PALERMO – Approvata ieri in Prima commissione all’Assemblea regionale, la legge voto presentata dal parlamentare di Articolo 4 Lino Leanza, che intende autorizzare l’istituzione dei casinò a Taormina e Palermo, dovrebbe arrivare presto a Sala d’Ercole. Una legge che – se approvata – verrà poi sottoposta al parlamento nazionale, poiché la Regione siciliana non può legiferare in materia di sicurezza, argomento che fa capo, invece, al ministero degli Interni. Autorizzare il gioco d’azzardo, infatti, è proprio un tema di sicurezza nazionale.
Ma i casinò, come si può leggere anche nella relazione introduttiva al testo del ddl, sono anche “fonti di promozione e richiamo turistico”. E d’altro canto la legge italiana non li vieta, anzi: ce ne sono già quattro in Italia, a Saint Vincent, Sanremo, Campione d’Italia e Venezia. Quattro eccezioni che rischiano di rendere “una grave e ingiustificata limitazione” l’impossibilità per alcune regioni europee “di dotarsi di infrastrutture di richiamo turistico”. Tanto più se – prosegue la relazione – “in ulteriore contrasto con i principi costituzionali, in alcune regioni tali infrastrutture sono previste, disciplinate da leggi e provvedimenti amministrativi, anche regolamentari, e in altre regioni sono vietate anche quando queste sono, come nel caso della Sicilia, quelle interessate ad aiuti comunitari preordinati al superamento di condizioni di squilibrio nello sviluppo”.
Il disegno di legge è costituito da due articoli. Il primo stabilisce che ad autorizzare l’apertura della casa da gioco sarà il presidente della Regione con l’emanazione di un decreto, volto anche a ridurre il fenomeno del gioco d’azzardo non autorizzato, e che lo stesso governatore sarà garanzia della tutela del mantenimento dell’ordine pubblico. Il secondo, invece, prevede che proprio tra la Regione e i comuni nei quali saranno aperti i casinò venga disposta una convezione in virtù della quale verrà stabilito l’affidamento della gestione delle case da gioco attraverso un bando pubblico. La Regione stessa e i comuni del comprensorio, poi, avranno anche delle quote o comunque saranno previste forme di partecipazione. La norma è passata ieri in commissione Affari Istituzionali con un emendamento presentato dal presidente Antonello Cracolici (Pd) che la estende anche al capoluogo siciliano. Il testo di Leanza, infatti, prevedeva che il casinò venisse istituito solo a Taormina, ma con l’approvazione dell’emendamento del presidente della commissione sarà autorizzata anche l’apertura di una casa da gioco a Palermo. E un emendamento in tal senso era stato presentato anche dal vicepresidente della commissione Vincenzo Figuccia (Pds), ma è decaduto insieme con le altre proposte di modifica presentate. Adesso la conferenza dei capigruppo dovrà calendarizzarlo per l’aula e infine – se approvato – il testo finirà sui tavoli romani del Parlamento nazionale.

