PALERMO – Mentre la stagione balneare 2026 bussa alle porte, sul litorale palermitano soffia il vento della polemica politica. Al centro della contesa c’è il PUDM (Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo), lo strumento urbanistico atteso da anni che dovrebbe regolare le concessioni e la fruizione delle coste, da Mondello alla Costa Sud.
Argiroffi: “Atto non ancora trasmesso”
Le minoranze in Consiglio comunale passano all’attacco, denunciando un “paradosso burocratico”. Per Giulia Argiroffi, l’iter attuale rende “praticamente impossibile” far partire i bandi per l’affidamento delle spiagge in tempo utile. Ma è sulla trasparenza delle comunicazioni che la consigliera di Oso affonda il colpo: “Fa strano leggere che il sindaco Lagalla affermi che l’atto sia fermo in Consiglio quando in realtà non ci è stato ancora trasmesso nulla. Le cose sono due: o mente sapendo di mentire, o non sa come stanno le cose”.
Per l’opposizione, il rischio è che si arrivi a ridosso dell’estate con un provvedimento “blindato” dall’urgenza. “Anche se l’atto arrivasse domani – prosegue Argiroffi – il Consiglio avrà bisogno di tempo per analizzare un piano che regolerà Mondello e tutta la Costa Sud. Non è un tema che può essere trattato superficialmente”.
Randazzo: “Studieremo l’atto dettagliatamente”
Sulla stessa linea il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Antonino Randazzo, che precisa lo stato dell’arte: “L’atto non è ancora iscritto all’ordine del giorno del Consiglio comunale”. Randazzo sottolinea la complessità della partita, che coinvolge l’intera costa da Sferracavallo alla Costa Sud, e annuncia un’analisi rigorosa: “Studieremo l’atto dettagliatamente, comprese le circa 40 osservazioni dei cittadini che meritano tutta l’attenzione dell’Aula”.
Nonostante l’obiettivo di rendere il piano operativo per la stagione 2026, il M5S non accetterà accelerate al buio: “È un piano strategico con importanti interessi collettivi, non può essere adottato e liquidato in brevissimo tempo. Organizzeremo anche momenti di confronto con i cittadini e i nostri attivisti”.
La replica: “Polemica montata ad arte”
Dall’altro lato, l’entourage di Roberto Lagalla bolla la polemica come un “caso inesistente”. Dallo staff del primo cittadino filtra che il sindaco non avrebbe mai definito l’atto come “fermo” a Sala delle Lapidi, limitandosi a spiegare che, ricevuta l’asseverazione dalla Regione, “il Piano attende ora il passaggio consiliare nel rispetto dei tempi previsti per un documento di tale complessità”.
Tantillo: “L’atto non c’è, servirà tempo”
A fare chiarezza sulla posizione di Sala delle Lapidi è però il presidente del Consiglio comunale, Giulio Tantillo, che conferma indirettamente il “buco” nelle trasmissioni: “L’atto non è ancora in Consiglio, ma dovrebbe arrivare nei prossimi giorni”.
Tantillo assicura tempestività nel girare il documento alle commissioni, ma fissa un paletto invalicabile sui tempi: “Il Consiglio prenderà tutto il tempo che ragionevolmente serve. Per la sua complessità, l’atto resterà al vaglio delle commissioni probabilmente per qualche settimana”. Una tempistica che, di fatto, potrebbe rischiare di escludere l’operatività del PUDM per l’imminente stagione: “È evidente che per quest’estate si dovrà trovare comunque una soluzione – aggiunge Tantillo –. Ci sono tempi tecnici dettati dalle norme che non possiamo cambiare”.
Sullo sfondo rimane il nodo cruciale di Mondello, dove la recente revoca della storica concessione alla società Italo Belga ha aperto un vuoto che solo il PUDM (o soluzioni provvisorie trimestrali) potrà colmare.
Milazzo (FdI): “Nessuna fretta, occhio alle infiltrazioni”
A tal proposito è netta la posizione di Giuseppe Milazzo, capogruppo FdI, che lancia ombre pesanti sulla gestione dell’atto: “Non correremo. Non vorrei spegnere gli entusiasmi di chi vuole approvare in tempi brevi solo perché ha interessi su Mondello, ma non sarà possibile approfondire un documento così vasto in poco tempo”.
“E di certo – prosegue Milazzo – sarebbe impensabile optare per la soluzione delle autorizzazioni brevi che spezzerebbero la costa in piccole parti, a maggior ragione se si paventa il rischio di infiltrazioni e interessi mafiosi sulle coste”.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia si dichiara “equidistante e senza interessi o amicizie”, lanciando infine un sospetto tecnico: “Tra l’altro questo PUDM sembrerebbe una copia molto simile a quello che qualche anno fa fu bocciata dalla Regione”.

