Ragazzo dello Zen, posa la pistola

Ragazzo dello Zen, lascia la pistola e scegli la forza di una vita normale

intimidazione chiesa Zen
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI
Ragazzo dello Zen, l'arma in mano è solo un segno di viltà
POLVERIERA ZEN
di
2 min di lettura

Ragazzo dello Zen, chiunque tu sia, posa la pistola, scegli il coraggio e la forza di una vita normale. Perché quell’arma che credi indice di forza e di coraggio è il simbolo della debolezza, della viltà. Non ci vuole niente a fare paura a chi è inerme, se tu sei armato. Ma la vera fermezza sta altrove, molto lontano da lì.

La violenza sprigiona un incantesimo malefico. Se brandisci un’arma e non hai altro da dire, due sono le cose che possono accadere: o incontrerai qualcuno con un ‘cannone’ più grande e saranno guai per te, o farai del male a un innocente, spegnerai la sua vita e perderai la tua, con coloro che ami, per tua massima colpa.

Non c’è eroismo negli spari addosso alla porta di una parrocchia, riparo di un prete tenace e gentile. Non c’è niente di memorabile nell’esaltazione dell’odio contro la bontà. Non c’è nulla di sano nel pensare che non andrai mai oltre il ghetto che ti hanno costruito intorno.

Invece, è sempre una scelta, anche in condizioni complicate. Degrado e abbandono esistono, ma tu puoi decidere di non esserne il manifesto vivente, destinato a un’esistenza di cattività dietro le sbarre di un carcere, di un pregiudizio.

Sai che cos’è il vero coraggio? Appartiene alle madri che stanno combattendo, proprio allo Zen, per salvare i figli. Donne che lottano strenuamente, contro le zone malate, i pregiudizi, l’intolleranza e la cattiveria, che sperimentano ferite dolorosissime e hanno un lungo album di cicatrici. Eppure, non si arrendono.

Questa è la vera forza, ragazzo dello Zen. La sparatoria di Capodanno sceneggia la debolezza di chi si sente indifeso. Una brutale confessione della propria inadeguatezza, affidata – sbaglio gravissimo – a un oggetto di morte.

Ascolta le parole di Don Corrado, il nostro arcivescovo: “Ostentare queste forme di violenza e di aggressione è segno di debolezza, oltre che di grettezza e di sottosviluppo umanoChi usa violenza non è un uomo, è un bruto, un mostro”. Tu sei ancora in tempo.

Leggi anche

Le v(n)ostre voci per lo Zen

Zen, ci scrivono le associazioni: “Pochi atti concreti, serve la città”

Lo Zen non va criminalizzato, dieci proposte per salvare il quartiere

C’è valore nel costruire una vita normale, passo dopo passo, affrontando la scalata. C’è sostanza nel mettere insieme i sentieri che, ogni sera, ti riportano a casa, onesto, sano e salvo, ragazzo dello Zen. C’è onore nel ricamare sorrisi e pace, ogni giorno. Senza avere mai sacrificato nessuno. Nemmeno te stesso.

Scrivi a direttore@livesicilia.it


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI