"Messi notificatori del Comune| Danno oltre la beffa"

“Messi notificatori del Comune| Danno oltre la beffa”

“Messi notificatori del Comune| Danno oltre la beffa”

"Il comune si trova a dover pagare spese per lavori non di stretta competenza e i lavoratori esterni non hanno potuto fare il proprio dovere per mancanza di tempo, circostanza non dipesa dalla loro volontà".

nicola scaglione
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PALERMO – “La vicenda inizia nel 2007, quando l’allora segretario generale firmò una convenzione con l’Agenzia delle entrate per la notifica di 45.000 atti di ingiunzione da notificare, tramite i messi comunali di Palermo, entro il 31 dicembre 2007, pena la decadenza del diritto a riscuotere. La convenzione prevedeva un compenso per il messo che effettuava la notifica pari a un euro e un compenso per il messo che preparava gli atti da notificare pari a cinquanta centesimi, a fronte di un diritto di notifica che il Comune avrebbe incassato di circa 5,45 euro ad atto. nel mese di giugno 2007 sono arrivati all’ufficio messi del Comune gli atti da notificare, circa 47.000, quindi circa 2.000 in più del previsto, ma la notifica si avviò solo nel mese di novembre a causa della lentezza nel trovare i criteri di pagamento per i messi impiegati nel servizio. Per tale motivo le notifiche iniziarono solo nel novembre 2007 e si poterono effettuare solo 13.500 notifiche circa. Il resto, al fine di evitare la penale prevista dalla convenzione, si effettuò tramite le Poste Italiane, con notevole aggravio di spese per il Comune, atteso che ogni notifica costa circa nove euro e quindici per quelle fuori comune. Così il Comune fu costretto a chiedere altri soldi all’Agenzia, la quale ha pagato solo in seguito a sentenza del giudice. In tutto questo i lavoratori non hanno avuto nulla per il lavoro svolto e alle richieste di pagamento, anche d parte dello scrivente, la risposta era sempre la stessa: non si trovano i criteri di liquidazione delle somme spettanti. Alcuni lavoratori, in autonomia, hanno adito il giudice ed con la sentenza di qualche giorno fa hanno ottenuto giustizia, ma le beffe sono due: il comune di Palermo si trova a dover pagare spese legali di interessi e processuali per lavori non di stretta competenza e i lavoratori esterni, che dovevano guadagnare qualche euro in più per la grande responsabilità che si assumono a livello personale sulla notifica di questi atti, non hanno potuto farlo per mancanza di tempo, circostanza non dipesa dalla loro volontà. Tutto per diretta responsabilità di alcuni dirigenti che si ostinano a non voler agire e rifiutano di assumersi qualunque responsabilità, nonostante siano pagati “profumatamente per farlo”, evitando che i cittadini paganti abbiano aggravi di costi senza ricevere in cambio alcun ritorno”. Lo dice in una nota Nicola Scaglione, Rsu del comune di Palermo.

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