PALERMO- In Sicilia la carenza di infermieri aumenta del 35% il rischio di mortalità dei pazienti. Vanno sbloccati subito i concorsi nella Sanità. Nell’Isola vi sono almeno 5 mila infermieri che attendono lo sblocco dei concorsi, mentre gli altri 15 mila già in servizio confidano al più presto nell’arrivo dei rinforzi. I dati sono del sindacato autonomo delle professioni infermieristiche Nursind che, per sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica sulla necessità di accelerare l’iter per i concorsi, ha organizzato per domani a Palermo una manifestazione di protesta con inizio alle 11 all’angolo tra le vie Ruggero Settimo e Generale Magliocco. Il sindacato riporta i dati emersi da un recente studio realizzato dall’Università di Genova assieme a docenti italiani della Pennysylvania University la carenza di infermieri negli ospedali aumenta il rischio di infezioni e mortalità dei pazienti: se il rapporto ottimale è di un infermiere ogni sei pazienti, per ogni paziente in più i rischi di complicanze aumentano del 7%. In Sicilia c’è n’é uno ogni 11 pazienti. “Basta attese e proclami – dice il coordinatore regionale del Nursind Francesco Frittitta – bisogna subito sbloccare i concorsi nella Sanità. La Regione proceda col via libera alle aziende sanitarie che hanno i soldi e le dotazioni organiche approvate”. In una relazione illustrata ieri in commissione Sanità all’Ars alla presenza del responsabile di Catania Salvatore Vaccaro il Nursind ha lanciato l’allarme sulla “continua diminuzione degli infermieri nelle unità operative a elevata assistenza e nelle Terapie intensive”, aggiungendo di aver “osservato una progressiva riduzione di personale infermieristico anche nei pronto soccorso, nei reparti di Rianimazione e in quelli di Terapia intensiva neonatale”. Per il sindacato “è prevedibile nel breve e medio periodo l’aumento della mortalità legata alle infezioni ospedaliere o per le mancate pratiche d’assistenza determinate proprio dalla riduzione del personale infermieristico. (ANSA)
Sono cinquemila gli infermieri che attendono lo sblocco dei concorsi.
Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

