Mafia: esposto di Natoli alla Commissione vigilanza radiotelevisiva

Mafia: esposto di Natoli alla Commissione vigilanza radiotelevisiva

L'ex presidente della Corte d'appello di Palermo
LA DENUNCIA
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PALERMO – L’ex presidente della Corte d’appello di Palermo, Gioacchino Natoli, ha trasmesso ieri un esposto alla Commissione parlamentare per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, a seguito della trasmissione “Far West” andata in onda il 27 novembre scorso, nel corso della quale “è stata lanciata l’accusa gravissima alla mia onorabilità di avere indebitamente archiviato un procedimento penale contro i fratelli Buscemi e di avere poi disposto la smagnetizzazione delle bobine delle intercettazioni telefoniche”, dice Natoli in un comunicato.

“Non sono stato interpellato”

“Nell’esposto – aggiunge – ho rappresentato che il conduttore Sottile ha omesso di informare il pubblico televisivo che le bobine in realtà non sono state mai smagnetizzate, rimanendo negli archivi della Procura della Repubblica di Palermo, come era stato pubblicato nei giorni precedenti dalla stampa. Ha omesso di interpellarmi prima della messa in onda per consentirmi di fornire la mia versione sui fatti. Ha omesso di fare alcun cenno nella successiva trasmissione del 4 dicembre a una mia richiesta di rettifica inviata il 2 dicembre, attraverso il mio legale di fiducia, che sulla base di inoppugnabile documentazione acquisita smentiva radicalmente le predette insinuazioni gravemente diffamatorie nei miei confronti”.

“Solo insinuazioni”

“Solo in data odierna, dopo che il quotidiano nazionale ‘il Fatto Quotidiano’ ha pubblicato una mia intervista, nella quale ho potuto finalmente fornire e documentare la versione dei fatti che smentisce le predette insinuazioni, e dopo che ho rilasciato una intervista al Tg3 della Rai, mi è stata proposta dai curatori della trasmissione Far West – aggiunge Natoli – una intervista da mandare in onda nella puntata dell’11 dicembre. Tenuto conto del comportamento sin qui tenuto nei miei confronti, indicativo di un atteggiamento prevenuto, ho rappresentato che sono disponibile a rilasciare l’intervista solo a condizione che mi venga messa a disposizione la registrazione integrale della stessa, in modo che in caso di tagli impropri io possa renderla pubblica nella sua interezza. Condizione che è stata accettata dai curatori”.


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