L'architetto aiutò Messina Denaro: sequestro da 500 mila euro

L’architetto “pedina” di Messina Denaro: sequestrati casa, auto e soldi

architetto Messina Denaro
La carta di identità usata da Messina Denaro
"Tradito" anche dai bolli non pagati

Casa, macchina, conto corrente e polizze assicurative: valgono 500 mila euro i beni sequestrati all’architetto Massimo Gentile, “pedina” della rete di protezione di Matteo Messina Denaro.

Il sequestro. disposto dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani. si basa sulle indagini dei carabinieri del Ros, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo.

“Abituale e qualificata pericolosità sociale”

I carabinieri hanno lavorato fra Milano, Brescia e Roma. Sul conto di Gentile gli investigatori scrivono: “Abituale e qualificata pericolosità sociale” e “marcata e costante sperequazione tra i redditi dichiarati e l’effettivo tenore di vita del nucleo familiare di Gentile”.

Condannato per mafia

L’anno scorso l’architetto è stato condannato in primo grado a 10 anni per associazione mafiosa. Quando lo hanno arrestato era responsabile dei procedimenti del servizio Lavori pubblici del Comune di Limbiate in provincia di Monza-Brianza. Avrebbe messo a disposizione del latitante la sua identità, coprendolo nel tempo.

Messina Denaro nel 2014 ha usato la carta d’identità di Gentile con una sua foto per comprare una Fiat 500 e nel 2008, una moto Bmw.L’architetto ha negato di esserne a conoscenza. I pubblici ministeri hanno trovato le cartelle esattoriali che gli sono state notificate per i bolli non pagati.

Poi si è difeso ipotizzando che l’operaio comunale Andrea Bonafede, pure lui finito nei guai giudiziari, possa avergli rubato il documento quando ha lavorato per la sua azienda agricola.

L’architetto e il documento di Messina Denaro

L’11 novembre del 2014 Messina Denaro acquistò la macchina con mille euro in contanti e un assegno circolare da 9 mila euro. Lo ritirò in una filiale dell’Unicredit di corso Calatafimi, a Palermo. Allo sportello disse che la somma era il provento di “attività di vendita al dettaglio di capi di abbigliamento”.

L’architetto fa parte del circuito familiare a cui Messina Denaro si è appoggiato. Massimo Gentile è cugino di Salvatore Gentile (il marito ergastolano della maestra Laura Bonafede) e di Bonafede l’operaio che di lui parlò in un verbale.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI