Ma perché non si può | criticare un magistrato?

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Il caso Ciancimino
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1 min di lettura

Come avevamo previsto – e come era facilmente prevedibile – Massimo Ciancimino ha spaccato l’antimafia culturale e giuridica fino al midollo. La crepa serpeggia all’interno della magistratura, nonostante gli annunci di pace piovuti troppo in fretta. Un magistrato ha chiesto chiarezza sul caso noto alla cronaca, ed è stato rimbeccato da altri magistrati che l’hanno accusato aspramente. Il capo d’imputazione? Con questi attacchi, si isola Ingroia.
Sono reazioni che contribuiscono alla perdita di credibilità della magistratura, come istituzione, e la dipingono alla stregua di una casta di privilegiati, cui non è possibile lambire la toga nemmeno con un dubbio.

Come sempre bisogna distinguere. E’ giusto respingere la violenza mediatica di chi – su giornali storicamente ostili ai giudici e perfino nella tv pubblica – sputa fuoco e fiamme contro la Procura di Palermo. Il caso Ciancimino è un pasticcio, d’accordo. Tuttavia, l’eccesso verbale, con il sospetto che sia interessato, va proprio in controsenso, rispetto al bisogno di nitore che è logico e urgente. Tanto per non fare nomi, quando si atteggia a Hulk furibondo sulla televisione di Stato, Giuliano Ferrara offre un pessimo servigio alla verità, dissipando serenità e pacatezza che le sono propedeutiche. E’ lecito esprimere, sulla vicenda, critiche profonde e motivate. Le urla non aiutano mai. Ma forse la verità è l’ultimo dei crucci del direttore del Foglio.

Altrettanta miopia intellettuale dimostrano coloro che stanno con i giudici a prescindere, considerandoli infallibili. Né è segno d’equilibrio complessivo derubricare alla voce “assalto” una semplice richiesta di chiarezza che proviene dalla stessa magistratura. La storia di Massimo Ciancimino è sotto gli occhi di tutti e pretende risposte precise. Sarebbe perfino comico parlare di sobrietà e riservatazza adesso, soltanto perché l’ex fulgido esempio di una certa antimafia militante è incappato nella tela da lui stesso fabbricata.

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