Le misure annunciate da Piantedosi per Palermo: divisa la politica

Le misure annunciate da Piantedosi per Palermo: il mondo politico si divide

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C'è chi condivide le scelte ma anche chi non le apprezza

PALERMO – Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presieduto, nella giornata di oggi, il comitato per l’ordine e la sicurezza convocato a Palermo dopo l’escalation di atti intimidatori registrati nelle ultime settimane.

Il ministro ha parlato di numero di denunce davvero basso, infatti su 21 attacchi è stata registrata una sola richiesta di pizzo ed annunciato che saranno installate nuove telecamere che serviranno per controllare in maniera più capillare il territorio.

Le reazioni alle parole del ministro dell’Interno sono diverse.

Lagalla: “Da Piantedosi segnale per la città”

“L’annuncio di nuove risorse umane, del potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e del rafforzamento dei servizi di controllo del territorio rappresenta un segnale importante per la città e per tutti i cittadini onesti che chiedono sicurezza, legalità e presenza dello Stato. Allo stesso tempo, è fondamentale che ciascuno faccia la propria parte. Rivolgo un appello ai commercianti, agli imprenditori e a tutti coloro che dovessero subire minacce, pressioni o richieste estorsive: denunciare è un atto di coraggio ma anche di responsabilità civile”. Lo dice il sindaco di Palermo Roberto Lagalla che ringrazia il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per “l’attenzione concreta e costante che il Governo sta dedicando alla città di Palermo e alle sfide che il nostro territorio continua ad affrontare sul fronte della sicurezza e del contrasto alla criminalità organizzata”.

“Oggi le istituzioni, la normativa antiracket e le associazioni che affiancano le vittime offrono strumenti concreti di tutela e sostegno – aggiunge – Solo attraverso la collaborazione tra cittadini e istituzioni possiamo spezzare ogni forma di omertà e continuare a costruire una Palermo libera dalla cultura mafiosa. La città è al fianco di chi denuncia e di chi ogni giorno, nelle aule di giustizia e sulle strade, difende la legalità. Insieme possiamo rafforzare la presenza dello Stato e affermare con forza che Palermo non intende arretrare di un passo nella lotta contro la mafia”. 

Varchi (FdI): “Da Piantedosi conferma Palermo centrale agenda governo Meloni”

La presenza oggi a Palermo del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rappresenta l’ennesima testimonianza dell’attenzione costante che il Governo Meloni riserva alla città di Palermo e alla Sicilia nella lotta alla mafia e a ogni forma di criminalità”. Lo ha detto il Segretario di Presidenza della Camera, Carolina Varchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Giustizia.

“Potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e nell’ultimo anno e mezzo 850 unità in più tra le forze di polizia con un saldo positivo di circa 100 unità ed altre 90 in arrivo a luglio per il piano estate a Palermo. L’incessante attività di controllo del territorio, che nel primo semestre dell’anno ha fatto registrare centinaia e centinaia di provvedimenti emessi, unita a quella di polizia giudiziaria, afferma la presenza dello Stato. La mafia si può sconfiggere se ognuno fa la sua parte, ai commercianti la responsabilità di denunciare e alle competenti autorità quella di difenderli. Insieme si può”.

“Il Governo continua a dimostrare con atti concreti di considerare la sicurezza dei cittadini una priorità assoluta e di non arretrare di un passo nella difesa della legalità”, ha concluso Varchi.

Orlando (Avs): “Basta annuncia, serve una risposta seria”

“A Palermo stiamo assistendo a una nuova manifestazione del fenomeno mafioso che continua a esercitare un controllo del territorio attraverso la paura e l’intimidazione. È una criminalità che produce effetti assimilabili a quelli del terrorismo mafioso, minando la libertà dei cittadini e la convivenza civile. Di fronte a questa minaccia non bastano annunci periodici su un aumento degli organici nelle forze dell’ordine, tra l’altro esiguo, o sull’installazione di nuove telecamere, da parte del governo. La soluzione non consiste nel celebrare vertici e ad annunciare come unica soluzione il pur necessario adeguamento del personale e dei sistemi di videosorveglianza. Occorre una risposta all’altezza della gravità del fenomeno, fondata sulla piena consapevolezza della sua natura e sul coinvolgimento di tutte le istituzioni”. Lo ha detto l’europarlamentare Leoluca Orlando commentando i provvedimenti del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, oggi a Palermo per presiedere il comitato per l’ordine e la sicurezza.

Russo (FdI): “Il governo ha in come obiettivo primario la sicurezza nella nostra terra”

“La presenza dello Stato si è dimostrata concretamente attraverso gli arresti portati a termine la scorsa settimane e questa mattina, con il fondamentale lavoro di coordinamento della Direzione antimafia, in raccordo con le forze dell’ordine. Lo Stato sta dando una forte risposta al tentativo della mafia di riaffermarsi in alcune zone della città. A questa azione portata avanti dalle istituzioni, però, devono unirsi la forza di volontà e la voglia di rivalsa dei commercianti e degli imprenditori che devono reagire e denunciare i tentativi di estorsioni e chi cerca di imporre la propria forza con la violenza. Questa recrudescenza mafiosa degli ultimi mesi è già sotto l’occhio della commissione nazionale antimafia, che non lascerà il tema passare sotto traccia”. Così il senatore di Fratelli d’Italia Raoul Russo, componente della commissione parlamentare Antimafia, che ha incontrato il Ministro Piantedosi, insieme alla collega parlamentare Carolina Varchi, a margine del comitato per l’ordine e sicurezza ringraziando per l’attenzione verso la città di Palermo.

“Bene ha fatto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ad evidenziare il basso numero di denunce e ad esortare gli operatori economici a non sottostare al giogo mafioso – ancora Russo -. I numeri dati dal ministro sulle risorse e le unità di forze dell’ordine destinate all’area metropolitana di Palermo sono il segnale che il governo ha messo come obiettivo primario la sicurezza nella nostra terra – conclude Russo -, per questo il nostro tessuto economico deve avere fiducia e rispondere alla criminalità con un ‘no’ compatto agli uomini del racket”.

Opposizioni in consiglio comunale: “Ignorati dal ministro”

“Le forze di opposizione presenti nel Consiglio comunale di Palermo esprimono profonda delusione e forte rammarico per il mancato accoglimento della richiesta di incontro formalmente avanzata al Ministro Piantedosi in occasione della sua visita in città. Ancora più grave appare il totale silenzio istituzionale che ha accompagnato tale richiesta: il Ministro non si è degnato neppure di fornire una risposta formale, fosse anche soltanto per comunicare l’impossibilità di concedere l’incontro. Un atteggiamento che consideriamo irrispettoso nei confronti delle rappresentanze democraticamente elette dai cittadini palermitani e, indirettamente, della città stessa, in un momento particolarmente delicato che Palermo sta attraversando, dove le istituzioni dovrebbero favorire il massimo dialogo e la più ampia collaborazione tra tutte le forze democratiche, al di là delle appartenenze politiche, e dove ascolto e condivisione rappresentano la prima e più importante forma di difesa delle comunità”, lo dichiarano i consiglieri e le consigliere del Partito Democratico, Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi, del Movimento 5 Stelle, Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli, di AVS, Giambrone e Mangano, di Oso Controcorrente, Argiroffi e Forello, del Gruppo Misto Giaconia, Progetto Civico Italia Carmelo Miceli e Franco Miceli.

“Ignorare il confronto con una parte significativa del Consiglio comunale significa rinunciare a un contributo utile nell’interesse esclusivo della città e dei cittadini. Avevamo chiesto un confronto serio e costruttivo sui temi della sicurezza urbana, questione che continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni dei cittadini. Tuttavia, dalla visita ministeriale non è emersa alcuna proposta concreta, né un piano organico e credibile in grado di affrontare le criticità che Palermo vive quotidianamente. La città aveva bisogno di risposte, impegni e risorse. Invece, ancora una volta, ha assistito a una passerella istituzionale priva di contenuti e senza alcuna prospettiva strategica per garantire maggiore sicurezza nei quartieri, contrastare i fenomeni di criminalità e rafforzare la presenza dello Stato sul territorio.”


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