PALERMO – Lo scorso ottobre aveva compiuto 84 anni. Cinquantotto dei quali trascorsi indossando la toga. È morto Alessandro Bonsignore, uno dei più noti avvocati penalisti del foro di Palermo. Si è spento lentamente negli ultimi mesi, dopo una lunga malattia. Personaggio austero e burbero a primo acchito. In realtà la sua era solo schiettezza. Diceva, sempre e comunque, ciò che riteneva necessario sottolineare. Negli anni si ricordano le sue battaglie contro il regime del 41 bis e per l’affermazione del principio dell’uso personale delle droghe, quando ancora per i consumatori erano previste stangate giudiziarie come per gli spacciatori. Bonsignore era uno che non si tirava indietro nemmeno quando c’era vestire gli scomodi panni di avvocato di parte civile per i familiari di Lima al maxiprocesso a Cosa nostra. Fu anche consigliere comunale del Partito socialista a Palermo e si ricorda quando, per protestare contro la città sporca, scese in strada armato di scopa.
Lo scorso ottobre aveva compiuto 84 anni. Cinquantotto dei quali trascorsi indossando la toga.
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