Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.


Per cercare di convincere assessore e sindaco a volere sospendere o eliminare la Ztl a Palermo più che il Covid-19 ci vorrebbe come minimo la minaccia di un imminente impatto della Terra con un asteroide o una cometa e forse non basterebbe neppure questo questo…..
Buona sera a tutti cari lettori di Livesicilia, abito in periferia, da quando è entrata in vigore la ztl, il traffico, lo smog e l’inquinamento acustico dalle mie parti, sono aumentati vorticosamente, il tutto, si aggiunge alla mega discarica di rifiuti ingombranti a pochi metri da casa. Questa non è la città che voglio e che meritano i palermitani.
La reale utilità della ztl è solo una: soldi facili per il comune una montagna di soldi sottratti dalle tasche dei cittadini automobilisti. Le motivazioni ecologiche e salutistiche sono bufale. Pagando quasi tutti possono accedere sono veramente pochi gli esclusi con buona pace dell’ambiente.
Salve anche io abito in periferia e sinceramente nn vedo tutto questo smog. Il problema nn è la ztl o le strisce blu. Se nn compro le scarpe nuove nn è perchè devo pagare un euro di posteggio, nn le compro perché nn ci sono soldi, nn c’è lavoro e chi trova parcheggio senza pagare trascorre tutta la giornata senza dare spazio agli altri