PALERMO – Un furto di troppo. Angelo Cannarozzo, arrestato insieme al padre per avere appiccato un incendio a San Martino delle Scale, rubò una telecamera. Non una telecamera qualsiasi, ma quella piazzata dai carabinieri per monitorare la casa degli indagati in via Torrente d’inverno.
Ad un certo punto, nel settembre 2017, l’occhio elettronico nascosto tra le pietre smise di trasmettere immagini. I militari scoprirono che 150 metri di cavi erano stati recisi e dissotterrati. A Pietro Cannarozzo, padre di Angelo, non andava di “finire in galera per prendere un pezzo di filo… e se qualcuno ti vede chi lo paga questo danno…”.
Al contrario il figlio si rammaricava di non avere completato il lavoro “nella montagnola sopra… dove c’è la cosa della Tim, arrivava la sotto”. I fili contenevano rame. La telecamera era stata spenta, le intercettazioni no.

