Miccichè: 'Tamajo ha ragione, basta con la ressa dei candidati' - Live Sicilia

Miccichè: ‘Tamajo ha ragione, basta con la ressa dei candidati’

La frecciata a IV: "Faraone in quale coalizione si candida?"
AMMINISTRATIVE 2022
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PALERMO – “Azzerare, ripartire”, bis. Se #Palermo2022 può diventare, per il centrodestra come per il centrosinistra e per tutto ciò che ci sta in mezzo – leggi Italia Viva – un hashtag più sofferto delle Olimpiadi di Tokyo causa Convid, per il leader forzista Gianfranco Miccichè non è un problema, tanto da indurlo a riaffermare l’asse ormai consolidato con Sicilia Futura di Edy Tamajo, “del quale – dice Miccichè – sposo in pieno la proposta: troppi candidati? Azzeriamo e ripartiamo”. Parole dette a Livesicilia a poche ore da un incontro pubblico, dalla causale differente da #Palermo2022 (la conferenza regionale su “Istruzione, Università e Formazione professionale in Sicilia”, alla presenza del ministro Maria Cristina Messa) che vedrà la partecipazione sincrona dello stesso leader forzista, di Roberto Lagalla, candidato più che in pectore a succedere a Leoluca Orlando in area centrodestra, e di Nello Musumeci, che per il capoluogo ha già speso il nome del proprio capogruppo Ars Alessandro Aricò. LEGGI ANCHE: Tamajo: “Palermo espugnata come Sagunto, nessuno parla di programmi”

“Il nostro sarà un candidato di centrodestra”

Esplicitamente: Renzi tiri pure la volata a Faraone, “non è un problema nostro, sempre che riusciamo a capire nelle file di chi lo ha candidato. Nel centrodestra o nel centrosinistra? Aspettiamo delucidazioni in merito”. “A Forza Italia le questioni interne di Italia Viva – aggiunge il coordinatore siciliano degli azzurri – interessano solo come dato di cronaca”. E nulla, ma proprio nulla, osta al patto di ferro siglato con Tamajo: “Ricordo che, in barba a ogni diversa ricostruzione che evoca patti del Nazareno o Renzusconi, noi abbiamo sì un patto, ma con Sicilia Futura e non con Renzi”. La quale, però è federata a Italia Viva in consiglio comunale… “Certo – chiarisce Miccichè – ma noi non abbiamo trattato con Renzi questa particolare strategia per le elezioni a Palermo. Il nostro sarà un candidato di centrodestra. Se Renzi vuole starci, benvenuto”.

“Tamajo ha ragione, troppi nomi”

Obiettivo, per Miccichè, riportare al centro del sistema solare di centrodestra la stella comune, dentro una girandola di satelliti per adesso senza regia. E di meteore. Primo punto in agenda, azzerare la ridda di nomi, dunque, per nastri di partenza mai così affollati, mentre scatta il detonatore sulla miccia ben nota dei rapporti fra Italia Viva “official” e tamajani sicilfuturisti. La loro lite inciderà sul vostro patto? Miccichè: “No, è fatto loro e problema altrettanto confinato al loro partito. Tamajo ha veramente ragione. Troppi nomi che, questo lasciatemelo dire, sono comunque sempre meglio che nessun nome”. Sul come proceda la dialettica corale con le altre forze d’area, Miccichè spende poche ma eloquenti sillabe, sul ritornello: “Bene, benissimo. Ma adesso azzeriamo e ripartiamo, perché la strada è tracciata”.

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