Palermo, agenzie di scommesse: "Un'unica società" della mafia

Tante agenzie di scommesse, “un’unica società”: gli uomini d’oro della mafia

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Le manovre di Cosa nostra nel rione Acquasanta di Palermo

PALERMO – Ogni mandamento mafioso riempie la cassaforte con i soldi delle scommesse. È il business più importante assieme allo spaccio di droga. Una delle ultime inchieste della Direzione distrettuale antimafia si concentra sulla famiglia dell’Acquasanta. Lo scorso giugno, fra gli altri, è stato arrestato l’ergastolano Raffaele Galatolo che guidava gli affari sfruttando i permessi premio.

Il racconto del pentito

Per diverso tempo ad occuparsi della raccolta delle scommesse, come ha ricostruito il capomafia pentito Giovanni Ferrante, è stato Giulio Biondo: Per anni fece l’autista a mio zio Stefano Fontana, non è formalmente uomo d’onore ma è come se lo fosse. È stato da sempre vicino ai Fontana e ai Galatolo. Biondo si occupava di macchinette e scommesse on-line, le agenzie di scommesse dalla nostra zona potevano essere aperte solo previa autorizzazione dei Fontana. Successivamente le pratiche amministrative venivano di sbrigate dallo stesso Giulio Biondo. Una volta al mese venivano quantificati i guadagni e venivano portati a Milano ai Fontana o per il tramite dello stesso Giovanni o per il tramite del Passarello. Le somme guadagnate dai Fontana in questo settore ammontavano a circa 30.000 al mese, mentre 20.000 al mese spettavano al Biondo”.

Le agenzie raccolgono le scommesse. Una parte delle giocate confluisce nelle piattaforme autorizzate dallo Stato, un’altra viene scaricati su siti illegali per lo più esteri.

Chi ha preso il comando

Finito nei guai giudiziari Biondo, la gestione del business sarebbe passata nelle mani di Davide Matassa, dei cugini omonimi Angelo Galatolo, uno sopranominato “Nascone” e l’altro “Angelino”, e di Paolo Manno.

La partita si giocò sugli equilibri interni alla famiglia mafiosa. I primi due rivendicavano un ruolo di primo piano con l’avvio di una collaborazione con esponenti di altre famiglie mafiose (fornitori dei siti di scommesse illegali) come i fratelli Marino di Borgo Vecchio.

“Nascone” si faceva forte del fatto che raccoglieva le scommesse da sempre, anche quando a comandare erano i fratelli Fontana: “… ave 28 anni che faccio giocare ai cristiani… non I’ha mai saputo nessuno… ora ave 8 mesi e lo sa pure Gesù Cristo… pure quando c’erano quei cornuti noialtri giocavamo o ti pare che abbiamo bisogno di andare a passare il permesso manco a Gesù Cristo”.

Manno e l’altro Galatolo, invece, avevano dalla loro parte il capomafia Raffaele Galatolo.

C’era qualcuno più intraprendente degli altri. Fino al 2023 i fratelli Marino, “Nascone” e Matassa avrebbero gestito l’agenzia “Bar dello Sport” di via Montalbo, ormai chiusa. “L’agenzia che sta aprendo è anche la nostra, uno per uno, uno per tutti”, diceva Angelo Galatolo.

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“Un’unica società”

A partire dal 2021 all’Acquasanta pensarono di aprire “un’unica società”. Dietro ci sarebbe la regia di Raffaele Galatolo a giudicare dalle parole di “Nascone” sul cugino omonimo: “Oh ci è voluto entrare
per suverchiaria di prepotenza
e suo padre li ha fatti entrare di suverchiaria e di prepotenza”.

Nello stesso anno Matassa raccontava a “Nascone” che aveva affidato “8 agenzie” al figlio di Raffaele Galatolo, ed Angelino gli aveva fatto notare che tra esse mancava l’agenzia di “Sandro”. Matassa aveva risposto “io qualcuna me la devo tenere per recuperare, non è che te le posso dare tutte?! te ne ho date 8”. Ed è sulla rete di agenzie che si concentra il lavoro dei finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria.


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