"Troppo odio, in Ars serve la sfiducia costruttiva", propone Miccichè

Miccichè: “Schifani più equilibrato. Cracolici? Potrei votarlo se…”

Miccichè casa
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI
Regionali, parla Gianfranco Miccichè
L'INTERVISTA
di
3 min di lettura

PALERMO – Abbandonare il modello dell’elezione diretta del presidente della Regione, o “almeno istituire” lo strumento della sfiducia costruttiva “per evitare che l’Ars resti ostaggio di chi vince le elezioni e diventa governatore. Gianfranco Miccichè ha letto la proposta del collega deputato del Pd Dario Safina, che vuole eliminare l’elezione diretta del governatore, e si affretta a rimarcare: “Sono d’accordo e felice che anche altri siano giunti alle mie stesse conclusioni”. Poi uno sguardo alle prossime Regionali: “Cracolici? È l’unico che avrebbe ‘diritto’ a rappresentare tutti in quella coalizione”.

Miccichè, effettivamente lei aveva lanciato la proposta proprio con una intervista a LiveSicilia.
“Sì e torno a difendere la mia proposta: l’attuale stallo della politica regionale è figlio dell’elezione diretta del presidente della Regione. Sono stato uno dei più convinti sostenitori di questo sistema ma a distanza di tanti anni mi rendo conto che il Parlamento è stato svuotato dei propri poteri e che reagisce con il sistema del voto segreto rendendo a sua volta impossibile la vita al presidente della Regione. Davanti a questo scenario bisogna tornare al proporzionale o almeno introdurre la sfiducia costruttiva, che permette di cambiare il presidente e continuare la legislatura rimuovendo l’arma di ricatto del ‘tutti a casa’”.

In quell’intervista aveva descritto la politica regionale come un luogo dove regna l’odio tra i partiti.
“Penso che non sia cambiato nulla, è ancora così. Lo ribadisco: l’elezione diretta e il maggioritario ha creato grandi scontri. Qui vedo il moltiplicarsi di candidati, una situazione che favorisce i populismi. Sono tutti in campagna elettorale e nessuno vuole fare un passo indietro, ma la politica è la grande assente: non ci sono più le riunioni dei partiti che regolano certe dinamiche”.

Nel centrodestra il nodo ruota sempre attorno alla ricandidatura del presidente della Regione Renato Schifani.
“Io ormai sono un po’ più defilato ma riconosco che Schifani oggi ha assunto un atteggiamento più equilibrato nelle sue scelte rispetto al passato: meno condizionato da sentimenti di antipatia e simpatia”.

Come sta il centrodestra?
“Per rispondere non possiamo non guardare a quanto accaduto ad Agrigento e a Marsala alle ultime Amministrative. A Marsala c’era un sindaco uscente del centrodestra (Massimo Grillo, ndr) ma si è deciso di non ricandidarlo nonostante la gente non fosse scontenta del suo operato. Il risultato finale è stato allucinante: Grillo è andato da solo, prendendo il 33%, e io sono rimasto con lui, mentre Giulia Adamo si è fermata al 15%. Alla fine ha vinto la sinistra. La stessa cosa è accaduta ad Agrigento, dove Francesco Miccichè, sindaco uscente, non è stato ricandidato perché ha subito il muro degli alleati. Sono due situazioni che descrivono quello che accadrà alle prossime Regionali. Se si continuerà con queste scelte grossolane e scandalose il centrodestra verrà annientato”.

E il centrosinistra?
“Non vedo una situazione tanto diversa. Non si pensi che M5s e Pd vanno d’accordo. La situazione è di disastro totale anche in quel campo. Sono stanco di questi schieramenti che si fanno la guerra e che fanno la guerra al loro interno distruggendo le coalizioni. Tutto questo influisce anche sull’Ars”.

A proposito, adesso in Aula sarà il turno della riforma della dirigenza e, forse, delle variazioni di bilancio.
“La riforma della dirigenza sarà tenuta lontano dall’aula per non farla bocciare. La manovrina potrebbe anche non essere presentata ma in quel caso i deputati, che attendono le loro ‘prebende’ impazzirebbero”.

Torniamo agli scenari futuri: Gianfranco Miccichè lo voterebbe Antonello Cracolici presidente della Regione?
“È l’unico che avrebbe ‘diritto’ a rappresentare tutti in quel campo. Se il candidato del centrodestra non dovesse piacermi, non avrei problemi a votare Cracolici”.

Si dice che Lombardo non abbia smesso di guardare al centrosinistra.
“Perché dovrebbe smettere? Stiamo parlando di una persona libera e che già ha governato con il Pd. Lombardo non è Vannacci, è sempre stato una forza politica non di destra ma che ha sempre guardato al merito delle cose”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI