La premier Meloni annuncia: "Controlli straordinari a Palermo"

Meloni: “Controlli straordinari a Palermo, forse anche con l’Esercito”

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"La sicurezza dei cittadini si costruisce soprattutto dialogando con i territori"
il vertice
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PALERMO –  “Il ministro Piantedosi, che ringrazio, ha già presieduto questo comitato poco meno di un mese fa. Oggi il comitato torna a riunirsi, ho scelto di esserci perché la sicurezza dei cittadini si costruisce soprattutto dialogando con i territori e con chi garantisce la sicurezza. Questa città e i suoi cittadini sono al centro del lavoro del governo e delle istituzioni”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Prefettura a Palermo, alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

La premier è atterrata a Palermo intorno alle 15.30. Subito dopo ha reso omaggio alla stele dedicata a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, lungo l’autostrada A29 nel luogo della strage del 23 maggio 1992.

Poi la premier ha raggiunto la Prefettura insieme al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e al ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

“Chi pensa di riportare Palermo indietro, di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà davanti a sé uno Stato determinato, che agisce e colpisce. Lo ha detto la Premier parlando degli arresti portati a termine questa mattina dalla Direzione nazionale antimafia a Palermo.

“Soluzioni operativa per avviare un’operazione di controllo”

“Questo comitato dovrà trovare le soluzioni per avviare un’operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio a partire dai quartieri più a rischio, penso allo Zen ma non solo. Un presidio che si può garantire con le forze di polizia ma non solo, forse anche con il coinvolgimento dell’Esercito in operazioni congiunte. Se necessario possiamo anche intervenire sulle norme che oggi disciplinano Strade sicure”, ha aggiunto la premier.

“Penso che questo – ha aggiunto – sia il passo successivo che possiamo fare per affermare ancora di più il lavoro importante che è stato fatto. È necessario stroncare l’escalation di violenza che una parte di questo territorio sta vivendo”.

“Lo Stato non ha abbassato la guardia”

“Lo Stato qui non ha abbassato la guardia, continua a colpire la criminalità organizzata nei suoi interessi economici, nelle sue strutture, nella sua capacità di intimidazione”, ha continuo.

“Dobbiamo insistere evolvendo – ha aggiunto -. Le mafie cambiano, investono nell’economia legale, sfruttano le nuove tecnologie, cercano nuovi spazi di infiltrazione, nuovi strumenti per condizionare il tessuto produttivo. È fondamentale continuare a rafforzare gli strumenti investigativi e continuare a sostenere il lavoro di tutte le istituzioni impegnate su questo fronte”.

“In 4 anni +60% di beni confiscati alla mafia e restituiti alla collettività”

La premier ha parlato dei beni confiscati alla mafia a Palermo negli ultimi 4 anni e poi restituiti alla collettività. “Sono cresciuti di quasi il 60%. 128 immobili confiscati che sono stati destinati prevalentemente all’emergenza abitativa. La ricchezza strappata alle mafie torna nella disponibilità della collettività per aiutare i problemi delle famiglie, particolarmente quelle più fragili. Un lavoro di cui dobbiamo andare fieri”.

“Dal 2023 a oggi qui a Palermo – ha sottolineato – sono state realizzate 118 operazioni ad alto impatto, comprese quelle nelle stazioni ferroviarie. Sono stati impiegate 3mila unità di Forze di polizia, controllate oltre 14mila persone, con le zone rosse sono state controllate circa 45mila persone, allontanando i soggetti ritenuti pericolosi con precedenti di polizia”.

“Palermo ha contribuito alla coscienza civile dell’Italia”

 “Questa città con la sua storia ha contribuito all’identità e alla coscienza civile della nostra nazione nel suo complesso. È un luogo in cui lo Stato ha dimostrato la sua capacità di non essere disposto a indietreggiare quando i momenti davvero difficili arrivavano, di fronte alla violenza mafiosa”, ha aggiunto la premier riferendosi alle stragi del ’92.

“È un messaggio che raccogliamo e proviamo a rilanciare, con la stessa determinazione anche oggi, non solo celebrando i nostri eroi del passato ma provando a capire come si possa fare la nostra parte per essere all’altezza di quell’esempio, di quell’insegnamento“.

“Sappiamo bene cosa è accaduto in alcune zone di questa città, in particolare nelle periferie nord-ovest, in diversi comuni della fascia costiera, da Isola delle Femmine a Capaci e Carini”. Ha aggiunto la Meloni riferendosi alle raffiche di kalashnikov, le intimidazioni a commercianti e imrpenditori, le taniche di benzina date alle fiamme per terrorizzare i cittadini.

I ringraziamenti per l’operazione con 24 arresti

“Sono immagini che non vedevamo da tempo ma che non abbiamo alcuna intenzione di tollerare – ha sottolineato Meloni -. Sono qui soprattutto per dire grazie, perché lo Stato non è rimasto a guardare. Nelle scorse ore i carabinieri del Comando provinciale di Palermo, ai quali va il nostro ringraziamento, hanno eseguito il fermo di 22 persone, poi diventate 24, ritenute protagoniste dell’escalation criminale degli ultimi mesi“.

 “Altri 90 agenti e 6 milioni per sicurezza e presidi”

“Contro la banda dei kalashnikov, lo Stato ha agito subito sul territorio. Il prefetto Mariani ha disposto l’istituzione delle zone rosse a Sferracavallo e allo Zen, i quartieri più esposti a questi fenomeni. Il ministro Piantedosi ha assegnato 90 agenti in più per il controllo del territorio. Sono unità che si sommano alle 850 già destinate a quest’area dal 2025 ad oggi”.

“Il Ministero dell’interno assieme al prefetto Pisani – ha continuato la premier – ha individuato ulteriori risorse per l’assunzione di personale di polizia locale e attività straordinarie di controllo. Ai 9 milioni di euro già assegnati a Palermo e ai comuni dell’area metropolitana se ne aggiungeranno altri 6, risorse molto preziose che servono a finanziare progetti di sicurezza urbana e potenziamento di presidi sul territorio”.

“Partirà tra poco – ha aggiunto Meloni – la sperimentazione di impianti di videosorveglianza a fini investigativi nelle zone della città più a rischio: telecamere gestite direttamente dalla Squadra mobile per prevenire e reprimere reati. Penso siano segnali importanti di una capacità di fare gioco di squadra, di un’attenzione reale costante, che va ancora rafforzata e siamo qui per ragionare come farlo”. 

“A Palermo lo Stato c’è e vuole essere sempre più presente”

“Bisogna continuare a garantire il massimo sostegno alle vittime delle intimidazioni e del racket. Il messaggio deve essere chiaro: lo Stato c’è, non lascia sole le persone perbene, quelle che ogni giorno si rimboccano le mani per creare ricchezza e lavoro in questo territorio”.

 “Io sono qui soprattutto per dire grazie a voi e, con voi, per dare un messaggio chiaro: a Palermo lo Stato c’è e vuole essere sempre più presente, con determinazione, umiltà, senza mai indietreggiare. È il modo più serio che conosciamo per onorare chi ha dato la vita per la libertà e la legalità in territori come questo”. 

Al termine la Meloni si recherà al Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per la cerimonia dedicata alla Fiat Croma sulla quale viaggiavano il magistrato ucciso e la moglie.


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