PALERMO – “Mi è venuto il pallino, sono sceso e l’ho accoltellato”, avrebbe detto Giovanni Bruno Madonia. Usa la parola “pallino” per descrivere l’aggressione mortale nei confronti di Vito Petrigno, il commerciante di scarpe ammazzato nel rione Bonagia la settimana scorsa.
Il suo racconto per il resto è pieno di vuoti. I legali del 23enne, gli avvocati Rosa Maria Salemi e Giovanni Albanese, chiederanno una perizia psichiatrica per il loro assistito. Sono convinti che si sia trattato di un raptus sotto l’effetto pesante di droga e alcol.
“Ero sballato”, aggiunge. Madonia non racconta di liti pregresse che possano avere spinto la sua azione rabbiosa.
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Aggiunge solo che si era rifugiato a casa di un amico e quando i poliziotti sono andati a prenderlo dice di avere pensato di scappare dal balcone dell’appartamento al sesto piano. Tentativo di fuga o come non escludono i legali volontà suicida?
Il giudice per le indagini preliminari Lorenzo Chiaramonte ha convalidato l’arresto per omicidio volontario aggravato da futili motivi ancora da chiarire. È stato conferito l’incarico ai periti per l’autopsia sulla vittima.




