L'invidia per il catanese - Live Sicilia

L’invidia per il catanese

Qualcuno sa dirmi che diavolo mi succede, perché io cominci a essere ossessionato dai cugini più di quanto i cugini siano ossessionati non dico da me, ma da noi palermitani?

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Uno spettro si aggira non per l’Europa, come scriveva Marx, ma più modestamente per le strade di Palermo. L’invidia per il catanese. Qualcuno sa dirmi che diavolo mi succede, perché io cominci a essere ossessionato dai cugini più di quanto i cugini siano ossessionati non dico da me, ma da noi palermitani? C’è insomma questo tarlo che comincia non solo a insinuarsi, ma a dar fastidio. E ignorarlo mi aiuta poco. Anzi.

Ikea, l’arancino sdoganato da Camilleri con la devastante conseguenza che i forestieri che atterrano a Punta Raisi hanno la folle pretesa di stravolgere l’identità sessuale del nostro piatto per eccellenza, ora addirittura la storia di Mario Venuti direttore artistico del Festino. Diciamocelo. A me (a noi?) tutto questo dà un fastidio fottuto. Perché un arancino oggi, un’Ikea domani, sentiamo traballare la nostra (presunta?) supremazia. A quando Carmen Consoli testimonial della palermitanità?

Non lo ammettiamo (o meglio, lo ammettiamo a metà della cena, dopo molti bicchieri di vino) ma è così. Il Catania style prende piede, a dispetto della serie B. Noi irrimediabilmente arabi, loro operosi, i milanesi siculi. Noi abbarbicati a Mamma Regione, loro le aziende, il vivaio più grande d’Europa, la spregiudicatezza e quel tanto di sbruffonaggine che manca a noi. E che serve. Noi fermi, loro disposti a mettersi in gioco. A scommettere su se stessi.

I paesani, diciamo per esorcizzare la paura del sorpasso. Per ribadire i nostri nobili Natali, la nostra ricchezza dinastica e senza sforzo. Però insomma, per quanto possiamo raccontarcela, sto liotru comincia a darci filo da torcere. Venuti che viene a dirigere la festa della Santuzza. Ma che bisogno c’era? E meno male che Vasco va a suonare a Messina. Stuoli di palermitani in processione al ‘Cibali’ no grazie. Questo sì sarebbe stato davvero insopportabile.

 


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Commenti

    Caro e simpatico Francesco, secondo me è un pò esagerata la preoccupazione…già la serie A basta e avanza, ma, lasciando perdere di scomodare per queste cose nomi eroici che tutti conosciamo, e pensando alla grande iniziativa di Ficarra e Picone di qualche giorno fa o, ancora a Mattarella presidente della Repubblica e Grasso del Senato, prima e seconda carica dello Stato, pensa davvero che possa annidarsi un sentimento di invidia come quello che dice in me e tanti altri palermitani?
    Mario Venuti direttore artistico del Festino sarebbe come se l’Uefa decidesse di fare giocare la finale (ipotetica) per il 23° posto alle ultime due squadre del campionato europeo ( a 24 squadre) ….a Catania!!

    Interessante articolo, e complimenti per avere visto la giusta natura dei catanesi, e comunque è sempre interessante confrontarsi con i palermitani. Un saluto da Catania.

    Francesco anch’io come te avevo una certa rivalità con i catanesi.
    Crescendo poco a poco ho capito che questa era dovuta ad una radicalizzazione dovuta solo ed esclusivamente ad fattore calcistico.
    Nel tempo ho capito che i catanesi sono brava gente, e un tantino più di noi laboriosi.
    Non devi avere avversità verso i nostri cugini anzi…
    Questo ci è stato tramandato dalla nostra non cultura, ma solo dal tifo del calcio; maledetto.
    Ormai abbandonato.
    Misuriamoci su argomenti più validi che il calcio.
    Ciao

    Così parlò Francesco Massaro noto Interista. Saluti

    Si ma una buona volta per tutte volete capirlo che Mario Venuti è SIRACUSANO!!! vive a Palermo, e con Catania non c’entra nulla??

    A francè, rileggiti qualche libro di storia, e vedrai che ti passa.

    io personalmente vedo rosso solo se con i catanesi parliamo di calcio! Altrimenti semu tutti “paisà”.
    Forza Palermo

    Catanesi e palermitani sono due facce della stessa Sicilia. Quando si annusano non si piacciono, quando si parlano si comprendono bene.

    Odio non ne esiste tra i due “popoli”, è una cosa calcistica, nata con gli ultrà, quindi lo ha solo chi miseramente vive per il calcio.

    P.S.: sig. Massaro, ha dimenticato una differenza molto importante. Il palermitano propende a rinchiudersi in club, il catanese ha frequentazioni tendenzialmente più allargate.

    Caro Massaro, da palermitano, sono costretto a riconoscere che i catanesi sono molto più operosi dei palermitani. Catania è una città pulita ed ordinata, a differenza di una Palermo sempre più oscenamente maltrattata dai propri abitanti.

    Nel calcio nulla da dire il Palermo sta davanti al Catania di parecchi anni luce. Il Palermo ha giocato cinque volte persino in Coppa Uefa. Il Palermo ha giocato molti più anni in Serie A del Catania . Anche oggi il Palermo gioca in Serie A mentre il Catania gioca in Serie B.

    Spiritoso e fedele alla atavica rivalità tra il lato orientale e quello occidentale dell’isola. Siamo da sempre in competizione ma non dimentichiamo prima di ogni cosa di essere SICILIANI. Se solo mettessimo la stessa caparbietà nell’unire le nostre forze e le nostre idee per fare grande la nostra terra di Trinacria…. I nostri figli sarebbero orgogliosi di avere avuto avi che superarono stupide credenze calcistiche per dare loro una terra di cui andare fieri! Ma la strada è ancora lunga e…. Interrotta (vedi A19). Un caro saluto da Catania

    Ahahahaaha…non potrei mai e poi mai essere invidioso di un catanese..esserlo è come essere invidioso di chi ha un mal di denti allucinante…orgoglioso d’essere palermitano nonostante tutti i grossi problemi che ci sono…

    Premetto che sono palermitano; quindi, fatta tale premessa, diamo un’occhiata ai commenti: Giuseppe, Aquilotto, Rosario59 sono la prova provata della veridicità dell’articolo di Francesco Massaro.
    Sono la tipica espressione del panormosauro che ha totalmente distrutto questa città; di quel panormosauro che, dalla mattina alla sera, ripete a sé stesso: “Sugnu u miagghiu”, pur conoscendo bene la pessima realtà palermitana.
    Così non si cambia, né tantomeno si va avanti, si indietreggia soltanto: esattamente ciò che accade a Palermo.
    Da Catania leggo commenti molto più pacati ed intelligenti, per esempio: Greco e Maurizio Cutrona.
    Serve altro?
    Un sincero abbraccio ai fratelli catanesi.

    Servirebbe evitare la retorica i luoghi comuni le frasi fatte il buonismo “della domenica” Suggerisco al sig. Massaro di mettere un cartello davanti ai suoi negozi con scritto” benvenuti catanesi” o qualcosa del genere. Se il Sig. Massaro mantiene gli stessi clienti lei e il Sig. Massaro avete ragione. Vede Sig. Morgan sono proprio le persone come lei che rovinano la reputazione della nostra città che definiscono i nostri concittadini ” panormosauri che distruggono” . Questi atteggiamenti oltre ad essere vigliacchi e penalizzanti per la nostra città servono solo, in questo contesto, a far sorridere di soddisfazione i catanesi che trovano ulteriore conferma alla loro presunta superiorità. La sana rivalità la competizione il gareggiare il misurarsi il confrontarsi lo sfotto’ sono sane manifestazioni di vitalità di quei popoli che non sonnecchiano nell’indifferenza. Tutto questo esiste da sempre tra Palermo e Catania e non saranno ne lei ne il Sig Massaro con i vostri “insulti caramellati” rivolti ai Palermitani a cambiare questa realtà.

    dobbiamo dire la verita’ , a catania le cose funzionano meglio, i lavori li appaltano e li finiscono, qui da noi non va niente , basti pensare alla viabilita’ ,non abbiamo una tangenziale o meglio non sanno sopprimere 2 semafori, ponte corleone dovevano farlo iniziano e finiscono i soldi, la metropolitana vuoi vedere che a CT riescono a farla e noi gurdiamo? niente siamo in mano a nessuno ,ma sopratutto dobbiamo cambiare noi cittadini di questa splendida citta’ una delle piu’ belle al mondo ,forza che insieme possiamo farcerla, w PALERMO e SANTA ROSALIA

    SCUSA HO SBAGLIATO CONDIVIDO

    @ gino
    Mi preme farle notare che io non definisco “panormosauri” i nostri concittadini; ho definito “panormosauri” esclusivamente quei concittadini che scrivono commenti tesi unicamente ad offendere, immotivatamente, dei nostri corregionali.
    Purtroppo, visto il tenore e la “qualità” del suo commento, lei entra a pieno titolo nella lista dei panormosauri.

    Come se a catania si sguazzasse nell’oro…ma per favore!La Sicilia tutta e’ nel baratro

    Morgann rilassati….non erano argomenti seri Si scherzava….

    x il sig. morgan
    Non credo ne possa uscire tanto facilmente. lei nel suo commento parla di “panormosauri che hanno distrutto totalmente questa citta” e di “pessima realtà palermitana” Quindi lei mi vorrebbe far credere che tutto questo livore deriverebbe dal fatto che qualcuno “offende i nostri corregionali” quindi usa queste pesantissime definizioni che non lasciano scampo. Lei ha offeso deliberatamente Palermo e i suoi abitanti mentre “abbraccia sinceramente i fratelli catanesi” Purtroppo non riesce a capire che tra Palermo e Catania oltre la goliardia oltre lo sfotto’ oltre la sana competizione non esiste violenza o oltaggio. Quando la nostra squadra scese in serie B i catanesi inscenarono un funerale con tanto di cassa e carro funebre. I palermitani hanno ricambiato quando il Catania è sceso in B. Questi giochetti avvengono da sempre e sono innocui e simpatici ma a lei invece serve drammatizzare per accusare il “panormosauro distruttore”. Lei Sig. morgan non merita di essere palermitano anche se lo è anagraficamente non fa parte di questa città che offende gratuitamente. Riguardo le sue liste fanno solo sorridere credo siano sintomatiche di chi li propone.

    @Giorgio e @tommaso, forse non vi fate un giro a Catania da anni.
    la città è sempre più la “buttana pittata” descritta da Pippo Fava (grandissimo figlio adottivo), ma con addosso gli evidenti segni degli anni che passano, e le cicatrici subite da figli indegnissimi.

    i suoi figli, adesso, sono sempre più contenti di esibire il loro squallore – una volta almeno venivano schifiati come zauddi. oggi lo zaurdismo, la matelicheria, la si taglia a fette, la si indossa con orgoglio.

    pulita, la città, non lo sarà mai, perché da noi non esiste vero amore verso la città di Agata, si fa solo finta di essere “marca liotru”, per essere accettati dal branco, ma alla prima occasione si riempie uno dei più belli lungomari del mondo di bottiglie di birra e cartoni di pizza, il bicchierino del caffé lo si butta dal finestrino del suv, le merde dei cani decorano le nostre strade, le macchine in quarta fila e “a cotoletta”, le corse dei cavalli, la scontrosità, l’assenza di solidarietà, mamma Etna usata come discarica, lo straordinario mare di Aci Castello o Acitrezza che puzza di latrina ogni santa estate, etc. etc.

    voi avrete un passato nobile. noi, se permettete, potevamo campare da nababbi (da noi c’è un detto volgare ma colorito, che tradotto varrebbe tipo a pancia in sù, con i gioielli al vento) solo gestendo i miracoli naturali che ci sono stati dati, e l’arte dei figli illustri che qui sono nati.

    purtoppo abbiamo tutti sulla patente il bollo di “spettu”, che è l’equivalente del marchio della bestia – sia perché u spettu è biestia (con la “i”, che ne contraddistigue la bassa lega e lo distingue dall’animale decisamente più decente), sia perché è malvagio, malsano, controproducente, uno spreco di risorse altrimenti meglio utilizzabili.

    quelle volte che passavo da Palermo (purtroppo spesso per visitare l’Ismett), non riuscivo a capire da dove diamine nascesse la boria palese nei commenti dei rosella quando ci beccavamo sul calcio, e sistematicamente si trascendeva a confronti su società, storia, cultura… la vostra città mi appariva altrettanto sfregiata, un gioiello altrettanto immeritatamente in mani a degli inutili e pomposi gretti.

    non credo che da voi sia cambiato molto, semplicemente perché non credo che, culturalmente, ambedue le popolazioni si siano un minimo accresciute culturalmente (e non intendo andare a scuola, laurearsi, etc. – anche perché di capre laureate, ormai, siamo pieni), un minimo riappropriate dell’orgoglio di essere catanesi o palermitani (aldilà del calcio), un minimo riacquistato la dignità di popoli sofferenti ma fieri ed attenti della propria eredità.

    queste cose sono possibili solo tramite rivoluzioni culturali, dovrebbero essere il primo compito di ogni onesta amministrazione pubblica. guarda caso, da voi e da noi sono tornati i sindaci delle primavere, ma mi sembra proprio che i fiori, ormai, scaffitenu.

    Da catanese ho apprezzato molto il commento di rossazzurro. Ma anche quelli di Morgan, e tutti i commenti equilibrati.

    E aggiungo che mentre i cretini si odiano per il calcio, le nostre due citta’ decadono sotto i colpi dei loro,peggiori figli: i panormosauri e gli zauddi.

    Pure Catania e’ ormai persa. Mal comune… male doppio.

    Ma a parte tutto il resto, una piazza bella come Piazza Duomo a Catania, Palermo ce l’ha??!!

    TRA uomini[ni],quando si parla di defferenze e non si aggiunge qualche commento sulle donne,Catanesi e Palermitane,non posso prenderlo seriamente. Le adoro tutti e due i tipi ma credo che una si lagna meno dell`altra,,,,

    E con questo commento, tutti gli altri passati e futuri sono inutili!
    Rossoazzurro ha centrato in pieno il problema…
    E se da domani ci chiamassimo tutti giallorossi, ad onorare i colori della nostra bellissima Isola?
    Siciliani fuori le palle, che tutti giuriamo di avere e sempre piú grosse del prossimo, orgoglio, senso di appartenenza, amor patrio e impegno… E forse le prossime generazioni potranno finalmente cominciare a raccogliere i frutti!
    W LA SICILIA TUTTA

    Catania oggi, tra tante difficoltà e contraddizioni, è una città che cerca di uscire dalla crisi, mentre Palermo è agonizzante. Gli amministratori di Catania, sotto l’aspetto qualitativo , sono superiori a quelli di Palermo, la cui incompetenza è uguale solo alla loro arroganza. Inoltre la vita culturale catanese è certamente più vivace di quella nostrana. L’unica cosa in cui siamo superiori è la bellezza dei monumenti e la squadra di calcio, ma siamo convinti che, grazie al nostro “carissimo”sindaco, tra non molto i monumenti saranno distrutti dall’incuria e anche il calcio a Palermo scomparirà.

    Mah!.chi sacciu!? LI vedi muoversi mpaliemmu e subitu capisci che non sono paliemmitani. Ma non sono manco siciliani lor cianno il meridiano. Si perchè ‘a giùgrafia ci fici stu rialu del 15* meridiano “Etna Termoli” e tutti i rroggi si devono regolare con l’ora di Catania. Ma i roggi di tutt’u munnu. Avutru cchi calata a tila a Porta Nuova ormani nascosta nella memoria di qualche palermitano. Massaro, da vecchio palermitano, mi creda nessuna invidia. Sono troppo roboanti, presuntuosi, e troppo pieni di malizia per fare loro affidamento. Eppoi sono una comunità/popolo sempri sciarriati tra iddi ma solo dentro le mura di Catania, fuori sono in pace tra loro e sempre in guerra contro tutti gli altri!

    io direi anche dalla classe politica che elegge, da un’amministrazione burocratica arrogante e poco professionale e dal clientelismo che continua a produrre spreco e inefficienza

    piccoli e miopi,concentrati a spaccare il capello quattro tanto da non accorgerci di essere sdraiati su un gioiello triangolare posto al centro del mediterraneo capaci solo di far chiacchiere su chiacchiere

    Da catanese impegnato in contesti di carattere regionale e con sincere amicizie in tutte le nove province siciliane, ho cercato di analizzare (e, inevitabilmente, condurre a sintesi) alcuni tratti antropologici che differenziano abbastanza marcatamente i Siculi (noi), dai Sicani (quelli della sicilia occidentale).
    A mio avviso si tratta di culture radicalmente diverse improntate l’una ad un’effervescenza “levantina” fine a se stessa che deborda continuamente nel sospetto verso i propri simili paralizzando, così, qualsiasi conato di crescita civile e l’altra ad un comodo fatalismo che, inesorabilmente e senza grandi sforzi, assicura rendite di posizione a coloro che, invece, con pacatezza, sanno porre in essere strategie di medio lungo periodo.
    Un grande abbraccio ai fratelli palermitani e l’augurio che presto le nostre squadre possano ritornare ad incontrarsi sugli stessi campi di calcio in leali competizioni all’insegna del puro agonismo.

    Il Palermo ha disputato tre volte anche la finale di Coppa Italia. Ribadisco il Palermo ha ottenuto 49 punti in Sere A mentre il Catania di punti ne ha fatti 49 ma in Serie B. Nel calcio primeggia il Palermo. Per il resto w tutta la Sicilia on le sue bellezze architettoniche , geografiche , etcc..

    Francesco sei un grande. Mi piace come scrivi. Ti sarà costato parecchio abbandonare il tuo mestiere per continuare l’orgoglio di famiglia. Capisco. Anche io ho vissuto una storia analoga. Ringrazio lo staff di livesicilia che ti consente di essere, anche se sporadicamente, tra noi. Chissà un giorno………..

    UNA PICCOLA CORREZIONE MI RISULTA CHE GRASSO NON è PALERMITANO.ALMENO DI NATALI.

    Da palermitano posso solo dire che ho tanti cari amici catanesi e che vado volentieri a Catania per diletto.
    La cosa chefa rabbia (al di là di rivalità sportive, che ci stanno pure, ma dovrebbero essere come gli sfottò fra gli amici al calcetto e non guerre nucleari) è che ci facciamo del male da soli con guerre fra poveri, invece di capire che le nostre differenze ci completano a vicenda e che potrebbero consentirci di stare meglio tutti. Allo stadio Forza Palermo, ma nella vita, quella vera, forza Sicilia. Sempre.

    BRAVO GINO.BISOGNA DIRGLI A CERTI PALERMITANAZZI CIOE QUASI TUTTI CHE LORO SONO E SARANNO PIU’ SUPERIORI E E PIU’ EVOLUTI E LAVORATIVI.

    Più operosi e commercialmente abili questo è sicuro. Ma Catania è tutt’altro che pulita e ordinata, spero che nessuno si offenda. Ci sono stato recentemente e stando a quanto sostengono i suoi abitanti mi aspettavo di trovare una specie di Svizzera. Invece è ingrasciata pure Catania, magari meno di Palermo perché è più piccola.

    una frase mi ha colpito ” Noi fermi, loro disposti a mettersi in gioco. A scommettere su se stessi.” con questa hai detto tutto, mi spiace dirlo noi siamo armiamoci e andate, e aspettiamo il vento da dove viene. Loro si “sbrazzano” e si danno da fare, anche a partire dal nulla!

    La piazza è graziosa, anche se un po tetra e nera come tutta la città del resto, e poi hai detto una cosa giusta “a parte il resto” e quel resto è una miriade di monumenti (mai sentito parlare dell’itinerario Arabo – Normanno di Palermo?) che abbagliano tutti quanti.
    P.S. Scusa Bella Sicilia, clicca su internet il nome al-Idrisi il più famoso dei geografi Arabi, e leggi la descrizione che fa di Palermo nel 1138, dove lavorava alla corte di Ruggero II, penso che ti schiarirà le idee.

    x chiara
    forse non mi sono spiegato: non ho mai parlato di superiorità o di evoluzione dei palermitani rispetto ai catanesi e viceversa dico semplicemente che esiste una sana competizione un confronto goliardico e anche divertente tra Palermo e Catania. Nulla di drammatico come qualcuno vorrebbe far credere sono manifestazioni simpatiche che nulla hanno a che fare con invidia offese disprezzo violenze I Palermitani e i Catanesi si punzecchiano si sfottono e con questo? c’è bisogno di dare addosso ai palermitani ed esaltare i catanesi? Entrambi i popoli sono vivaci fantasiosi dinamici ricchi di storia e di tradizioni quindi ci sta questo confronto tra le due maggiori città siciliane.

    Ma quali nobili natali? Messina, Catania e Siracusa sono state fondate prima di Palermo ad opera dei sapientissimi greci, mentre Palermo fu fondata dopo e dagli imbroglioni fenici. Palermo non ha mai contato niente nella storia prima che arrivassero gli arabi, mentre Siracusa ha rappresentato per mezzo millennio gli Stati Uniti del mondo antico per potenza e cultura. Per non parlare di Messina, che è stata per secolo una città di importanza mondiale e per cui sono state combattutte guerre. La storia di Palermo nel mondo che conta comincia vince solo a partire dagli arabi. E, ripeto, non parliamo dei greci, ma di arabi islamici… Ah, per la cronaca: ho appena aperto il dizionario e trovo scritto solo “arancino”. Siccome mi pare che Zingarelli è vissuto prima di Camilleri, non credo sia colpa sua. Semplicemente, “arancino” è il solo modo corretto di chiamarlo.

    Ma questo è catanese? Non mi pare tanto obiettivo..omette tante cose fondamentali in questa bella favoletta..

    A me poco obiettivo sembra il moderatore di questo articolo-esca, il sig Massaro accende il cerino, e poi fanno parlare solo i catanesi, sempre più barzelletta questo giornale.

    Certo , dai fenici . Ma ci trovarono la tua progenitrice .

    Forse sarai recluso a bicocca e non ti sei mosso mai da casa . Vieni e vedi . Prima dei bombardamenti della seconda guerra mondiale Palermo era una città cosmopolita artisticamente , unica ! Dai resti di un minareto al Barocco, dall’Arabo normanno al gotico catalano ….. Non solo pietra lavica .
    Per non parlare ” ru cavuru ” . Qua invece c’è “frisco” !

    Morgan Palermitano da quante generazioni ? Palermo soffre due tipologie di persone . Quelle che sono orgogliosi della loro ignoranza e quelli che sanno tutto , ed cui compito è la predica quotidiana . Morgan sembri della seconda specie !

    ALLA REDAZIONE IL MIO COMMENTO DOVE È ?
    Quello sulle differenze caratteriali , su Venuti, su tonnina e arancina .
    Chi lo ha fatto fuori un catanese ?

    Mi piace come si arrotolano nella loro mediocrità i provinciali come Lei, per favore apra un qualunque libro e poi capirà perchè Re e Imperatori, Da Ruggero II, a Federico II lo Stupor Mundi, a Carlo V ecc. hanno vissuto e operato fino a morirci a PANORMUS PRIMA SEDE REGIS CAPUT SICILAE, e le testimonianze che vi hanno lasciato, si ricordi che un solo tassello in oro zecchino, tra i milioni che compongono opere immaginifiche come il duomo di Monreale, o la Cappella Palatina di Palazzo Reale con i loro Cristo Pantocratore, compreso quello di Cefalù, vale il miglior monumento che avete.

    Il signor Salvo G. da una evidente dimostrazione della superiorità dei palermitani. Il signor Capitol, che è veramente convinto che Carlo V abbia vissuto a Palermo (beata ignoranza!) e che ovviamente ignora che Ruggero II abbia vissuto lungamente alla corte normanna di Messina, o che Federico II abbia vissuto la maggior parte della sua vita in Puglia, non merita nemmeno risposta. Salvo ricordargli, a lui ed agli altri provinciali mediocri come lui, che, se farà lo sforzo di aprire un libro troverà che sulle monete siciliane c’era stampato M.S.N.C.: Messana Nobile Sicilae Caput. E se apre un libro, scoprirà che il duomo di Messina è più antico di quelli di Palermo e Monreale, per esempio.

    al paesano che si firma Capitol faccio notare che il Teatro Greco di Siracusa, il più grande del mondo, vale quanto tutti i monumenti di Palermo messi insieme.

    A dire il vero la responsabilità sta anche da parte vostra. Avete appoggiato l’idea razionalizatrice nata negli anni ’80 di dichiarare Messina come centro economico residuale, facendo convergere tutta la sicilia orientale da capo peloro a capo passero su Catania dichiarandola baricentrica in modo di operare la disputa solo su due contendenti: Palermo e Catania. Se le origini siciliane avevano diviso la Trinacria attraverso le sue tre valli c’era un motivo: l’equilibrio di un’isola fondata sul triangolo dove le tre bisettrici demarcavano la gestione dei luoghi. Essendo passati ad un asse mediano Oriente-Occidente il triangolo non regge più e l’economia retrocede ad una singola spartizione di risorse sempre ridotte, che vengono espunte a favore di Roma.
    La forza più grande ed importante della natura è l’equilibrio, ma quando una parte tenta di avere il sopravvento su un’altra allora ci si rimette tutti.
    Solo un ragionevole ritorno alle origini potrà riportare il sereno sulla nostra regione !!!

    Il Palermo in seria A lo accetto, anzi mi fa piacere, che sia pure capoluogo di Regione va bene pure, ma sentire chiamare l’arancino … arancina questa è una cosa che non potrò mai accettare 🙂

    non e’ cosa sua

    Il livello del provoncialismo della discussione di arancinomaschio è inarrivabile.
    Di quanto scritto da Massaro, ovviamente, non ne ha capito niente!
    Le sue ricostruzioni storiche…. Per favore!!!!
    L’arancina è una piccola arancia, un palletta tutta tonda dalla scorsa bionda: esattamente quelle di cui era piena la conca d’oro.
    Da altre parti le fanno a punta come il Vulcano: ci mettano pure dentro sugo e piselli, se li mangino loro, e se li chiamino come vogliono!
    Io mangio arancine Doc.

    Caro Massaro, mi hai fatto venire in mente un episodio di una ventina di anni fa. Andai all’Uditore all’Ispettorato del lavoro per una pratica e mi lamentai perchè era bloccata da un mese e dissi all’impiegata che a Catania la stessa pratica l’avevano chiusa in 20 minuti.
    L’impiegata rispose serafica: “e che ci vuole fare, voi a Catania avete le industrie…”.
    Quindi il tarlo di cui parli è roba vecchia…

    PS: comunque su una cosa siete imbattibili. Avete sfornato i migliori comici del mondo. Effettivamente, come fate ridere voi, nessuno…

    Però l’arancino di Massaro è il migliore che ho mangiato in vita mia

    il problema, amico mio, è che l’arancino doc non sta a Palermo. Lei è padronissimo di chiamare l’arancino nel modo bizzarro che le piace. sappia però che il 90% del mondo lo chiama arancino e lo fa con la punta. Non siamo nemmeno certi che il riferimento all’arancia sia relativo al colore piuttosto che alla forma. Sappiamo solo che, quando nacque l’arancino, l’italiano non era parlato in Sicilia e quindi nessuno diceva “arancia”. Il frutto era “aranciu” ed il piccolo frutto “arancinu”, da cui arancino.

    viva Catania viva Palermo, viva la Sicilia!!!
    Quando mi trovo fuori e mi chiedono da quale paese vengo, non dico dall’Italia, rispondo fiero sono siciliano

    Con l’estrema sintesi che bisogna usare con dei provincialotti infelici come l’arancinomaschio di cui sopra, per fargli capire il concetto dicevo, gli chiederei: apri un qualunque catalogo di tour operator e alla pagina giro di Sicilia, verifica quanto offre la Capitale Palermo, e quanto invece tutto il resto. Lo so l’invidia è una brutta bestia, ma che ci vuoi fare, rassegnati……..

    E’ meglio che ci fermiamo al sesso delle arancine (fimmina.. è !), e facciamo la processione al santo (Zamparini fino a quando ?!) che tiene la squadra del Palermo in serie A.
    Semu troppu assittati, per essere fattivi e competitivi. Chiacchere e tabacchere nel deserto di Palermo, capitale della Sicilia: vecchia e ruffiana, decadente e parassitaria; sede dei palazzi della politica (anche se storici e belli!) luoghi di cerimonia e di promesse(!!), infestati da apparati obsoleti e clientele.
    La scuola e l’università sono un grande parcheggio, un luogo di attesa. I ragazzi (quelli che non se ne sono andati!) vivono le notti della città, senza sapere cosa faranno il giorno che viene.
    Le provocazioni, la genialità e la fantasia dei Ficarra e Picone e dei Pif, è probabile che ci vengano in soccorso, ma è pur vero che noi (palermitani) dobbiamo metterci in cammino. Così come ritengo non sia sufficiente aver dato i natali ai presidenti Mattarella e Grasso per poter dire che Palermo (e la Sicilia) ha imbroccato la strada giusta.
    Probabilmente ci vorrà dell’altro, caro Francesco: forse dovremmo pensare di cambiare noi stessi… superare la presunzione da palermitanocentrici e immaginare una città operosa, moderna e innovativa. E chissà, ritornerà ad essere capitale dell’Isola, giocarsi la partita – alla pari e osare di più – con i fottuti catanesi.

    Io, che vivo fuori da 20 anni, invece dico sempre che sono fiero di essere catanese.

    caro paesanotto, lei invece un catalogo di Siracusa o del Sud Est barocco non deve averlo visto nemmeno di “cozzo”… Siracusa cosa dovrebbe invidiare a Palermo? I monumenti greci che Palermo non ha? Siracusa era capitale quando Palermo non era ancora pervenuta…

    masculu è….

    da Wikipedia:

    Nella parte occidentale dell’isola questa specialità è conosciuta come “arancina”, mentre nella parte orientale è chiamata “arancino”. Secondo lo scrittore Gaetano Basile la pietanza dovrebbe essere indicata al femminile, in quanto il nome deriverebbe dal frutto dell’arancio, l’arancia appunto, che in lingua italiana è al femminile[6]. Tuttavia in siciliano la declinazione al femminile dei frutti non è frequente quanto in italiano, e nel caso specifico l’arancia viene detta arànciu[7][8]. Pertanto in siciliano il nome di questa pietanza è originariamente al maschile (arancinu), come testimoniato dal Dizionario siciliano-italiano del palermitano Giuseppe Biundi, che nel 1857, al lemma arancinu, scrive: “[…] dicesi fra noi [in Sicilia] una vivanda dolce di riso fatta alla forma della melarancia”[3]. Il termine della lingua italiana arancino deriverebbe dal siciliano arancinu

    1. ^ Nessun dizionario italiano riporta la versione al femminile: cfr., tra i tanti, il Sabatini-Coletti e il Gabrielli.
    2.^ Arancìna prevalentemente nell’area palermitana. Viene anche detto arancìnu nel trapanese, nel messinese e nel catanese; cfr. ad esempio Franco Zanet, Massimo Salani, Ilario Manfredini, Roberta Cafuri, Elisa Castorina, Fabio Malvaso e William Bonapa, Quaderni del Bobbio, n. 2 anno 2010, p. 85. Tuttavia nel 1868 arancìna appare come la traduzione in lingua italiana del siciliano arancitèddu: «s. m. dim. di Arànciu: arancino.|| Frutto dello stesso: arancina.|»; vedi Antonino Traina, Nuovo vocabolario siciliano-italiano, Giuseppe Pedone Lauriel editore, Palermo 1868, p. 69.
    3.^ a b c Giuseppe Biundi, Dizionario siliciano-italiano, Fratelli Pedone Lauriel, 1857, p. 32.
    4.^ Girolamo Caracausi, Arabismi medievali di Sicilia, dal Bollettino del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, vol. 5, p. 108.
    5.^ Vedi elenco prodotti agroalimentari tradizionali sul sito del Mipaaf
    6.^ Per la posizione di Basile vedi l’intervista sul sito dell’Università di Palermo.
    7.^ a b Vocabolario siciliano etimologico, italiano e latino, dell’Abbate Michele Pasqualino da Palermo nobile Barese, Tomo I, Palermo Dalla Reale Stamperia 1785, p. 125.
    8.^ “Arànciu (…). Si chiamano ancora così i frutti di quest’albero Arancia, Melarancia, che servono agli usi domestici e medicinali”; in Nuovo dizionario siciliano-italiano. Compilato da una società di persone di lettere per cura del barone Vincenzo Mortillaro, Volume I, Giornale Letterario, Palermo 1838, p. 66.
    9.^ Valerio Droga e Giusto Lo Bue, L’arancina è maschio o femmina? Piace dai Peloritani alla Conca d’oro, (originariamente su Ateneonline-aol.it), 29 giugno 2006.

    Per sicurezza sono andato ad aprire il dizionario italiano ed ho trovato “ARANCINO”. Poi ho aperto anche due dizionari siciliani (uno dei quali scritto da un palermitano) ed ho trovato “ARANCINU”. L’arancino femmina non si trova proprio in nessun dizionario. Quindi, fimmina non è!
    Sul resto sono invece d’accordo, compreso l’auspicio finale.

    Comunque, e con questo chiudo perchè ho già perso troppo tempo con Lei, se non si era capito sono nativo di Palermo (sua Capitale), orgoglioso di esserlo e di dichiararlo ai quattro venti, Lei invece continua a parlare a nome di Messina, Siracusa, Catania, Agrigento ecc. questo mi fa pensare che l’oscuro antro da cui proviene, la fa vergognare talmente tanto da non dichiararlo, e per ultimo Le ripeto, che solo una tesserina in oro zecchino, dei milioni che compongono le favolose opere in mosaico (lo dice il mondo intero mica io n.d r.) all’interno delle cattedrali, e del Palazzo Reale (della Sua Capitale) Palermo, (città delle 900 Moschee) vale tutto il resto che Lei ha enunciato.

    P.S. nonostante ciò Le assicuro che adoro Siracusa la sua classicità, e tutto quanto di bello offre la nostra grande Sicilia.

    guardi che si era capito benissimo che lei è palermitano… e comunque, per la cronaca, le moschee saranno state al massimo 300, non 900. E ripeto, parliamo dell’Islam, non certo della inarrivabile civiltà greca. Io non mi vergono affatto: sono siracusano doc. Fiero di essere discendente dei greci. Vengo quindi da quella che è stata la capitale della Sicilia prima e più al ungo di Palermo. Una città dove un solo granello del Teatro Greco, il più antico tra quelli conservatisi ed il più grande del mondo, vale quanto il palazzo dei Normanni e la cattedrale di Palermo (che peraltro dentro è anche bruttina) messi insieme.

    Mario Venuti è nato a Siracusa da padre messinese ed è vissuto tra Siracusa e Messina. Ha poi scelto Catania come residenza: a quanto ne so, attualmente, si alterna tra Catania e Palermo

    Catania radiata è femmina o maschio?

    Ma statti zitto e vai a studiare, ma dove vuoi andare a parare con quattro pietre sdirrubbate di teatro, il mio concittadino ti parla di arte, stile, tradizioni, grandiosità, e tu continui con quattro pitruni sdirrubbati? arritirati ca ci fai cchiù fiura.

    arancinomaschio, la cocciutaggine nel “promuovere” la sua città fa tenerezza, la stessa che suscita chi difende una causa persa, il teatro antico di Siracusa, bello bellissimo, lo visto tante di quelle volte, e poi? magari andiamo a visitare l’orecchio di Dionisio e basta, non le sembra pochino per competere con Palermo? non mi dica che vuole aggiungere anche la mascolinità dell’arancino? mi ascolti, eviti di scadere nel ridicolo, si mangi una bella granita al limone, si rinfreschi le idee, e si goda l’Estate Siracusana, e si dimentichi Palermo, quella è altra categoria.

    Dopo lo sputtanamento per lo scandalo delle partite mi pare che questo pezzo abbia di colpo perso di attualità

    Uno che liquida Siracusa, grande capitale del mondo antico (Palermo all’epoca è non pervenuta) come quattro pietre, non merita risposta. Significa non essere mai stati nella grande ed antica Siracusa. E significa soprattutto essere dei gran provinciali. Ma noi di Siracusa abbiamo le spalle larghe di millenni e di secoli in cui noi eravamo il centro del mondo antico e Palermo un grazioso paesino. Ognuno è libero di dire che il Teatro Greco più grande del mondo, l’orecchio di Dioniso o la Cattedrale di Siracusa costruita sul tempio greco della Dea Atena, siano quattro pietre. Se sono quattro pietre, Palermo ne ha allora solo due e meno antiche, peraltro. Ma ripeto, noi di Siracusa siamo più antichi e di altra categoria: possiamo guardare con maggiore disincanto ed indulgenza chi è venuto dopo di noi. Ed anche chi vuole negare l’evidenza. Compreso il vocabolario, che attesta che l’arancino è maschio.

    Chissà se Catania sarà radiata, ma certo i suoi proprietari sono sempre stati siciliani ed il suo centro sportivo è a Torre del Grifo, vicino Catania. Palerma, che non ha un centro sportivo e va a fare il ritiro in Austria o in Friuli, mi pare che invece appartenga al nordico Zamparini. Secondo voi una squadra il cui presidente è friuliano, che non ha centro sportivo in Sicilia e fa i ritiri al Nord, si può considerare siciliana? Non vedo altre squadre siciliane in giro oltre al Catania ed al Messina, a riprova che solo in Sicilia orientale l’imprenditoria locale è in grado di sostenere delle squadre professioniste. Il Palermo di Zamparini o il Trapani di Morace sono siciliani quanto io sono svedese…

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