“La scomparsa dell’agenda rossa non può fermare la ricerca della verità”. È il messaggio lanciato da Lucia Borsellino, figlia del magistrato Paolo Borsellino, durante l’incontro organizzato nell’aula magna della Corte d’Appello di Palermo in vista del 34° anniversario della strage di via D’Amelio. All’iniziativa era presente anche il fratello Manfredi. Lucia Borsellino ha ricordato di essere stata tra gli ultimi a vedere l’agenda rossa del padre subito dopo l’attentato del 19 luglio 1992, nel quale persero la vita il magistrato e i cinque agenti della scorta, ribadendo che la sua sparizione non può trasformarsi in un ostacolo insormontabile per l’accertamento dei fatti.
Agenda rossa Borsellino, la figlia “testimone oculare”
“Sono stata una delle testimoni oculari dell’agenda rossa appartenuta a mio padre. La sua sottrazione dal luogo della strage non può fermare la ricerca della verità. Solo pensare che la sparizione di questo importantissimo reperto possa rendere impossibile la ricerca della verità rischia di far cadere nella disperazione, intesa come mancata speranza che questa storia possa essere ricomposta. Significa vanificare gli sforzi che le istituzioni sane di questo Paese hanno compiuto e stanno compiendo giorno dopo giorno. Penso a questa procura che ci ospita, penso alla procura di Caltanissetta e alla Commissione parlamentare antimafia”.
“Noi familiari non ci facciamo da parte”
Nel suo intervento, la figlia del magistrato ha ribadito il ruolo che la famiglia intende continuare a svolgere nel percorso di ricerca della verità. “Nonostante non amiamo essere soggetti pubblici in quanto suoi figli, non possiamo esimerci né intendiamo sottrarci nel pieno rispetto delle istituzioni che è il faro che ha sempre ideato l’operato di nostro padre. Non possiamo né intendiamo esimerci dal fare la nostra parte. Fare la nostra parte, anche quando la nostra voce può risultare insidiosa rispetto all’esigenza imprescrittibile, non di conoscere una verità, ma l’effettivo corso di come si è svolta questa storia maturata sia prima che dopo le stragi che hanno messo in ginocchio il nostro Paese”.
Lucia Borsellino ha poi evidenziato come restino ancora numerosi aspetti da chiarire. “Sono tanti gli elementi che mancano all’appello. Per questo motivo siamo al fianco di queste istituzioni che stanno dispiegando tutte le loro energie per riuscire a restituire alla società civile e non solo a noi familiari delle vittime innocenti di mafia, questo fondamentale contributo di conoscenza soprattutto culturale”.
Schifani: “Non possiamo abbassare la guardia”
A margine della commemorazione è intervenuto anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha ribadito la necessità di proseguire nella ricerca della verità sulla strage in cui hanno perso la vita Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. “La strage di via D’Amelio è una delle pagine più oscure della nostra storia repubblicana – ha detto – Fare piena luce è un dovere morale dello Stato. Lo dobbiamo non soltanto ai familiari delle vittime, ma anche a tutti i siciliani onesti che dopo tanti anni chiedono ancora di conoscere la verità”.
“Il sacrificio di questi servitori dello Stato resta un esempio straordinario di coraggio, di senso delle istituzioni e di amore per la nostra terra. Sono un modello che deve continuare a ispirare le nostre azioni, in particolare quelle di chi ricopre un incarico pubblico”, ha aggiunto il governatore. “Gli ultimi episodi di cronaca dimostrano che non possiamo abbassare la guardia. Ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine per il lavoro straordinario che compiono quotidianamente. Occorre proseguire con fermezza sulla strada del rigore e della legalità”, ha concluso. Al termine dell’incontro è stata inaugurata la mostra “Le rose spezzate. Speciale stragi”.
Lagalla: “Sacrificio Borsellino richiamo a impegno degli onesti”
Alla commemorazione ha partecipato anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, che ha richiamato il valore del messaggio emerso durante la giornata. “Le parole pronunciate oggi dal presidente della Corte d’Appello Antonio Balsamo ci consegnano un messaggio di straordinaria attualità: il sacrificio di Paolo Borsellino e di tutte le vittime delle stragi non appartiene soltanto alla memoria, ma continua a rappresentare un richiamo concreto a rilanciare, ogni giorno, l’impegno di tutti gli onesti. È questa la risposta più forte che le istituzioni e la società civile possono dare a chi ha tentato e continua a tentare di piegare la nostra comunità con la violenza e l’intimidazione”.
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Il primo cittadino ha quindi rivolto un pensiero alle dichirazioni della figlia di Paolo Borsellino durante la cerimonia. “Ho vissuto con profonda emozione l’intervento di Lucia Borsellino. Le sue parole, pronunciate con grande dignità e senso delle istituzioni, hanno ricordato a tutti noi che la ricerca della verità non può conoscere arresti né scoraggiamento. Il richiamo all’Agenda Rossa e alla necessità di ricostruire fino in fondo quella pagina della nostra storia è un patrimonio morale che appartiene all’intero Paese e che interpella ciascuno di noi”.
Domenica 19 luglio, in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio, il leader del M5S Giuseppe Conte sarà a Palermo per partecipare all’iniziativa “Però parlatene – Con un microfono aperto la legalità prende voce” in programma al Parco Piersanti Mattarella (Giardino Inglese).




