Mafia, la rivelazione choc: "Atto intimidatorio a Trantino" - Live Sicilia

Mafia, la rivelazione choc: “Atto intimidatorio a Trantino”

Lo avrebbe progettato il boss Santo Alleruzzo nel 1997. Il racconto di un pentito nelle carte del blitz Sotto Scacco
MAFIA, IL RETROSCENA
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CATANIA – Nel 1997 il boss Santo Alleruzzo avrebbe progettato un atto intimidatorio nei confronti dell’avvocato Enzo Trantino. Il killer non avrebbe gradito la sentenza di conferma all’ergastolo e per questo avrebbe voluto mostrare la sua rabbia al penalista. Un piano che emerge dagli atti dell’inchiesta Sotto Scacco.  Nelle oltre 2500 pagine dell’ordinanza firmata dalla gip Maria Ivana Cardillo sono finiti i verbali di diversi pentiti. E tra questi c’è Orazio Farina che nel 2017 racconta il piano del killer paternese.

Il collaboratore è quello che ha dato una svolta al secondo troncone d’indagine in merito all’omicidio di Turi Leanza, ammazzato sotto casa nel 2014. Farina ha raccontato di aver ucciso, anche minorenne per conto del “clan Alleruzzo – Assinnata”. Qualche anno fa è arrivata la paura. “Turi Assinnata e i suoi uomini è emerso nell’inchiesta Padrini che voleva uccidermi e temo che anche oggi ci possa essere la stessa volontà”, dice in sintesi il pentito al pm. 

Quando i magistrati gli mostrano la foto di Santo Alleruzzo, Farina è preciso: “Santo Alleruzzo detto la vipera negli ultimi anni viene spesso a Paternò in permesso premio e durante tali soggiorni incontra esponenti del clan Morabito per mantenere la pace, e poi incontra Alessandro (Alleruzzo, ndr) e gli altri del gruppo dando direttive”. 

Quando rilegge il verbale, il pentito pesca dalla sua memoria un piano inquietante. “Nel 1997 ricordo che ero detenuto con Santo Alleruzzo e dopo che fu condannato all’ergastolo ricordo che ci disse che appena uscivamo dovevamo fare un atto intimidatorio contro l’avvocato Trantino, che era anche un politico, per indurlo a fare qualcosa per evitargli l’ergastolo”, racconta Farina. Ma perché questo progetto così eclatante? “Santo Alleruzzo era arrabbiato con l’avvocato Trantino perchè gli avevano confermato l’ergastolo”.

Fortunatamente il piano, che sarebbe stato nella testa del boss secondo le esternazioni del pentito, non è mai stato concretizzato. Ma questo stralcio del verbale inquieta lo stesso. Ci fa ripiombare negli anni 90 quando i boss catanesi erano davvero pronti a tutto. Anche a colpire innocenti “solo per rabbia”. Non dimentichiamo la ferocia della mafia. Che esiste ancora. In un’altra veste. Magari meno violenta, ma sicuramente più subdola. 


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