La mafia e la scatola di biscotti | Il presunto boss torna libero

La mafia e la scatola di biscotti | Il presunto boss torna libero

Giuseppe Greco e Salvatore Profeta

La Cassazione ha stabilito che fare parte di Cosa nostra non è uno status.

PALERMO – Torna libero un anno e mezzo dopo l’arresto. Salvatore Lo Iacono è accusato di avere fatto parte della famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù al fianco di vecchi e nuovi boss.

Il Tribunale del Riesame, però, lo ha scarcerato dopo che la Cassazione ha accolto il ricorso dell’avvocato Luigi Miceli, annullando con rinvio una precedente decisione che l’aveva tenuto agli arresti. Torna libero in base a un principio di diritto sollevato dal legale e accolto dai supremi giudici.

La partecipazione a Cosa nostra non è uno “status”, bisogna verificare in “quali forme concrete si sia estrinsecato” il ruolo dell’indagato a vantaggio dell’organizzazione.

Nel caso di Lo Iacono, nel corso delle indagini, è venuta meno una vicenda decisiva. Gli inquirenti, infatti, lo indicavano fra i presenti, il 10 settembre 2015, al vertice convocato in un ristorante per le eleggere i nuovi rappresentanti del mandamento mafioso. C’era soprattutto Giuseppe Greco, considerato il capomafia di Santa Maria di Gesù, che di Lo Iacono è cognato. Altro punto a favore della difesa: alla luce della parentela era normale che Greco e Lo Iacono si fossero incontrati più volte. Tutti incontri filmati, ma non registrati dagli investigatori. Dunque non c’è la prova che avessero parlato di vicende mafiose. Le uniche intercettazioni in cui saltava fuori il nome di Lo Iacono erano quelle in cui altre persone criticavano la sua “inerzia” nell’affrontare i problemi. La Cassazione ha precisato che non basta la considerazione che di lui avevano gli altri presunti affiliati per arrestarlo con l’accusa di mafia, ma bisogna capire il “suo contributo fattivo”.

Contributo fattivo che secondo l’avvocato Miceli, non c’è stato. Come non ci sono stati contatti con altri mafiosi. Anzi, uno è stato registrato ma riguarda l’invio di una scatola di biscotti ad un detenuto.


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