Micciché, la cocaina e i peccati: "Perché esce il mio nome?" -

Micciché, la cocaina e i peccati: “Perché esce il mio nome?”

Gianfranco Miccichè
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Commenti

    la nuova impostazione degli articoli crea confusione, non si riesce a dare il commento al giusto articolo, bensi’ ad una serie di articoli correlati uniti da Hashtag

    La sentenza del Consiglio di Stato n. 3473 del 25 giugno 2013, (con la quale è stata riformata la sentenza del T.A.R. Roma n. 2842/2013) ha affermato che “l’Amministrazione ha ampia discrezionalità nell’apprezzare i requisiti morali e di condotta che la normativa di legge e di concorso richiede negli aspiranti; in tale prospettiva, anche un isolato episodio, in cui il candidato abbia utilizzato o detenuto droga, è suscettibile di essere valutato negativamente e di rappresentare di per sé causa di esclusione dal concorso, senza che per tale motivo la condotta dell’Amministrazione possa dirsi irragionevole; questi principi valgono in genere per il reclutamento nelle Forze di polizia e ancor più per l’accesso alla Guardia di finanza, in ragione dei compiti particolari di contrasto e repressione del traffico delle sostanze stupefacenti che a questo Corpo sono attribuiti e della vicinanza a soggetti dediti allo spaccio che il consumo di droga inevitabilmente comporta”.

    Quindi saresti escluso anche dai concorsi in magistratura, da diplomatico e per la carriera prefettizia, ma se sei un politico a servizio del Paese la cosa non ti tocca, puoi drogarti come e quanto vuoi.

    Lo trovo molto incoerente!

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Mettiamola così: per motivi geometrici il campo largo non si può infilare nel vicolo stretto, d'altra parte anche sul piano “stretto” della politica, Schlein vera (unica?) credente nell'unione di tutte le forze di opposizione contro il governo Meloni, ogni giorno se la deve vedere col fotticompagno Conte. Riconosciamolo, il vicolo stretto è tutto del Pd. Come se ne esce? In Sicilia mettendoci la faccia e non solo, e candidando uno del partito senza puntare a un qualunque papa o chierico straniero e al proprio orticello alla Camera, al Senato o fra gli Ercolini. Si può perdere, ma non più il decoro. E se proprio si insisterà per delle primarie per un nome, non proprio a caso, quello di Valentina Chinnici, c'è chi è disposto a fare la fila al gazebo.

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