"Mani pulite, un'occasione perduta | Ingroia: non sono d'accordo col Csm" - Live Sicilia

“Mani pulite, un’occasione perduta | Ingroia: non sono d’accordo col Csm”

Intervista a Piergiorgio Morosini
di
7 Commenti Condividi

Mani pulite compie vent’anni. Abbiamo fatto il punto con Piergiorgio Morosini, gip di Palermo e segretario generale  di Magistratura Democratica.

Sono trascorsi vent’anni da quando prese il via “Mani pulite”. Facendo un bilancio di questi anni, cos’è cambiato?
“Mani Pulite è stata un’occasione perduta. Ci si aspettava una grande rivoluzione negli atteggiamenti degli amministratori pubblici e si pensava che potessero diventare dei comportamenti virtuosi. E invece abbiamo assistito ad un fenomeno di controtendenza rispetto alla lotta alla corruzione. Il fenomeno è cresciuto nel nostro paese e ha causato diverse perdite, come per esempio la riduzione degli investimenti stranieri in Italia. Inoltre, ha anche favorito lo svuluppo di società non meritocratiche”.

Qual è la situazione in Italia?
“Molto grave. I dati della Corte dei Conti sono sconfortanti se pensiamo che il fenomeno della corruzione ci costa circa 50-60 miliardi di euro all’anno e incide di 1/3 sul gettito Irpef. La nostra legislazione, tra l’altro, ha contribuito a far crescere questo fenomeno. Ha favorito la costituzione di comitati d’affari che intercettano denaro pubblico in maniera illegale. Non c’è mai stata una riforma della pubblica amministrazione per renderla trasparente. In questo senso è stato inutile il reato d’ufficio o le riforme sul falso in bilancio e sull’evasione fiscale”.

In questi vent’anni, è cambiato qualcosa all’interno dei partiti o no?
“I partiti politici devono costruire al loro interno un contesto in cui chi sbaglia paga. Non esiste ancora una responsabilità politica. In questo i partiti sono ancora indietro. Nel 2007 la Commissione parlamentare antimafia ha approvato un codice deontologico per i politici. Secondo questo codice, approvato all’unanimità, in caso di rinvio a giudizio per reati di varia natura, quella persona non avrebbe potuto partecipare alla prossima tornata elettorale. Nel 2008 si sono tenute le amministrative in diversi comuni e il codice deontologico approvato l’anno prima è stato violato in 107 casi da candidati di diverse liste. La politica ancora non ha la capacità di fare pulizia. Per avere un vero cambiamento all’interno dei partiti politici, bisognerebbe spingere ad un rinnovo della classe dirigente, trovare un nuovo modo di fare politica e recuperare un valore fondamentale come quello dell’etica pubblica”.

Cosa si può fare ancora per combattere il fenomeno della corruzione?
“Prima di tutto bisogna tradurre in legge ordinaria la convenzione di Strasburgo del 1999 in materia di corruzione mai ratificata dal Parlamento italiano. Poi bisognerebbe prendere in considerazione la possibilità di usare agenti provocatori per scoprire reati di corruzione. Per combattere il fenomeno si potrebbe anche pensare a strumenti legislativi sui collaboratori di giustizia che ad oggi sono previsti solo per combattere il fenomeno mafioso. In ultima analisi, bisognerebbe procedere all’individuazione di una figura di reato per “traffico di influenze”, che favorisce continuamente scambi di favori”.

Parlando del caso Ingroia, cosa ne pensa della decisione del Csm di ‘bacchettare’ il procuratore aggiunto di Palermo?
“E’ una decisione che non condivido. Il Csm si è espresso con un rinnovo negativo all’espressione di una libertà quale la manifestazione di pensiero. Il contenuto del documento è condivisibile, ma nella dichiarazione del collega non c’è nulla di censurabile”.

Ingroia ha replicato. Ha detto, in sostanza, di aver preso atto del fatto che il Csm ha espresso apprezzamenti negativi perchè un magistrato si è reso colpevole di aver dichiarato la propria fedeltà alla Costituzione. Cosa ne pensa?
“Quella di Ingroia è certamente un’opinione personale e rispettabile come tale”.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

7 Commenti Condividi

Commenti

    “Mani Pulite è stata un’occasione perduta. Ci si aspettava una grande rivoluzione negli atteggiamenti degli amministratori pubblici e si pensava che potessero diventare dei comportamenti virtuosi.

    “Pd, soldi alla Borsellino
    Ecco la mail che lo prova”
    Una vera e propria sovvenzione, con i soldi del Pd e, dice Faraone, quindi con “quelli dei cittadini, che pagano il sovvenzionamento ai partiti. Ci aspettiamo una serena ammissione di responsabilità, perché qui le cose sono due: o Misiani, che mi accusa di dire falsità e di seminare zizzania, ha agito da solo e Bersani non ne sapeva nulla, e quindi deve cacciarlo, oppure Bersani lo sapeva e la cosa è ancora più grave”. L’ex capogruppo dei democratici a Sala delle Lapidi chiede che arrivi subito una risposta.

    QUANTI INQUISITI NELL’EX P.C.I. . TUTTI ONESTI COME IL SIG. EX PROCURATORE ED ADESSO POLITICO MA EX FINANZIATOA TASSO ZERO!!! (DICESI: ZERO INTERESSI- ma non da findomestic o altra finanziaria PUBBLICA!!!)

    Mi rivolgo al moderatore: ho scritto “Prova” proprio per provare ad inserire un commento dato che da alcune settimane provavo e non ci riuscivo. Ritengo che sia meglio eliminarlo perchè senza senso. Grazie e buona giornata.

    Mi sarei stupito di un commento diverso…
    Premesso che detesto i politici e il mondo dei poteri forti, da comune cittadino, mi permetto di dire che spesso si ha l’impressione che i Giudici e i PM siano convincano di appartenere ad una casta chiusa o, comunque, un gruppo snob, con il potere di dire quel che vuole.
    Infine, dato che il Giudice migliore del mondo non c’è più, non oserei proporre l’ipotesi di altri “collaboratori di giustizia”.
    Solo una personalità eccezionale come il giudice Falcone potrebbe garantire la gestione equilibrata di delatori travestiti da collaboratori.
    Falcone non c’è più, e si vede.

    Mani pulite era un bluff. All’inizio credevamo veramente che volesse fare giustizia, poi si capì che era uno strumento per sostituire a una classe politica corrotta un’altra classe sulla cui moralità, al di là delle parole, c’è molto da discutere.
    Molti magistrati hanno smesso di essere arbitri e sentinelle e, mantenendo la toga, si sono messi a fare i giocatori a favore di una squadra, invocando il rispetto delle regole per gli altri mentre quelle stesse regole loro calpestano.
    Non volere vedere questo, parlare solo della corruzione dei politici, che pure è insopportabile, significa non essere capaci di analisi serene e profonde, e quindi non essere credibili e tanto meno autorevoli.

    magistratura democratica, ma scusate non è una corrente di sinistra ed è possibile che un magistrato palesi il suo orientamento, signore ne scampi politici di altra corrente ad essere giudicato.aiaiaiai

    L’ interiozzazione del PRIVILEGIO

    I comportamenti sociali e le esternazioni dei Magistrati tradiscono continuamente, l’ intima convinzione di costoro ( radicata ormai perfino nel loro inconscio ) di appartenere ad una CASTA SUPERIORE di PRIVILEGIATI

    Per cui, per i GIUDICI, è scontato che i cittadini non possono e non devono discutere le SENTENZE dei TRIBUNALI

    Mentre i GIUDICI possono tranquillamente discutere l’ operato dei LORO Giudici

    Perchè ?

    Semplice

    Perchè, per un Magistrato nessuno può essere SOPRA di LUI

    Mani pulite è stata un invenzione dei giudici, per far fuori molti politici, e per scendere in campo loro….questa è l’italia…..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *