“Ho letto e sentito che Multiservizi assumerà più di 120 persone. La verità è un’altra: verranno licenziati tutti i lavoratori”. Il commissario straordinario della società Multiservizi Anna Rosa Corsello sceglie un tono forte, deciso, ma allo stesso tempo sereno. Il tono di chi, oggi, sa di essere uno dei burocrati regionali maggiormente considerati dal governo (è stata appena nominata dirigente generale del dipartimento Lavoro ed è commissario straordinario del Consorzio autostrade siciliane).
Nessuna assunzione quindi, in Multiservizi, anzi, è il licenziamento oggi l’ipotesi più probabile per i dipendenti della società partecipata, messa in liquidazione in seguito al progetto di riordino delle aziende a maggiore o totale partecipazione regionale. Ed è proprio la liquidazione a sancire una sorta di “spartiacque”: “La questione – spiega Anna Rosa Corsello – in fondo è semplice: la legge prevede, per gli enti in liquidazione, il licenziamento di tutti i dipendenti e la messa in mobilità. E io, ovviamente, mi dovrò attenere alla legge”.
Eppure, nelle ultime ore erano circolate voci che andavano in senso totalmente opposto: altro che 122 assunti, oggi si parlava di oltre 250 lavoratori da stabilizzare. Lavoratori che hanno aperto un contenzioso con la società per farsi riconoscere l’assunzione in seguito a una serie di rapporti di lavoro a tempo determinato. E il tribunale di Palermo e Agrigento ha anche già dato ragione ad alcuni di loro. “Certo, ma la sentenza – precisa la Corsello – è stata emessa in un momento completamente diverso. Un periodo, cioè, in cui l’ente era ancora ‘sano’. Forse non si è capito che oggi l’ente è in liquidazione. È cambiato tutto”.
È cambiato tutto. Quelle sentenze, secondo il commissario, non possono trovare applicazione, almeno nell’immediato: “Io – spiega – sono il commissario liquidatore. E sono qui per sciogliere la società, non certo per fare assunzioni”. Assunzioni che “comporterebbero, tra l’altro, – aggiunge – la violazione del blocco al 2008 voluto dalla Regione”.
I lavoratori, però, pretendono quella stabilizzazione, sancita da un giudice: “Io intanto dovrò licenziare tutti – aggiunge la Corsello – poi, evidentemente, si potrà ridiscutere la questione con la nuova società nella quale andrà a confluire Multiservizi insieme a Biosphera”. Una fusione che, in base allo schemo di riordino, dovrebbe portare circa 950 dipendenti di Multiservizi dentro una nuova “maxi-partecipata” da oltre 2100 lavoratori.
Ma il commissario non si limiterà ad accompagnare la liquidazione dell’ente: “Chiederò – annuncia – che siano avviate le procedure per il giudizio di responsabilità”. Insomma, è il momento anche di vederci chiaro, perché “è giusto che si faccia così – spiega la Corsello – e anche perché potrei persino essere chiamata io a rispondere di fatti che riguardano il passato”.
E le responsabilità da verificare riguarderanno ovviamente la modalità di sottoscrizione di quei contratti al centro della querelle giudiziario-amministrativa: “L’assunzione attraverso un’agenzia di somministrazione – precisa il commissario – è una cosa prevista dalle norme. Ma la legge Biagi consente di rendere inoppugnabili quei contratti attraverso la cosiddetta ‘certificazione del lavoro’. Cosa che in questo caso non è stata fatta”. Da qui, i ricorsi andati a buon fine dei lavoratori. Ma questo non significa che ciò si tradurrà nelle assunzioni: “Assolutamente no. Si è fatto riferimento – puntualizza Anna Rosa Corsello – alla mia relazione consegnata in commissione Bilancio all’Ars. Ma quello – aggiunge – era solo un documento nel quale si affronta la situazione da un punto di vista giuridico. Lì non c’era mica scritto quello che farò”.
Ma quello che farà il commissario, adesso è chiaro: “Me lo impone la legge. Dovrò licenziare. Ma sarà importante anche verificare le responsabilità in questa vicenda”. Responsabilità che verranno contestate “agli amministratori della società, certamente, ma potrebbero anche essere coinvolti dei dirigenti. E risponderanno, ovviamente, dal punto di vista patrimoniale”.
Una cosa, per il commissario Corsello, è certa: “La Regione ha deciso il blocco delle assunzioni. E il riordino delle partecipate è nato proprio col fine di contenere i costi. Un numero di assunzioni come quello di cui si è parlato – conclude – ha un costo che la Regione oggi non è in grado di sostenere”.

