TAORMINA (MESSINA) – “Il titolo sulla serie tv su Livatino sarà ‘Il giudice e i suoi assassini’, Non perché voglio fare la storia di un prossimo santo, ma perché ho scoperto nuovi atti che mostrano praticamente come lui usasse una metodologia per combattere la mafia in linea con quella di Falcone e Borsellino, cioè sequestro dei beni e i conti bancari”. Così, oggi al Festival di Taormina, Michele Placido, regista della miniserie per Rai 1 che racconta appunto la vita e l’impegno del magistrato siciliano che sarà interpretato da Giuseppe De Domenico.
“Livatino e il Vangelo”
Il principale punto di riferimento di Livatino? “Soprattutto il Vangelo, essendo una persona molto credente. Papa Francesco mi aveva chiesto di incontrarlo per mezz’ora, poi diventata un’ora e mezza. Mi accolse con un ‘Michele, Michele, so che tu sarai il regista’, ci teneva molto a capire cosa si sarebbe visto nella serie. Noi in Italia abbiamo una lunghissima tradizione di cinema civile che viene da lontano, da registi come Francesco Rosi, Elio Petri e Damiano Damiani. Il Papa desiderava che fosse un’opera capace di toccare l’intimità delle persone, anche perché c’era in corso un importante processo di beatificazione”.
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