Lo sfogo dell'amico su facebook: | "Saverio? Non posso crederci" - Live Sicilia

Lo sfogo dell’amico su facebook: | “Saverio? Non posso crederci”

Vincenzo Lo Nardo, uno degli amici d'infanzia si Saverio Bellante: "L'unica spiegazione che mi do è che fosse sotto l'effetto di qualche stupefacente".

il massacro di dublino
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PALERMO – “Ci conosciamo da quando siamo nati, siamo cresciuti insieme in un quartiere difficile. Nella nostra comitiva lui era quello più ‘sano’. Sempre con la testa sulle spalle: mai una lite, mai qualcosa fuori dall’ordinario”. Così Vincenzo Lo Nardo, uno degli amici d’infanzia, descrive Saverio Bellante, 34 anni, il palermitano arrestato a Dublino dopo avere massacrato a coltellate il suo padrone di casa Tom O’Gorman, al quale avrebbe tentato di strappare il cuore. Bellante prima di trasferirsi in Irlanda abitava con la sua famiglia nel quartiere popolare della Guadagna; la madre è casalinga, il padre pensionato, ha un fratello maggiore e una sorella alla quale è molto legato.

“L’unica spiegazione che mi do – conclude Lo Nardo – è che fosse sotto l’effetto di qualche stupefacente che gli abbia fatto perdere la ragione”. Lo Nardo affida anche una riflessione alla sua pagina Facebook: “E poi vieni a sapere che uno dei tuoi migliori Amici fa una pazzia…ancora piango e tremo. Non posso credere che sia stato proprio lui. Devastato. spero di svegliarmi e scoprire che era un incubo”.


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Commenti

    Almeno lì speriamo che buttino via la chiave. Almeno un pò di giustizia

    Quanto è misera questa società che affida le proprie riflessioni più intime ai quattro venti, quanto è misero il giornalismo che spia queste riflessioni dal buco della serratura.

    Una testata che si reputa seria non spia i profili facebook.

    Non la pubblicate, lo so, ne va della dignità. Vostra.

    Noi non spiamo. Facciamo cronaca. E pubblichiamo quasi tutti i commenti, anche se, per noi, non sono condivisibili. Saluti

    Orazio non ti conosco ma sei tutti noi. Il tuo post è riuscito a passare la censura, cosa che a me non succede ormai più da tempo. Ormai ho quasi smesso di scrivere.

    Sono conscio che se domani facessi una cosa di tale abominio, la prima cosa che i cronisti farebbero, sarebbe cercare in rete le mie foto o la mia storia.
    E la cosa nè mi meraviglia nè mi indispettisce più di tanto.

    Orazio…mi permetto di correggere il tuo commento.. :

    Quanto è misera questa società che affida le proprie riflessioni più intime ai quattro venti, Quanto è misero l’utente di Facebook che genera queste riflessioni da 4 soldi
    “…ancora piango e tremo. …. Devastato….. spero di svegliarmi e scoprire che era un incubo” ….. come se una persona realmente “devastata” abbia la voglia e la forza di scrivere un simile sentimento su facebook per farlo leggere e commentare da altri idioti come lui.
    Che Pena.

    Bravo Marco. Affidare la propria amarezza ad un social network è come voler affidare ai 4 venti la propria privacy. Prodotto dell’ipocrisia e della nostra inutile abitudine a “sfoggiare” il proprio ego senza ritegno…e senza nessuna intelligenza.

    Che dio lo porti nella retta via

    Quotone per Marco.

    O magari dritto in galera a vita. Sarebbe meglio, no Domenico??

    “Prodotto dell’ipocrisia e della nostra inutile abitudine a “sfoggiare” il proprio ego senza ritegno”

    Salvo poi lamentarsi se un giornalista recupera le foto rese pubbliche dai soggetti stessi…

    Spesso quelli “buoni”, che non urlano mai, che evitano sempre di litigare, che magari subiscono anche qualche angheria in silenzio, sono quelli che quando per una volta sbroccano scaricano tutta in una volta la rabbia accumulata e si trasformano in bestie.

    Sono giornalista è da sempre ho criticato questo modo, mi spiace, di fare giornalismo. Come la classica domanda fatta al genitore di una vittima. “Come sta in questo momento?”. Ma come diavolo pensate che stia una persona con un dolore enorme? Vi dovrebbe tirare in testa il microfono a tale domanda.
    Capisco che articoli come questi, che niente di più e niente di meno danno una notizia, vi facciano fare un boom di visualizzazioni. Ma questo non è giornalismo. Non lo è! E’ mai lo sarà. Scusate ma io ho avuto Enzo Biagil. Vi consiglio di dare uno sguardo alla sua di fanpage, magari da lui qualcosa lo imparerete!

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