(R.P.) Maurizio Zamparini vuole vendere Pastore e guadagnare un po’ di milioni. La circostanza ci appare nitida come un’alba d’estate. Che raggiunga lo scopo è un altro discorso. Ma perché non dirlo chiaramente? Il presidente rosanero è sincero a spizzichi e bocconi, nel senso che parla col cuore in mano di tutto lo scibile conosciuto. Non sempre è manifesto nelle sue reali intenzioni circa le sorti del Palermo. Sul gioellino rosanero, per esempio, è stato altalenante. Capiamo che esistono esigenze di marketing. Capiamo che il mondo del pallone è una selva di lupi o aspiranti tali. Capiamo la necessità dell’astuzia e del sotterfugio. Tuttavia, l’intenzione del patron rosanero sul destino di Javier è, appunto, solare anche per l’interessato. Tutti hanno compreso tutto. Aspettare di cederlo e alzare il prezzo, sperando che si scateni un’asta tra i ricconi. Non ci pare che la furbata stavolta abbia funzionato appieno.
Cinquanta milioni per Pastore ci sembrano francamente troppi. Certo, il desiderio di dismetterlo è legittimo e fa parte della filosofia imprenditoriale di Maurizio Zamparini. Il Palermo sarà una gallina dalle uova d’oro, in grado di autofinanziarsi, finché gli riuscirà il giochetto di comprare per poco e rivendere per tanto, mantenendo un livello di competitività discreto. Oltretutto, i nuovi arrivati non sono affatto da buttare. Pioli è un ottimo tecnico, Cetto e Mantovani registreranno la difesa con più successo del passato. E’ giusto che Zamparini guadagni dalla sua scommessa rosanero. Ma se vuole dare via Pastore, caro presidente, perché non dirlo con sincerità, cominciando dai tifosi?

