quest’estate, da Portella della Ginestra agli stabilimenti di Catania, ci siamo trovati di fronte a incendi che solo per un terzo erano di competenza della Regione. In Sicilia c’è un problema generalizzato e con una regia comune che deve essere affrontato, a livello nazionale e regionale, per trovare soluzioni immediate. Ci stiamo lavorando e le metteremo in campo dopo averle comunicate al Parlamento. Il mio ringraziamento – ha aggiunto Cordaro – va prima di tutto agli uomini e alle donne del corpo forestale e agli operai forestali, che hanno lavorato con spregio del pericolo e a volte oltre ogni possibile energia umana, con turni prolungati a causa della vastità dello scenario del fuoco e della difficoltà legata a temperature che hanno raggiunto i 50 gradi. Ringrazio pubblicamente anche la Protezione civile nazionale per un raccordo che non è mai mancato”.


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