L'ultimatum di Trump all'Iran: quando scade?

L’ultimatum di Trump all’Iran: quando scade?

Donald Trump
Le parole del presidente Usa
la guerra
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L’ultimatum di Donald Trump all’Iran, quando scade? Il presidente degli Stati Uniti ha pronunciato frasi choc: “Una intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non vorrei che ciò accadesse, ma probabilmente succederà.

L’ultimatum di Trump all’Iran

Ancora, attacchi alle linee ferroviarie, con tutti i treni da e per Mashhad, seconda città del Paese, cancellati per precauzione dopo un avvertimento israeliano che esortava i civili a non viaggiare su rotaie. Nel mirino sono finiti due ponti, a Kashan e vicino alla città santa di Qoms. Le bombe hanno investito Kharg per la seconda volta dall’inizio della guerra, che avrebbero colpito solo obiettivi militari e non la logistica dell’export del petrolio.

Benyamin Netanyahu, commentando gli ultimi attacchi, ha riferito che i ponti e le ferrovie erano utilizzati dalle Guardie Rivoluzionare “per trasportare materie prime per armi, armamenti e i loro operativi che attaccano noi, gli Stati Uniti e altri Paesi della regione”. Non c’è stata nessuna azione mirata contro la popolazione, ha puntualizzato, come a voler confermare che si è trattato di un ultimo avvertimento ai mullah prima di “scatenare l’inferno” evocato dal Trump, ossia la distruzione della rete di approvvigionamento energetico dell’Iran.

Quando scade

Il presidente americano, mentre le lancette del countdown continuavano a correre, è arrivato ad immaginare la distruzione di “un’intera civiltà”. Ma nel consueto lessico che alterna brutalità e messaggi concilianti il tycoon ha lasciato aperto uno spiraglio: “Ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale – in cui prevalgono menti diverse, più acute e meno radicalizzate – forse potrebbe accadere qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario”. L’ultimatum scadrà alle ore 20 americane, ovvero alle 2 di mercoledì 8 aprile

In effetti la diplomazia, anche in questa fase critica, non si è interrotta. JD Vance ha detto che si sarebbero tenuti “molti negoziati” prima della scadenza dell’ultimatum e fonti pakistane hanno confermato il “duro lavoro” della leadership di Islamabad per ottenere una “svolta”. Gli stessi media statali di Teheran, dando conto di un’interruzione dei messaggi diretti con Washington, hanno fatto sapere che i contatti indiretti sono proseguiti. Infine, fonti americane e israeliane interpellate da Axios, pur restando scettiche sulla possibilità di un’intesa al fotofinish, hanno parlato di “molti progressi fatti nelle ultime 24 ore”. Senza escludere anche la possibilità di un ulteriore proroga. Indiscrezioni che hanno portato ad un calo del prezzo del petrolio sui mercati.

Nel caso di un fallimento della trattativa il ricorso degli Usa alla bomba atomica sarebbe comunque scongiurato. La Casa Bianca lo ha detto pubblicamente, per correggere le interpretazioni alle ultime dichiarazioni di Vance. Il vicepresidente, parlando da Budapest al fianco di Orban, aveva parlato di “strumenti non ancora utilizzati che il presidente può e deciderà di usare se l’Iran non cambia condotta”. La stessa Casa Bianca non si è potuta invece sbilanciare sulle prossime decisioni dell’amministrazione riguardo agli sviluppi del conflitto: Trump, è stata l’ammissione, è “l’unico” a sapere cosa fare.  


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