Miccichè: 'Tamajo ha ragione, basta con la ressa dei candidati'

Miccichè: ‘Tamajo ha ragione, basta con la ressa dei candidati’

Gianfranco Miccichè
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Commenti

    Ma un po’ di sano silenzio stampa mai?
    Quante inutili polemiche ogni giorno

    giusto basta con la ressa , tanto non c’e’ da prendere nessuno .

    Ma non era stato detto che in Italia il sindaco non voleva farlo più nessuno in quanto comporta più oneri che onori tanto che alle recenti elezioni le coalizioni di centro-destra hanno avuto grandi difficoltà a trovare i candidati sia a Roma che a Milano. Come mai proprio adesso la sindacatura di una città carica di problemi come Palermo è improvvisamente diventata così ambita?……

    Siamo sull’orlo del baratro ……povera Palermo

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Onorevole, un grande passo avanti: il suo abc, Analisi, Bisturi, Contesto, è altra cosa rispetto all'abc, Amici, Burundi, Cannoli, che la sua parte politica ha utilizzato (utilizza ancora?). Ed era di facile realizzazione, si figuri che alcuni amici sono rimasti in attesa. Onorevole, sarà dura per lei. Auguri! Anche a noi.

Caro Direttore, dai dieci contributi e dai venti commenti emerge un quadro abbastanza netto: i problemi sono largamente condivisi — salute, lavoro e giovani, servizi pubblici, infrastrutture — e anche le risorse sono riconosciute: competenze, università, imprese, professionalità. Ma bisogni e competenze spesso non si incontrano. I contributi indicano soprattutto problemi e possibili soluzioni; i cittadini chiedono con maggiore forza responsabilità, concretezza e risultati. È proprio nel punto di incontro tra bisogni e risposte che la politica assume un ruolo decisivo. L’intervento di Giorgio Mulè offre una prima risposta politica a questo disallineamento: partire dai bisogni, programmare gli interventi, far prevalere merito e competenze sulle appartenenze e misurare i risultati. Sarebbe importante che questo rapporto tra bisogni dei cittadini e impegno politico fosse dichiarato da tutti gli intervistati: avremmo una prima agenda pubblica delle priorità e degli impegni. Perché non indirizzare allora “La Sicilia che (non) vorrei” su due domande capaci di individuare le priorità e promuovere trasparenza civica? Quale problema della Sicilia affronterebbe per primo? Lo stato di avanzamento dei progetti deve essere trasparente, fruibile e aperto alle osservazioni dei cittadini? SÌ o NO.

E mentre la politica discute sul da farsi nel futuro, molti passeggeri con i voli cancellati fanno i viaggi della speranza con costi, corse, tempi ed anche qualche litigio dato dalla rabbia. LENTEZZA E STRAFOTTENZA sono ormai un motto politico ed anche sindacale ( con gli occhi al portafoglio).

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