Mondello, perché è decaduta la concessione della Italo-Belga

Mondello, lo stop alla concessione. Savarino: “Istruttoria attenta”

Perché la Regione ha fatto decadere la Italo-Belga. La replica

PALERMO – La Mondello Italo-Belga perde la concessione sulla spiaggia palermitana. Lo ha deciso l’assessorato regionale al Territorio e ambiente ritenendo “insufficienti” le controdeduzioni presentate dalla società.

Il decreto porta la firma del direttore generale del dipartimento Ambiente Calogero Beringheli e scatta per “gravi violazioni e per inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione stessa”.

“Non appare più sussistere l’elemento fiduciale che deve presiedere ad un rapporto con un soggetto titolare di una concessione demaniale marittima, sia al momento della sigla del rapporto sia durante tutto il periodo di validità di efficacia della concessione”, si legge nel decreto.

Le parole dell’assessora Savarino

“Abbiamo fatto una istruttoria attenta sia sul piano tecnico che giuridico supportati dall’Avvocatura. Abbiamo proceduto senza alcun timore e dimostrando a chi aveva pregiudizi che ci muoviamo senza timori reverenziali e con la schiena dritta”, si limita a dire l’assessora Giusi Savarino.

Le contestazioni

I punti chiave sono due ed entrambi secondo la Regione, avrebbero di fatto determinato un cambiamento del concessionario senza averne dato comunicazione. O meglio nel caso della ristorazione l’affidamento alla Mida srl sarebbe stato comunicato per un anno e non per quelli successivi. Nessuna comunicazione, invece, per l’affidamento da parte della Italo-Belga alla Gm Edil dei servizi di allestimento e manutenzione dello stabilimento.

Il caso Gm Edil a Mondello

La Gm Edil srls è al centro della questione, sollevata per primo dal deputato Ismaele La Vardera e da Matteo Hallissey di +Europa. La società è amministrata dall’incensurato Rosario Genova, dipendente della Italo Belga e fratello di Bartolo, quest’ultimo capomafia di Resuttana, tornato in libertà nel 2023. Anche la commissione regionale Antimafia aveva espresso forti critiche sulla società.

“Gli elementi raccolti connessi ad una consolidata collaborazione contrattuale con soggetto colpito da interdittiva antimafia – si legge nel decreto – giustificano come proporzionate e logica la misura della decadenza”. Manca il “soddisfacimento dell’interesse alla correttezza e alla legalità della condotta del concessionario”.

Le posizioni della società

Nei mesi scorsi è stato il prefetto di Palermo Massimo Mariani ad emettere l’interdittiva antimafia nei confronti della Gm Edil (qui la questione delle parentele mafiose). La Italo-Belga ha risposto alla Regione spiegando che l’affidamento dei servizi alla Gm Edil era stato comunicato alla Regione, che gli stessi servizi erano “attività complementari” che non necessitavano di autorizzazione e che dopo l’interdittiva prefettizia i rapporti con la Gm Edil erano comunque cessati.

L’interdittiva non è stata invece applicata alla Italo-Belga, per la quale il prefetto ha adottato lo strumento della “prevenzione collaborativa”. Tre esperti stanno lavorando per la decontaminazione di un’attività imprenditoriale non del tutto compromessa”.

La replica: “Ci tuteleremo nelle sedi competenti”

“La Società non ha ricevuto alcuna notifica formale del provvedimento e, conseguentemente, non è stato possibile prenderne visione nella sua versione integrale, completa di motivazioni e allegati. Per tale ragione, pur convinta delle proprie ragioni, la Società non intende rilasciare commenti sul merito di quanto riportato finché non avrà acquisito ufficialmente l’atto”. Lo dice la società Mondello Immobiliare Italo Belga che ha appreso da fonti stampa la notizia relativa al decreto con cui sarebbe stata disposta la decadenza della concessione demaniale marittima per la gestione della spiaggia di Mondello.

“Non appena il decreto sarà notificato e disponibile – dice la società – la Mondello Immobiliare Italo Belga provvederà a esaminarlo con i propri legali e ad adottare ogni iniziativa a tutela dei propri diritti e della propria posizione nelle sedi competenti, ivi incluse le impugnazioni previste, nonché – inevitabilmente – l’apertura della fase contenziosa avanti ai tribunali amministrativi”. 


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