ROMA – Nel quarantunesimo anniversario dell’uccisione del commissario della Polizia di Stato Beppe Montana, l’Associazione nazionale funzionari di polizia rende omaggio alla memoria “di uno dei più straordinari investigatori impegnati nella lotta a Cosa Nostra”.
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“Beppe Montana – spiega Enzo Letizia, segretario dell’Anfp – non viene ricordato soltanto per il sacrificio estremo che lo rese uno dei simboli della lotta alla mafia, ma anche per il suo modo di vivere la professione di poliziotto. Era un investigatore animato da una passione fuori dal comune, capace di dedicare tempo alle indagini anche oltre il normale orario di servizio, arrivando a utilizzare perfino la propria automobile per gli appostamenti, perché riteneva che la ricerca della verità e della giustizia non potesse essere scandita dall’orologio. La sua dedizione, il suo intuito investigativo e la capacità di guidare con l’esempio i colleghi rappresentano ancora oggi un patrimonio di valori per tutta la Polizia di Stato”.
“La mafia – prosegue Letizia – lo scelse come bersaglio proprio perché aveva dimostrato di essere un investigatore tenace ed efficace, determinato a colpire i vertici dell’organizzazione criminale. Ricordare Beppe Montana significa riaffermare il valore di una Polizia di Stato composta da donne e uomini che, con professionalità, coraggio e spirito di servizio, mettono quotidianamente le proprie competenze al servizio della collettività, spesso ben oltre quanto formalmente richiesto”.




