PALERMO – Nessuna diffamazione, ma un legittimo esercizio del diritto di critica. Archiviata “perché il fatto non costituisce reato” la querela presentata da Francantonio Genovese contro Rosario Crocetta. E stavolta è L’Espresso a dare una mano al governatore. Nel maggio del 2014 durante un comizio a Ragusa, in occasione delle elezioni europee, il presidente della Regione parlò dello scandalo sulla formazione professionale che aveva travolto Genovese, citando il fatto che il parlamentare del Pd e i suoi familiari fossero intestatari di diversi corrente. Genovese, che in quei giorni si trovava in carcere, decise di querelare Crocetta. Il governatore, assistito dall’avvocato Vincenzo Lo Re, nel corso di un interrogatorio spiegò che aveva fatto sue le notizie di diversi organi di stampa, tra cui L’Espresso. E cioè il settimanale a cui Crocetta, un anno dopo, avrebbe chiesto un risarcimento milionario per la storia della telefonata con il chirurgo Matteo Tutino e la frase su Lucia Borsellino. Una vicenda processuale ancora in corso.
Archiviata "perché il fatto non costituisce reato" la querela presentata dal parlamentare del Pd contro le parole pronunciate dal governatore siciliano in occasione di un comizio a Ragusa nel 2014.
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