CATANIA – È stata una caccia al selfie o, in alternativa, al non meno semplice scatto che immortalasse la premier all’interno della sala grande di Palazzo degli elefanti. La visita lampo a Catania della presidente del consiglio, Giorgia Meloni, si conclude qualche secondo prima che scattino le 20 nella serata del 3 febbraio: nell’avvio delle giornate clou dei festeggiamenti agatini.
Sono ore nelle quali la notizia della violenza di gruppo su una tredicenne alla Villa Bellini ha davvero scosso tutti. Tant’è che al primo piano del municipio di piazza Duomo all’incrocio di sguardi con qualunque dei cronisti presenti la domanda di rito diventa: “Ma mi racconti questa storia agghiacciante? Ma che è successo?”. Poco da raccontare in verità, se non manifestare la rappresentazione plastica di un fatto che turba tutti e che, naturalmente, non può passare in secondo piano.
Giorgia Meloni torna alla festa di Sant’Agata a distanza di cinque anni. Questa volta lo fa nelle vesti di Premier e (quasi) all’indomani del fattaccio dell’Ars con la bocciatura della salva ineleggibili che più di qualche strascico all’interno della maggioranza ha lasciato. La presidente del consiglio è sorridente e disponibile. Saluta tutti tenendo per mano, al suo arrivo in piazza Duomo, la figlia Ginevra. A palazzo degli elefanti, il sindaco Enrico Trantino e la moglie Tiziana fanno in modo inappuntabile gli onori di casa accompagnati dai vertici istituzionali e di Fratelli d’Italia. C’è il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno; il ministro Nello Musumeci; il vice capogruppo dei deputati a Montecitorio, Manlio Messina; il senatore ed ex sindaco Salvo Pogliese; ci sono gli assessori regionali Elena Pagana, Elvira Amata e Francesco Scarpinato. Telefonicamente non è voluto mancare anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in costante contatto con i suoi.
C’è il presidente della Regione, Renato Schifani (con lui un breve rendez vous nella stanza del primo cittadino); il vicepresidente Luca Sammartino e l’assessore regionale al bilancio, Marco Falcone.
Infine, il saluto con il Prefetto Maria Carmela Librizzi e l’arcivescovo Monsignor Luigi Renna.
“Bella la dedica della Meloni a Catania”, ci sussurra all’orecchio uno dei colonnelli locali di FdI, “ha augurato un futuro all’altezza della sua grande storia”. Tutto in calce, e con firma, sul faldone d’onore del Comune. Nemmeno il tempo di dirlo, che la premier lascia il Palazzo in vista della trasferta dell’indomani a Tokyo. In piazza Duomo, scatta la serata condotta da Salvo La Rosa. Alle 21.45 gli spari da villa Pacini.
La festa di Sant’Agata entra ufficialmente nel vivo.

