PALERMO – Il killer ergastolano Raffaele Galatolo, uno degli strangolatori dei nemici di Totò Riina, convocati nello scannatoio bei boss in vicolo Pipitone all’Acquasanta, nelle scorse settimane è stato coinvolto in un nuovo blitz.
I permessi premio al boss dello scannatoio
Negli anni ha goduto di alcuni permessi premio. Nel carcere di Secondigliano il settantacinquenne boss era stato ritenuto un detenuto modello, tanto da meritarsi “licenze straordinarie” concesse dal tribunale di sorveglianza di Napoli.
Il 18 settembre 2019 Giovanni Ferrante, che dell’Acquasanta era diventato il capomafia e oggi è collaboratore di giustizia, fu contattato da Liborio Sciacca, anche lui con una condanna per mafia alle spalle. Una donna cercava Ferrante per parlargli. La Procura di Palermo e i finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria l’hanno identificata in Giovanna Fontana, la figlia di Gaetano e Giovanna Galatolo, sorella degli omonimi boss. “Trepizzi” è il suo soprannome.
La donna e l’avvertimento
Ferrante era consapevole che la donna lo stava cercando per il discorso “dell’altra parte”. L’incontro ci fu è Ferrante fece il resoconto a Sciacca. L’ordine era stato perentorio: “… si deve fare i fatti suoi, non si deve mischiare in niente”.
“Andai a cercarlo e mi portai una pistola sotto il bomber – ha messo a verbale Ferrante – quel giorno era molto agitato e sudato, aveva le braccia conserte. Quindi ho capito che aveva una pistola. Aveva toni minacciosi io mi rifiutai. E se si fosse mosso, l’avrei ammazzato in quell’occasione“.
In una successiva conversazione del marzo 2020 Giovanni Ferrante spiegò allo zio Giuseppe Teresi che aveva deciso di fare un passo indietro per dedicarsi totalmente alla vendita di frutta e verdura. Ormai era fuori dai giochi. Anche lo zio sapeva che Raffaele Galatolo scendeva con regolarità a Palermo e “deve prendersi tutto in mano lui”.
“Buono fa… basta che mi lascia bello tranquillo lui può fare quello che vuole perché appena tocca a me abbusca”, diceva Ferrante che per gli investigatori è diventato un collaboratore di giustizia attendibile.

