PALERMO – La Gesip torna a farsi sentire. Dopo quasi un mese di apparente calma, i sindacati hanno deciso di alzare la voce: l’Ugl ha inviato una nota alla Corte dei Conti e alla Procura per chiedere di verificare la corretta applicazione delle norme, mentre Cgil, Cisl e Uil hanno convocato per domani un sit-in a piazza Pretoria.
“In fase di approvazione del bilancio – scrive il segretario provinciale dell’Ugl Salvo Barone nella missiva indirizzata a Inps, due ministeri, Regione, Prefettura, Questura, Authority per la concorrenza, magistratura ordinaria e contabile – nel settembre 2013, relativo all’anno di esercizio 2012, ovvero da quando è stata richiesta la cassa in deroga, la Giunta prima e il Consiglio Comunale hanno approvato la manovra registrando un avanzo di gestione pari a 33,285 milioni di euro, cifra molto più che soddisfacente per consentire una prosecuzione a pieno regime delle attività di entrambe le società per gli ultimi quattro mesi dell’anno 2012. È evidente che sono state fatte delle scelte gestionali che hanno visto discriminati alcuni dei lavoratori dello stesso proprietario, utilizzando peraltro e addirittura non utilizzando delle risorse che sarebbero state oltre che necessarie per la prosecuzione dei servizi della Gesip. Ci si domanda come si possa richiedere lo strumento di un ammortizzatore sociale, tra l’altro in deroga, dove è stato indispensabile l’intervento di diverse parti istituzionali, se non le maggiori, quando poi potrebbe essere decaduto il presupposto giuridico, ovvero lo stato di crisi, documentato da una bilancio comunale nel quale emergono cifre addirittura di avanzo”.
“Inoltre per quanto concerne il Tfr dei lavoratori – continua la nota – ci preme sottolineare che le quote dal 2001 al 2007, prima dell’entrata in vigore delle norme attuali, non sono state accantonate, quote che determinano quasi l’80% delle perdite aziendali attuali che continuano così ad aumentare. Tutte le organizzazioni sindacali e i rappresentanti della amministrazione, il 13 gennaio, hanno sottoscritto un accordo nel quale veniva indicato il termine del 30 gennaio affinché il Comune e Italia lavoro pubblicassero un bando rivolto ai lavoratori di tutte le partecipate per una eventuale fuoriuscita volontaria (bando che non è stato ancora pubblicato); che si effettuassero dei colloqui conoscitivi da parte dell’amministrazione ai lavoratori Gesip, per essere al corrente di professionalità ulteriori, ai fini di una eventuale ricollocazione in altre partecipate (colloqui che non sono stati ancora effettuati); il sindaco di Palermo si era impegnato il 3 gennaio a convocare i rappresentanti sindacali confederali in merito ad un eventuale riordino di tutte le partecipate (convocazione che non è ancora avvenuta)”.
Domani, come detto, i sindacati confederali terranno un sit-in alle 12 a piazza Pretoria per chiedere la convocazione al sindaco. “Trovo alquanto assurdo questo silenzio da parte dell’amministrazione che secondo noi continua a brancolare nel buio sulla nostra vertenza – dice Charlie Biondolillo della Cgil – probabilmente il sindaco spera di arrivare in silenzio fino alla fine del suo mandato con il personale Gesip in cassa integrazione. A dicembre abbiamo firmato la cassa integrazione pensando intanto di mettere in sicurezza i lavoratori e per avere il tempo necessario di capire dove voleva arrivare Orlando. Noi vorremmo crederci, ma l’amministrazione purtroppo non ha saputo dimostrare di essere all’altezza fino ad oggi”. I sindacati chiedono la pubblicazione del bando per l’esodo incentivato, per cui Palazzo delle Aquile ha impegnato sei milioni di euro ma che ancora non è stato emanato.
“In questi ultimi mesi abbiamo dimostrato coerenza e correttezza nel cercare di addivenire a un positivo esito della vertenza -d ice Mario Di Fiore della Uil – dispiace sottolinearlo ma l’amministrazione , e chi la sovrintende, continua a usare pesi e misure diversi con l’aiuto e la complicita’ di chi ha altri interessi nelle altre partecipate. O forse qualcuno pensa di sfinire i lavoratori e le loro famiglie, ingannandole, o aspettando che il tutto sfoci in tragedie peraltro annunciate?”. “Noi lavoratori pretendiamo delle risposte da parte di questa amministrazione e delle certezze per il futuro di 1740 famiglie – dice Maurizio Giannotta della Cisl – non possiamo più vivere con questa miseria e chiediamo al sindaco un atto di responsabilità visto che hanno evitato il default del comune facendo pagare a noi”.

