Campo largo è la definizione politica di un fenomeno, con alterne vicende. Ma potrebbe essere pure un sogno per il Monopoli della nostra infanzia. Ve lo immaginate? Mi compro Campo Largo: un’area edificabile per case e alberghi, con amplissimi confini. Perfino meglio di Parco della Vittoria.
Vicolo Stretto, invece, era la dannazione di noi giocatori degli anni Ottanta, in quelle magnifiche sfide pomeridiane. Chi lo deteneva, guadagnava pochissimo. E guatava con invidia i possessori dell’accoppiata ‘Parco della Vittoria-Viale dei Giardini’.
Ma che succede, in Sicilia, se il Campo Largo diventa un Vicolo Stretto, per esempio, per Ismaele La Vardera che, alla testa di Controcorrente, marcia su Palazzo d’Orleans?
La strettoia traspare in tanti discorsi un po’ fuffosi, messi lì per buttare la palla in tribuna. Invece, al segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, non si può mai imputare un difetto di chiarezza.
Barbagallo ha pronunciato alla kermesse di Agrigento parole inequivocabili: “Il Partito democratico nelle prossime settimane intensificherà l’interlocuzione al suo interno per definire il nome del proprio candidato presidente della Regione da proporre agli alleati. Se ci sarà condivisione sul nome del candidato del Pd bene, altrimenti proporremo le primarie come metodo per la scelta del candidato presidente”.
Una doccia gelata, o quasi, per il ‘popolo di La Vardera’ che agogna una consacrazione. Come, in aggiunta, ha tutta l’aria di un Vicolo Stretto e scomodo, seppure d’altra specie, la polemica che contrappone il leader e il sindaco di Agrigento. Una inaspettata divaricazione e ci vorrà abilità per ricucire i lembi strappati. Un mezzo capolavoro di masochismo politico, dopo giorni scintillanti.
L’impressione? Che il Campo Largo si stia infilando nel Vicolo Stretto di una titubante tempistica, rimandando a domani (primarie, candidatura purchessia) la scelta che dovrebbe fare oggi, nel tentativo di scalare la montagna elettorale. Anche Giorgio Mulè, vicepresidente forzista della Camera, ha invitato il centrodestra a sbrigarsi. Non ha torto. Ma parliamo pur sempre della coalizione governante, con un presidente uscente.
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Diverso è il caso del centrosinistra isolano che va almanaccando e dovrebbe sentire addosso il fuoco della rivincita, con relativa accelerazione, con ben altra prontezza. Forse. Perché poi ci sono certi Vicoli Stretti dalle dimensioni larghissime per chi riesce a sentirsi a suo agio. Con una postilla: basta non pensare alla vittoria. Con o senza parco.
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